IL DIBATTITO SULLA LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS NEGLI USA

data di pubblicazione:

28 Novembre 2014

cannabis farmaceuticaGian Luigi Gessa, nel suo articolo su “Medicina delle Dipendenze” sulla legalizzazione della cannabis, parte dall’assunto che studiare i cambiamenti legislativi che regolano l’uso di cannabis negli USA è di fondamentale importanza in quanto “tutto ciò che succede negli Stati Uniti nel settore della droga viene ineluttabilmente trasferito alla periferia dell’Impero”. Da un punto di vista storico, appare infatti inoppugnabile la constatazione che il proibizionismo in USA della cannabis -di poco successivo all’epocale fallimento della proibizione dell’alcol-, avvenuto nei primi anni ’40, abbia poi orientato in modo sostanziale la legislazione a livello mondiale di tale sostanza. E’ oggi abbastanza condivisa la considerazione che la proibizione in USA della cannabis avvenne non sulla base di una rigorosa documentazione scientifica, ma per ragioni prevalentemente politiche. Grazie a una campagna stampa ad hoc, si diffuse nell’opinione pubblica l’equazione fra uso di marijuana, criminalità e pericolo sociale, riuscendo in pochi anni a fare una sorta di tabula rasa dell’uso ludico e terapeutico della cannabis, sostanza all’epoca piuttosto diffusa nella popolazione nord-americana. La demonizzazione scientifica e politica della cannabis è continuata negli USA fino a metà degli anni ’60, quando è ripreso il dibattito sugli effetti della cannabis e sulle politiche penali da adottare verso i consumatori. A distanza di quarant’anni dalle prime messe in discussione del paradigma proibizionista, oggi quasi “tutti gli stati americani hanno ammorbidito le leggi federali, riducendo le pene criminali, le sanzioni civili o amministrative. La decriminilizzazione dell’uso o del possesso di marijuana viene sostenuta da posizioni politicamente opposte, fino all’estrema destra di Sarah Palin. Tutti sono favorevoli alla reintroduzione della cannabis nell’armamentario medico dove era stata fino al 1941, quando venne dichiarata oltre che pericolosa senza alcuna utilità medicamentosa. Ma è nei confronti della legalizzazione della cannabis per uso ricreazionale che l’opinione pubblica americana si divide”.

Da alcuni anni, si assiste infatti negli USA a un acceso dibattito pubblico in merito alle politiche da adottare sull’uso e sul possesso di cannabis, che intercetta sempre più questioni legate agli interessi economicii che ruotano attorno alla produzione legale di cannabis. Infatti, negli stati americani nei quali sono state introdotte leggi di decriminalizzazione o di liberalizzazione della marijuana, si assiste alla nascita di una potente lobby pro-cannabis, che presenta però aspetti ambigui. L’industria della cannabis legale negli USA ha un valore stimato compreso fra i 35 e i 45 miliardi di dollari all’anno. Già oggi sono attive sul mercato molte imprese, più o meno strutturate, dedite alla produzione sul mercato di marijuana e di prodotti a base di cannabis. Gessa si interroga giustamente sulle implicazioni di questa nascente industria della cannabis: è auspicabile che il proibizionismo sulla cannabis sia sostituito da modelli economici volti al massimo profitto e non a considerazioni di interesse generale? In breve, è eticamente sostenibile un modello di liberalizzazione profit, o sono piuttosto preferibili approcci non profit alternativi al proibizionismo? Nella parte finale dell’articolo Gessa delinea brevemente tre modelli possibili alternativi alla liberalizzazione selvaggia e al modello profit: il monopolio di stato, la centralità delle imprese non profit e il modello dei club spagnoli, fondato sulla produzione per uso personale e sulla distribuzione a uso gratuito. Gessa rileva infatti come il pericolo maggiore cui si potrebbe andare incontro nel caso si affermasse il modello profit per la cannabis è che il mercato venga in breve tempo controllato da grosse aziende, sull’esempio delle multinazionali del tabacco, interessate unicamente alla massimizzazione dei profitti e all’aumento dei consumatori.

Gessa G. L., 2014, Legalizzazione della cannabis, Medicina delle Dipendenze, IV, pp. 45-51

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