ALCOL: STRATEGIA GLOBALE PER RIDURRE IL CONSUMO

data di pubblicazione:

20 Maggio 2013

logo CnespsL’alcol è uno dei maggiori fattori di rischio evitabile per la salute e la sicurezza individuale e collettiva. 50 miliardi l’anno rappresentano i costi stimati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) relativi all’impatto sociale e sanitario dell’alcol in Italia.
I dati epidemiologici e il monitoraggio alcol-correlato rappresentano gli strumenti indispensabili e insostituibili per la pianificazione e attuazione delle strategie di prevenzione e degli indirizzi sanitari e sociali che sono alla base della maturazione condivisa e collettiva di un’auspicabile cultura del benessere, spesso ostacolata da modelli e stili di vita tutt’altro che salutari.
La Strategia globale sull’alcol dell’Organizzazione mondiale della sanità fornisce, per la prima volta anche a livello internazionale, una cornice di riferimento per la realizzazione di azioni basate sull’evidenza di efficacia, di cui l’Assemblea mondiale della sanità ha preso atto con l’approvazione della Risoluzione del maggio 2010. La Risoluzione mira a supportare l’esigenza di una riduzione del consumo dannoso di alcol e in particolare della necessità di contrastare un fenomeno che, a livello internazionale, ha assunto nel corso degli anni connotazioni variegate ispirate a nuove culture supportate da numerosi fattori tra i quali emergono rilevanti imponenti strategie di marketing e una più elevata disponibilità fisica ed economica delle bevande alcoliche.
Una cultura, quella del bere, in rapido e continuo cambiamento, che trascina con sé le leggende e i falsi miti, gli usi e le tradizioni, e che subisce il fascino della persuasione di evolute tecniche di promozione, della pubblicità, delle pressioni sociali e, non ultimo, dei condizionamenti imposti dagli interessi economici e commerciali che hanno favorito, e continuano a favorire, una sempre più marcata e diffusa logica delle convenienze che con difficoltà consente di far prevalere la tutela della salute e la prevenzione rispetto alle logiche di mercato.
Agire sui fattori che influenzano il consumo rischioso e dannoso e determinano i problemi e le patologie alcol-correlate e l’alcoldipendenza non è facile ma tutte le istituzioni di tutela della salute e di ricerca esprimono un consenso unanime sulla necessità di adottare un approccio di popolazione generale a cui affiancare quello per la popolazione ad alto rischio. Ciò sostiene anche la necessità di un attenta organizzazione dei servizi che appare opportuno e adeguato ricomprendere in una rete di competenze multidisciplinare e multiprofessionale che possa favorire l’ampliamento dell’accessibilità al trattamento degli alcoldipendenti anche grazie alla disponibilità di contesti di cura con una logistica integrata ma separata rispetto alle altre dipendenze o a quelle di più stretta competenza della salute mentale che potrebbero in qualche modo comportare un pregiudizio di utilizzo da parte dei potenziali fruitori.
L’impatto crescente delle problematiche alcol-correlate, di salute e sociali, verificato in tutti gli Stati membri a livello mondiale e europeo ha determinato l’adozione della Risoluzione dell’Assemblea mondiale della sanità. Questo provvedimento sollecita azioni preventive efficaci in diversi settori tra cui quello della diagnosi precoce e dell’intervento breve nei setting di assistenza sanitaria primaria, politiche alcologiche basate sulle evidenze scientifiche, sistemi di monitoraggio dedicati alla raccolta e analisi dei dati che possono favorire un intervento sulle problematiche alcol-correlate, strategie complessive per mobilitare le risorse disponibili e favorire l’attuazione di ricerche scientifiche e azioni di salute pubblica. L’obiettivo è promuovere le azioni volte a diminuire gli effetti dell’uso dannoso di alcol nella popolazione, con particolare riguardo ai contesti più vulnerabili (bambini, adolescenti, giovani, donne e anziani) e alle situazioni in cui l’alcol può rappresentare un maggior rischio (gravidanza, adolescenza, contesti lavorativi, alcol e guida). La risoluzione sollecita un’ampia collaborazione internazionale e il coinvolgimento di tutti i possibili interlocutori istituzionali per l’individuazione di programmi e politiche efficaci per ridurre il rischio di problemi e patologie alcol-correlate. È auspicato il coinvolgimento del mondo dell’industria, dei settori produttivi e del commercio per giungere alla formulazione di strategie ampiamente condivise, orientate alla tutela specifica della popolazione dal consumo dannoso di alcol.
Pur nella sua modalità di esordio in termini di prima strategia mondiale sull’alcol, le aree di interesse e di azione rappresentano un elemento di continuità con tutte le esperienze condotte a livello internazionale nelle differenti Regioni dell’Oms e in particolare nella Regione europea che prima di tutte si era dotata di Piani di azione e di una Framework per le alcohol policy che hanno trovato accoglienza e riconoscimento specifico nell’articolato elenco di azioni riconoscendo e ribadendo validità, attualizzandone le strategie alla luce della mole di evidenze scientifiche ora disponibili. Ovviamente, le strategie europee hanno una storia e una cultura specifica con un background specifico basato sull’evidenza. La Regione europea, infatti, è la Regione Oms con il più elevato livello di mortalità, disabilità e morbilità alcol-correlati e proprio per questo la risoluzione sulla strategia mondiale adottata a Ginevra riceve dall’esperienza europea un approccio rafforzato sin dal suo esordio, contribuendo a consolidare un supporto reciproco e un rilevante punto di riferimento per lo sviluppo e la realizzazione di azioni condivise a livello internazionale.
La traduzione autorizzata in lingua italiana, curata dal Centro Oms per la ricerca sull’alcol in Istituto superiore di sanità e dall’Osservatorio nazionale alcol del Cnesps-Iss mira a favorire la disseminazione delle indicazioni e contribuisce a fornire tutti gli elementi utili che, non solo a livello decisionale ma anche a livello individuale, possono contribuire a incrementare la consapevolezza sui rischi alcol-correlati e sollecitare scelte capaci di superare la logica delle convenienze a favore della creazione di una rinnovata cultura orientata a favorire scelte più sicure per la salute e stili di vita più sani.

Strategia globale per ridurre il consumo dannoso di alcol
Emanuele Scafato – Direttore WHO CC for Health Promotion and Research on Alcohol and Alcohol-related Pealth Problems, Osservatorio nazionale alcol, Cnesps-Iss

Risorse utili:
– la “Strategia globale per ridurre il consumo dannoso di alcol”, tradotta e a cura del Who Collaborating Centre for Research and Health Promotion on Alcohol and Alcohol-related Problems
– il documento pubblicato dall’Oms nel 2009 “Strategies to reduce the harmful use of alcohol: draft global strategy”.

 

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