MARIJUANA PER USO TERAPEUTICO: LA PRODURRA' LO STATO

data di pubblicazione:

8 Settembre 2014

cannabis terapeuticaLo Stato produrrà marijuana a uso terapeutico. Verrà coltivata dall’esercito, nello stabilimento chimico militare di Firenze. Il via libera sarebbe arrivato dai ministri della Difesa e della Salute Roberta Pinotti e Beatrice Lorenzin, dopo varie polemiche e rallentamenti. La notizia, anticipata dal quotidiano La Stampa, verrà ufficializzata entro settembre. Oggi lo stabilimento fiorentino, nato con l’obiettivo di produrre medicinali per il mondo militare, ha esteso la sua attività anche al settore civile. In futuro preparerà anche i farmaci derivati dalla cannabis contro il dolore finora importati dall’estero a costi elevati. Si tratta di medicine in grado di alleviare le sofferenze a pazienti oncologici, affetti da Hiv o che soffrono di patologie gravi come la sclerosi multipla, la Sla e il glaucoma e che già sono autorizzati dal nostro sistema sanitario.

Tra i ministeri della Difesa e della Salute era stato istituito un tavolo di lavoro, dove la questione è stata esaminata anche con l’Istituto farmaceutico militare. Secondo le indiscrezioni, adesso sarebbero in via di stesura i protocolli attuativi. A questo punto, non è escluso che entro il 2015 i farmaci cannabinoidi saranno disponibili nelle farmacie italiane. Nel nostro paese l’utilizzo di questi medicinali è consentito dal 2007, ma per ottenerli bisogna affrontare una procedura complessa e lunga. Per questo sono pochissimi i pazienti che accedono a queste cure. Dopo anni di dibattito sull’uso della cannabis terapeutica, si tratta di un passo avanti. Il ministro Lorenzin si è sempre detta disponibile, a patto però di trattare la marijuana solo come farmaco. Resta dunque in vigore, il divieto di liberalizzare questa sostanza a scopi ricreativi.

La battaglia di una malata di sclerosi multipla

Secondo l’oncologo Umberto Veronesi, “è giustissimo usare e coltivare” la marijuana a scopo terapeutico. “La marijuana – afferma Veronesi – è un ottimo farmaco. Siccome è anche uno stupefacente, si ha sempre paura ad usarlo. Invece è ottimo contro il dolore, contro i malesseri, contro il vomito, è un sedativo. E’ la stessa cosa che è successa con la morfina, che per anni non sono riuscito a far avere a questi poveri diavoli che soffrivano. E’ giustissimo usarla e coltivarla. Io sono anche per la liberalizzazione, ma questo è un altro discorso”.

Uno dei primi a suggerire la coltivazione della cannabis in strutture gestite da autorità competenti, come lo stabilimento chimico di Firenze, era stato il senatore del Pd e presidente della Commissione per i diritti umani del Senato, Luigi Manconi. “L’utilizzo di questi farmaci è consentito nel nostro paese dal lontano 2007, eppure, nel corso del 2013 appena qualche decina di pazienti ha potuto farvi ricorso – commenta Manconi – . Questo per una procedura lenta e farraginosa che prevede il seguente percorso: medico curante, farmacia ospedaliera, ministero della Salute, ancora farmacia ospedaliera, quindi importazione e infine paziente. L’acquisto all’estero di questi farmaci comporta tempi infinitamente lunghi per la loro disponibilità e costi abnormi per singolo prodotto. E questo ha fatto sì che a tutt’oggi non una sola azienda farmaceutica italiana abbia chiesto la licenza per questa produzione. Da qui la mia proposta di affidare allo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, che già produce presidi sanitari e medicinali, l’incarico di provvedere al fabbisogno nazionale, nelle condizioni di massima sicurezza”.

Fonte: La Repubblica

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