EPATITE C NEI CONSUMATORI DI DROGA PER VIA INIETTIVA

data di pubblicazione:

16 Gennaio 2013

Non solo siringhe ma anche acqua, contenitori ed altri materiali utilizzati per mescolare e filtrare l’eroina possono trattenere il virus dell’epatite C (HCV) e contribuire alla sua trasmissione tra consumatori di droghe per via iniettiva. E’ quanto evidenziato in un recente studio pubblicato sulla rivista Journal of Infectious Diseases.

L’infezione da virus dell’HCV è considerato un problema di salute pubblica piuttosto importante; interesserebbe infatti circa 160 milioni di persone nel mondo (il 2,3% della popolazione) ed è responsabile di epatiti acute e croniche, la cirrosi ed il carcinoma epatocellulare. La trasmissione del virus avviene attraverso il contatto ematico con sangue infetto ed è prevalente tra i consumatori di droga per via iniettiva che condividono siringhe e materiali per iniettarsi la sostanza (parafernalia). Sarebbero infatti circa 10 milioni i tossicodipendenti nel mondo che risulterebbero infettati dall’HCV.

Precedenti studi avevano dimostrato che l’HCV può resistere per settimane all’interno delle siringhe, se le condizioni risultano favorevoli. Juliane Doerrbecker e colleghi hanno così progettato una serie di nuovi esperimenti per riprodurre il più possibile le pratiche solitamente utilizzate dai tossicodipendenti, partendo dall’ipotesi che anche la condivisione dei materiali per la preparazione della sostanza come i filtri, l’acqua per sciogliere la droga e i contenitori dell’acqua stessa, possono rappresentare un potenziale focolaio di infezione. Campioni pari a 100 mL di acqua contenuta in bottiglie di vari materiali (vetro, plastica, alluminio), sono stati dunque contaminati con quantità variabili di virus dell’HCV. Le bottiglie sono state poi svuotate e nuovamente riempite con acqua nella quale è stata poi valutata la carica virale e l’infettività. La trasmissione del virus associata all’uso di filtri infetti è stata invece determinata inoculando il virus nel filtro, chiudendolo in un foglio di alluminio e poi incubandolo. Il virus HCV è risultato sopravvivere nelle bottiglie di acqua fino a tre settimane, anche se la carica virale è risultata diminuire nel tempo. Inoltre è risultato essere rilevabile per periodi più lunghi in recipienti di alluminio o plastica, mentre nei filtri circa il 10% della quantità iniziale di virus inoculata è risultata ancora rilevabile dopo 24 e 48 ore.

I risultati descritti, concludono i ricercatori, dovrebbero contribuire ad aumentare la consapevolezza dei rischi associati alla condivisione di ogni materiale utilizzato per iniettarsi la droga.

Abstract dell’articolo tratto dal Journal of Infectious Diseases:

Transmission of hepatitis C virus among people who inject drugs: viral stability and association with drug preparation equipment

Ti potrebbe interessare anche
14 Maggio 2026

Un nuovo CPR in Toscana?

Una questione ancora aperta

13 Maggio 2026

L’emergenza sommersa dei minori stranieri non accompagnati

Tra consumo di sostanze e salute mentale

12 Maggio 2026

Symposium WTFC Genova 2026

uno dei principali momenti di confronto tra le comunità terapeutiche di tutto il mondo

11 Maggio 2026

Fumo di tabacco e riduzione dei rischi

Le politiche di riduzione dei rischi di Svezia e Nuova Zelanda

10 Maggio 2026

Onde di salute

Un podcast che riflette sulla salute in un'ottica di genere

9 Maggio 2026

Profilassi HIV e farmaco a lunga durata

Approvato da AIFA il primo farmaco iniettabile

8 Maggio 2026

I passi avanti della psilocibina

Curare la depressione col principio attivo dei funghi allucinogeni

7 Maggio 2026

Lavoro di riduzione del danno e tutele per gli operatori

Il CNCA nazionale vicino alla cooperativa Borgorete e ai suoi operatori rinviati a giudizio

7 Maggio 2026

Il consumo di droghe e la conseguenze sui lavoratori

Le sanzioni non possono essere l'unica strada da perseguire

6 Maggio 2026

Svezia: calo importante dei fumatori di sigarette

Aumentano i consumatori di prodotti alternativi a base di nicotina

5 Maggio 2026

Ketamina e utilizzi nella sanità pubblica

Norvegia e Francia la usano per curare la depressione e le crisi suicidarie

4 Maggio 2026

Sostanze psicoattive e sicurezza nei luoghi di lavoro

La Legge diventerà più flessibile nei controlli

3 Maggio 2026

Quando il cammino diventa educazione

l’esperienza di Lunghi Cammini

2 Maggio 2026

Illuminismo psichedelico

Il podcast sugli psichedelici

30 Aprile 2026

Aprile – il mese della prevenzione alcologica

I nuovi modelli di consumo

29 Aprile 2026

Videogiochi e criteri di valutazione dei rischi

una classificazione che va incontro all'esigenza di limitare i rischi per i giovanissimi

28 Aprile 2026

Alcohol Prevention Day 2026

Sono disponibili i materiali presentati in occasione della giornata

27 Aprile 2026

Droghe e modelli di consumo: la teoria di Zimberg

Secondo Zimberg la maggioranza dei consumatori non sviluppa dipendenza né perde il controllo della propria vita

26 Aprile 2026

Raccolta e utilizzo dei dati nel gioco d’azzardo

L'utilizzo dei dati potrebbe servire anche come strumento di prevenzione

24 Aprile 2026

I rischi dell’uso illegale di pregabalin nel Regno Unito

I danni associati all'uso illecito di pregabalin sono in aumento, ma rimangono un argomento trascurato.

Panoramica privacy

Dati Personali trattati per le seguenti finalità e utilizzando i seguenti servizi:

Mailing list o newsletter

Dati Personali: cognome; email; nome

Modulo di contatto

Dati Personali: cognome; email; indirizzo fisico; nome; numero di telefono

Google Analytics

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Google Fonts

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Informazioni di contatto

 

Titolare del Trattamento dei Dati

Azienda AUSL Toscana Centro
Sede legale Piazza Santa Maria Nuova, 1 - Firenze P.I. e C.F.: 06593810481

Indirizzo email del Titolare: info@cesda.net