INVECCHIARE CON L'HIV: TRA EMARGINAZIONE, ANSIA E SOLITUDINE

data di pubblicazione:

23 Settembre 2013

LOGO_REDATTORE_SOCIALEUna ricerca rivela il disagio della prima generazione di anziani sieropositivi: oggi 1 su 5 ha più di 50 anni. Si sentono isolati, “come i primi uomini sulla luna”, scrive il Guardian. E sentono di più il peso dello stigma sociale.
Sono la prima generazione di persone anziane che, grazie ai nuovi farmaci introdotti negli anni novanta, è riuscita a sopravvivere e a convivere con l’HIV, ma si sentono emarginati e isolati. Lo rivela un recente studio realizzato dall’Università britannica di Keele e ripreso dal quotidiano The Guardian.

Secondo i dati dell’Agenzia per la protezione della salute una persona su cinque (16.550) tra quelle trattate per l’HIV in Regno Unito nel 2011 aveva più di 50 anni (nel 2002 erano una su nove, 3.640 casi). Molti convivono da lungo tempo con il virus ma c’è anche un aumento di casi di contagi in età avanzata anche a causa dell’errata convinzione che le persone anziane non siano suscettibili al virus, scrive il Guardian.

Lo studio dell’Università di Keele sottolinea le difficoltà di una comunità che si sente particolarmente marginalizzata. “L’HIV è associato, in generale, alle persone giovani. La popolazione più anziana che convive con l’HIV si sente invisibile. Molti credono che non ci sia niente per loro”, spiega Dana Rosenfeld, che ha curato la ricerca. L’indagine, la più grande al mondo di questo genere, è durata due anni e ha coinvolto altre due università britanniche, centri di salute mentale e organizzazioni di base. Sono state realizzate oltre 100 interviste a persone sieropositive tra i 50 e gli 80 anni. Il risultato è che la maggior parte di loro sente il peso della stigmatizzazione sociale.

“Alcuni provano così tanta vergogna del loro stato che sono incapaci di parlare con le loro famiglie, gli amici e i vicini. Chi non ha un compagno spesso teme di morire da solo. E c’è l’incertezza sulla loro salute”, sottolinea il quotidiano britannico. Per Rosenfeld la prima generazione di anziani con HIV sono come i primi uomini sulla luna. “Ogni malattia cronica genera incertezza per definizione, ci sono giorni buoni e meno buoni. Ma con l’HIV e l’invecchiamento c’è ancora più incertezza”, spiega la ricercatrice al Guardian. E aggiunge: “Se hai un sintomo, non sai se è dovuto al normale processo di invecchiamento o all’HIV. Le persone finiscono per essere ipercoscienti dei loro corpi e anche iperansiosi”.

Fonte: Redattore Sociale

Ti potrebbe interessare anche
26 Maggio 2026

Gli effetti psicologici dei farmaci dimagranti

una nuova frontiera per curare le dipendenze?

25 Maggio 2026

Curare il dolore senza dipendenza: gli studi sul DFNZ

Il DFNZ induce un rilascio di dopamina lento e sostenuto.

24 Maggio 2026

Crisi in carcere

la crisi del trattamento delle tossicodipendenze

23 Maggio 2026

Le droghe come strumenti di destabilizzazione

diventano tali solo se trovano ampi gruppi di persone disponibili a consumarle

22 Maggio 2026

I cartelli della droga: una narrazione alternativa

Una narrazione dei cartelli messicani funzionale alla militarizzazione del territorio

21 Maggio 2026

La nuova stagione degli psichedelici terapeutici

sostanze considerate illegali rappresentano oggi una possibilità di cura

20 Maggio 2026

Rassegna clinica sul tabagismo

Rassegna promossa da FeDerSerD

19 Maggio 2026

L’ultimo azzardo

Un podcast sul gioco d'azzardo

18 Maggio 2026

Bologna: aumenta il consumo di crack e il policonsumo

E' quanto emerge dal rapporto 2025 sulle Dipendenze

17 Maggio 2026

Il ruolo del “tempo” nei gioco d’azzardo online

Il tempo perde il suo valore reale nell'iperconnessione

16 Maggio 2026

Una vita sessuale sana è un diritto ad ogni età

La prevenzione è ancora un tabù

15 Maggio 2026

Il consumo di crack in una società in crisi di relazioni

Servono servizi a bassa soglia per la riduzione del danno che incontrino i consumatori

14 Maggio 2026

Un nuovo CPR in Toscana?

Una questione ancora aperta

13 Maggio 2026

L’emergenza sommersa dei minori stranieri non accompagnati

Tra consumo di sostanze e salute mentale

12 Maggio 2026

Symposium WTFC Genova 2026

uno dei principali momenti di confronto tra le comunità terapeutiche di tutto il mondo

11 Maggio 2026

Fumo di tabacco e riduzione dei rischi

Le politiche di riduzione dei rischi di Svezia e Nuova Zelanda

10 Maggio 2026

Onde di salute

Un podcast che riflette sulla salute in un'ottica di genere

9 Maggio 2026

Profilassi HIV e farmaco a lunga durata

Approvato da AIFA il primo farmaco iniettabile

8 Maggio 2026

I passi avanti della psilocibina

Curare la depressione col principio attivo dei funghi allucinogeni

7 Maggio 2026

Lavoro di riduzione del danno e tutele per gli operatori

Il CNCA nazionale vicino alla cooperativa Borgorete e ai suoi operatori rinviati a giudizio

Panoramica privacy

Dati Personali trattati per le seguenti finalità e utilizzando i seguenti servizi:

Mailing list o newsletter

Dati Personali: cognome; email; nome

Modulo di contatto

Dati Personali: cognome; email; indirizzo fisico; nome; numero di telefono

Google Analytics

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Google Fonts

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Informazioni di contatto

 

Titolare del Trattamento dei Dati

Azienda AUSL Toscana Centro
Sede legale Piazza Santa Maria Nuova, 1 - Firenze P.I. e C.F.: 06593810481

Indirizzo email del Titolare: info@cesda.net