DONNE E DIPENDENZA DA SOSTANZE: UNO STUDIO CANADESE BASATO SULLA RIDUZIONE DEL DANNO

data di pubblicazione:

30 Giugno 2014

harm reduction j logoL’articolo presenta uno studio qualitativo fondato sull’approccio della riduzione del danno di tradizione canadese. L’articolo, basato su interviste in profondità a un gruppo di 28 donne utilizzatrici di sostanze, intende approfondire la prospettiva di genere nelle dipendenze, in quanto la letteratura, pur evidenziando molte ed evidenti specificità femminili nei confronti della dipendenza da sostanze, raramente ne trae conclusioni teoriche, metodologiche od operative in rispetto ai programmi d’assistenza. In generale, è possibile affermare che le donne dipendenti da sostanze, comparate agli uomini, riportano maggiori problemi relativi alla salute e alla salute mentale, così come traumi e abusi fisici e sessuali, disturbi da stress post-traumatico.

Il campione dello studio è costituito da 28 donne, di età compresa fra 22 e 59 anni, utilizzatrici recenti o attive di sostanze psicoattive (alcol, eroina, cocaina, crack e matamfetamine), con esperienze di tipo vario in programmi di trattamento, che si auto-identificano come appartenenti a status economico disagiato e residenti in un’area periferica di Vancouver, Canada. La metà del campione vive in strutture d’assistenza o è senzatetto.

Il focus delle interviste è centrato sulla percezione delle donne rispetto ai loro bisogni e alle loro aspettative riguardo a programmi terapeutici d’assistenza. Le aree maggiormente citate sono, in ordine di importanza: normalizzazione, il bisogno di facilitazioni a livello di ricovero residenziale, porte aperte, espressione dei bisogni bio-psico-sociali e spirituali, tempo a disposizione, assistenza per la ricerca di un alloggio e di autonomia finanziaria. Gli autori così riassumono le principali indicazioni emerse: “I nostri risultati indicano che sono tre i nuclei centrali di bisogni  identificati da donne con basso reddito e che sono dipendenti da sostanze: normalizzazione/struttura, sicurezza e connessioni sociali. Un programma di ricovero residenziale deve prima di tutto indirizzarsi a questi bisogni e un programma di ricovero residenziale appare essenziale per coloro che hanno scelto un approccio basato sull’astinenza, meglio se localizzato in un contesto rurale. I programmi di ricovero fondati sui principi della riduzione del danno devono avere una struttura sicura, capace di dare supporto e flessibilità in grado di rispondere a bisogni e abilità delle donne, supportando l’individualità e l’auto-determinazione. Gli approcci utilizzati nell’intervento devono essere positivi, centrati sul cliente, capaci di dare supporto, all’opposto di una visione focalizzata sui problemi, prescrittivi e basata sui deficit”.

Pur tenendo presente le limitazioni dello studio riguardo alla bassa numerosità del campione scelto e alle specificità culturali del contesto canadese, difficilmente esportabili senza adattamenti ad altri contesti, i risultati appaiono interessanti soprattutto per il tentativo di tracciare alcune specificità della condizione delle donne dipendenti da sostanze.

 Kruk E., Sandberg K., 2013, A home for body and soul: substance using women in recovery, Harm Reduction Journal, Vol. 10 (1), pp. 39.

Disponibile c/o CESDA

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