MILIONI DI STORIE PER FERMARE I BULLI – SUL SITO «LE COSE CAMBIANO» I RACCONTI DEI GIOVANI VITTIME DELL'OMOFOBIA

data di pubblicazione:

21 Maggio 2013

lecosecambianoVolti e parole per infrangere l’infinita solitudine dell’adolescenza e raggiungere dallo schermo del computer quel ragazzino che si sente unico al mondo e pensa di non farcela più perché agli altri non va bene se è gay, o è nato in un corpo in cui non si riconosce. È «Le cose cambiano», un sito online http://lecosecambiano.org/ per raccogliere i video di chiunque voglia raccontare che si possono superare bullismo e omofobia, promosso da Isbn Edizioni con Corriere della Sera e Fondazione Enel Cuore onlus.
Una «biblioteca digitale di futuri possibili» per aiutare gli adolescenti vittime dei bulli a «immaginare un lieto fine per la loro storia», lo ha definito Linda Fava, 29 anni, l’editor di Isbn che con il direttore editoriale Massimo Coppola ha voluto il progetto presentato a Milano nei giorni scorsi.

«Le cose cambiano» è la traduzione italiana dell’americana http://www.itgetsbetter.org  la campagna nata sul web nel 2010, quando lo scrittore e attivista gay Dan Savage e suo marito Terry Miller postarono un video su YouTube in reazione all’ondata di suicidi negli Usa tra teenager gay. Era un appello agli adolescenti per scongiurarli di non suicidarsi, perché solo chi trova la forza di andare avanti scopre che le cose cambiano: «Anche noi ci siamo passati, ma le cose sono migliorate? raccontavano? Tenete duro, chiedete aiuto, ascoltate le storie di chi ha vissuto quello che state vivendo voi e adesso ha una vita piena e felice». Il video è stato visto due milioni di volte e ha ispirato migliaia di persone che in 50 mila clip hanno raccontato le loro vite per dire «it gets better»: andrà meglio. Tra di loro anche il presidente Barack Obama, che confessava: «So cosa vuol dire crescere avendo la sensazione di sentirsi fuori posto».
Da ieri si aggiungono le voci italiane. «Tu non sei sbagliato. Se le persone intorno a te sembra che non ti capiscano, c’è qualcuno che può e vuole ascoltarti», raccomanda Andrea e forse parla anche al ragazzino che è stato. «Sentivo delle brutte parole» sui gay «e pensavo di dover essere come quelle parole: una brutta persona», racconta nel video Marcello, che invece è bellissimo. «Quello che ti ritrovi addosso non è qualcosa in meno, è un valore aggiunto», dice Valeria. Alle loro testimonianze si aggiungeranno i video di chiunque voglia far sentire la sua storia, per fare del sito un «luogo di condivisione e denuncia» dal «profondo contenuto sociale».
Tra le parole più commoventi, quelle dello scrittore Paolo Giordano che alla presentazione ha letto la storia vera di Samuele, a cui piacevano i giochi da bimba, e ha invitato tutti a smontare il bullo che è in noi: «Oggi promettiamo che “le cose cambiano”, che cambieranno. Ebbene, la missione non è andare a pizzicare i bulli negli istituti superiori, per schedarli e redimerli uno a uno: la missione che ci attende è un’opera grandiosa di bonifica, su un territorio di metratura pressoché infinita e fino a una profondità che ci coinvolge senza eccezioni, con le nostre paure di tutto ciò che non conosciamo, di tutto ciò che non capiamo».

Fonte: Corriere della Sera, 8 Maggio 2013

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