TABAGISMO: DISEGNO DI LEGGE DEL PARLAMENTO EUROPEO

data di pubblicazione:

3 Febbraio 2014

fumoSettecentomila. A tanto ammontano ogni anno le morti premature nell’Unione Europea per motivi connessi al tabacco. Il 70% dei fumatori accende la sua prima sigaretta prima dei 18 anni e addirittura il 94% prima dei 25 anni. Per questa ragione la Plenaria del Parlamento Europeo ha votato a favore di un disegno di legge per rendere i prodotti del tabacco meno attraenti per i giovani.
Tra le finalità dichiarate troviamo l’aggiornamento della precedente legislazione in merito, che risale alla direttiva 2001/37/CE, in un’epoca nella quale – per dirne una – le sigarette elettroniche erano fantascienza, il superamento delle diversità nelle normative degli Stati membri e la preservazione della salute dei cittadini europei, evitando l’ingresso in commercio di prodotti pericolosi.

Nella proposta si specifica, innanzitutto, che le confezioni di sigarette devono aver la consueta forma e che su fronte e retro dovranno combinarsi avvertenze illustrate e testuali.
Tali avvertenze dovranno occupare il 75% della confezione ed esser stampate secondo un criterio di rotazione. Infine, se vanno aggiunte sul pacchetto “quit lines” o siti web dedicati alla disassuefazione dal fumo. Per quanto concerne gli ingredienti e le emissioni, si prevede un tenore massimo di nicotina, catrame e monossido di carbonio, i cui metodi di misurazione rimangono invariati rispetto alla disciplina precedente. La novità risiede invece nel divieto di vendere prodotti del tabacco con aromi caratterizzanti, quali agrumi di frutta o di cioccolato. Saranno vietati anche additivi che richiamino energia e vitalità (es. taurina e caffeina) o che forniscano l’impressione che il prodotto sia benefico per la salute (es. vitamine).

Tra le tante innovazioni anche il divieto di immissione sul mercato del tabacco per uso orale, il cosiddetto “snus”. Si tratta di piccole bustine contenenti tabacco da applicare solitamente dietro il labbro a contatto con la gengiva. Da ultimo, vengono definite rigorose procedure per rendere tracciabili i singoli pacchetti di sigarette. Tale misura è d’importanza capitale visti i dati sui traffici illegali di sigarette e simili forniti dall’OLAF (European Anti-Fraud Office) nel giugno scorso. Si parla di circa 10 miliardi di euro di perdita annua per il bilancio dell’Unione e degli Stati membri ad appannaggio del crimine organizzato.
Spesso le istituzioni comunitarie vengono tacciate di eccessiva e zelante regolazione di materie di cui forse farebbero bene ad occuparsi con un po’ più di elasticità. In effetti non è la descrizione minuziosa di cosa deve esserci scritto su un pacchetto ad abbattere il numero di fumatori: forse però cotanto rigore porterà sul lungo periodo ad una svolta nella concezione del tabacco nell’immaginario collettivo e, chissà, abbasserà il numero dei giovani sedotti e assuefatti dal primo tiro.

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