ALIMENTAZIONE IN GRAVIDANZA, ALCOL E DEPRESSIONE NEI FIGLI

data di pubblicazione:

1 Aprile 2014

addiction1L’alimentazione in gravidanza è molto importante non solo per la salute della donna ma anche per quella del futuro nascituro, un nuovo studio conferma ancora una volta che l’alcol andrebbe eliminato. L’assunzione di bevande alcoliche, anche se in quantità moderate, sembrerebbe raddoppiare il rischio di depressione nei bambini. Questa è la collusione di uno studio australiano, condotto dal Telethon Institute for Child Health Research, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Addiction (Novembre 2009).

La dottoressa Colleen O’Leary, coordinatrice dello studio, spiega che già con una sola bottiglia di vino a settimana, nel primo trimestre di gestazione, si correrebbe il rischio di raddoppiare la possibilità di ansia e depressione nel bambino. Superati i primi tre mesi di gravidanza bisogna comunque stare attenti, secondo gli esperti se si beve anche quando la gravidanza sta ormai per giungere al termine si potrebbe aumentare il rischio di aggressività e di dolori fisici nei piccoli. Purtroppo, la maggior parte di questi problemi non vengono associati al periodo della gravidanza perché non sono evidenti fino a quando i bambini non crescono.

In base all’indagine condotta dagli esperti risulta evidente che i problemi comportamentali dei figli aumentano all’aumentare del consumo di alcol da parte delle madri. Le conclusioni sono frutto di una ricerca, che a coinvolto oltre 2.000 donne e bambini, durante la quale sono state esaminate le abitudini al bere delle madri e le condizioni di salute fisica e psicologica dei bambini. Del totale delle donne coinvolte solo un terzo ha dichiarato di essersi astenuta completamente dall’assunzione di alcol durante il periodo della gravidanza.

Gli esperti spiegano che l’alcol in gravidanza agisce in modo diverso. I fattori sono vari e possono dipendere dal tempo e dalla quantità di esposizione all’alcol, inoltre, non tutti i bambini presentano dei problemi in caso di esposizione all’alcol nell’utero, ciò nonostante, il rischio è comunque concreto e per questo motivo le future mamme dovrebbero essere informate sui possibili danni.

La salute dei piccoli non è però minata solo dall’alcol. Per esempio, stando ai risultati di una ricerca condotta presso il Cincinnati Children’s Hospital Medical Center (Usa), un’esposizione al fumo e ad altre sostanze tossiche, come ad esempio il piombo, aumentano il rischio di iperattività.

Analizzando i dati raccolti su un campione di quasi 4 mila bambini e adolescenti, con un’età compresa tra gli 8 e i 15 anni, si è notato che l’esposizione al fumo passivo nel periodo prenatale aumenta di 2,4 volte la probabilità di ADHD. Sempre nello stesso studio si è osservato che i bambini che nel sangue presentavano dei livelli elevati di piombo avevano un rischio maggiore di 2,3 volte di soffrire di ADHD. I piccoli che presentavano una concomitanza dei due fattori avevano un rischio maggiore di ben 8 volte rispetto ai piccoli non esposti a queste sostanze tossiche.

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