LE LEGISLAZIONI ANTI-DROGA IN EUROPA: TENDENZE E PROBLEMI

data di pubblicazione:

12 Dicembre 2014

thNell’annuale rapporto a cura di EMCDDA (European monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction), pubblicato nei mesi scorsi, una sezione è dedicata alla sintesi delle tendenze delle politiche pubbliche in materia di droghe nei paesi dell’UE. Partendo dalla questione decisiva delle legislazioni in merito alla detenzione di sostanze per uso personale, il rapporto afferma che la tendenza prevalente, da inizio millennio, è di depenalizzare questo comportamento, affidandosi perlopiù a sanzioni di tipo amministrativo, anche se la maggioranza di leggi nazionali continua a prevedere la reclusione anche per uso personale e per detenzione di piccole quantità di sostanze illecite. Questa tipologia di reato è di gran lunga quella prevalente in tutti i paesi europei, pari a più di un milione di segnalazioni nel 2012, con un aumento del 14% nel 2012 rispetto ai dati del 2006. Non sorprende che la cannabis, di gran lunga la sostanza illegale più utilizzata, sia in cima alle sostanze per le quali vi è stata segnalazione per detenzione di piccole quantità in Europa: nel 2012 il 78% dei casi ha riguardato la cannabis, l’8% la cocaina, il 5% le anfetamine e il 4% l’eroina.

Un capitolo a parte, riguardo alle politiche anti-droga su scala europea, è rappresentato dalla sfida posta al legislatore dalle nuove sostanze psicoattive, la cui produzione e offerta sono stimate in netto aumento. Le risposte sul piano legislativo appaiono disomogenee: mentre alcuni paesi stanno rafforzando o adottando la legislazione anti-droga esistente, altri paesi hanno introdotto nuove norme specifiche. Dal punto di vista repressivo, comunque, la tendenza prevalente è di punire l’offerta e il traffico delle nuove sostanze psicoattive, più che la detenzione.

Un ultimo interessante capitolo del rapporto è dedicato alla questione delle organizzazioni della società civile che, a vario titolo, intervengono nella questione. Il 70% di queste organizzazioni sono operanti a livello nazionale, mentre il 30%  si divide equamente tra attività di sostegno a livello locale o europeo. Quasi i due terzi di queste organizzazioni perseguono obiettivi incentrati sullo sviluppo di prassi, nel 39% dei casi a sostegno di misure di riduzione del danno e nel 26% dei casi a sostegno di misure di prevenzione e riduzione del consumo di stupefacenti. Le restanti organizzazioni si concentrano sulle modifiche legislative, nel 23% dei casi a favore della riduzione dei controlli sulle droghe e nel 12% a favore del loro rafforzamento.

PER SCARICARE IL RAPPORTO EMCDDA 2014

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