HIV: IN CERCA DI UNA CURA

data di pubblicazione:

2 Agosto 2013

ias2013Da quando è stato per la prima volta identificato il virus dell’HIV, 30 anni fa, sono stati compiuti enormi progressi in materia di trattamento e cure per le persone da esso colpite. Molte persone sieropositive possono oggi aspirare a vivere a lungo e in buona salute – a patto, però, di assumere una terapia farmacologica che resta un impegno quotidiano da proseguire a vita. Per questo, la vera svolta in ambito di trattamento dell’HIV sarà trovare il modo di consentire a queste persone di fare a meno del trattamento stesso; in pratica, trovare una cura.
Al simposio Towards an HIV cure (‘HIV: verso una cura’), tenutosi in seno alla 7° Conferenza dell’International AIDS Society, si è parlato di ricerca di una cura come coronamento della ricerca sul trattamento dell’HIV.

Negli ultimi anni ci sono stati segnali che potremmo essere prossimi a individuare possibili strade per giungere a una cura. Casi come quello del ‘paziente di Berlino’ Timothy Brown e di una bambina del Mississippi sembrano indicare che sia effettivamente possibile eradicare l’HIV da una persona che ha contratto l’infezione.
Inoltre, secondo alcune evidenze sembrerebbe possibile, con un adeguato approccio al trattamento per l’HIV, raggiungere una ‘remissione‘ o ‘cura funzionale’ – vale a dire, riuscire a tenere sotto controllo il virus senza bisogno di assumere farmaci vita natural durante.
Si tratta tuttavia di casi isolati, frutto di una somma di circostanze molto specifiche, e perciò non è realistico – oggi come oggi – pensare che se ne possa trarre un modello terapeutico applicabile in larga scala, che risulti in una cura.

Carl Dieffenbach del National Institute of Allergy and Infectious Disease (NIAID) degli Stati Uniti, nel suo intervento al Simposio, ha rimarcato che la ricerca di una cura dovrà passare attraverso una conoscenza completa e approfondita dell’articolato processo di infezione e replicazione dell’HIV nell’organismo. Ciò presuppone la comprensione dei meccanismi che regolano sia il comportamento del virus, sia la reazione del sistema immunitario. Per giungere all’eradicazione dell’HIV, sarà probabilmente necessario attaccare il virus su più fronti contemporaneamente, concentrandosi sui diversi aspetti di tali meccanismi.

Oltre allo sviluppo di farmaci antiretrovirali sempre più efficaci, in grado di tenere sotto controllo l’HIV in ogni parte del corpo, per arrivare a una cura sarà probabilmente necessario rivedere anche l’approccio alla somministrazione di trattamento e cure. Alcuni studi, per esempio, sembrerebbero indicare che l’assunzione tempestiva di antiretrovirali, il più presto possibile dopo che si è contratta l’infezione, sia un fattore chiave per riuscire in seguito a controllare il virus senza bisogno di farmaci.
Occorrerà poi che tra le aziende farmaceutiche – e le varie agenzie di controllo dei farmaci – ci sia una collaborazione tale da consentire lo sviluppo e l’accesso alle combinazioni farmacologiche necessarie.

Al Simposio sono state espresse preoccupazioni in merito ai potenziali problemi di sicurezza dei nuovi approcci terapeutici; inoltre, si è discusso della necessità di non alimentare aspettative poco realistiche. In quest’ottica, è forse più opportuno dire che questi approcci potrebbero condurre alla ‘remissione’ del virus, anche se non all’eradicazione totale.
Per giungere a una cura, infine, sarà ovviamente indispensabile un notevole sforzo in termini di investimenti; è per questo che al Simposio è stato rinnovato l’appello a enti e governi internazionali affinché tengano fede agli impegni presi per il finanziamento della ricerca.

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