CARCERE, EMERGENZA TAMPONATA. MA NON BASTA

data di pubblicazione:

5 Giugno 2012

Il carcere scoppia. Il 31 gennaio 2012 i detenuti rinchiusi nei 206 istituti penitenziari del Paese erano 66.973, di cui 2.872 donne, a fronte di una capienza regolamentare di 45.688.
In questa situazione il Governo è finalmente intervenuto con un decreto legge, poi convertito, con alcune modifiche, dal Parlamento, teso a ridurre il numero dei detenuti e rendere meno drammatiche le condizioni di vita in carcere.

Il decreto legge, come modificato in sede di conversione, prevede essenzialmente tre misure:

1.l’eccezionalità del collocamento in carcere dell’arrestato in attesa di convalida o di giudizio direttissimo, dovendosi in tale situazione ricorrere, salvi i casi di particolare gravità (per tipologia di reato o per personalità dell’arrestato), alla custodia nella abitazione o, in subordine, al trattenimento in strutture di polizia;
2.l’anticipazione dell’udienza di convalida, cioè del controllo della legittimità della detenzione, che deve avvenire entro 48 ore dall’arresto;
3.l’estensione da 12 a 18 mesi della soglia di pena detentiva residua che consente l’accesso alla detenzione domiciliare, anche qui fatti salvi i reati di maggiore gravità e di controllo del giudice sulla mancanza di pericolosità del condannato o sulla idoneità della sua situazione abitativa.

Le prime due decisioni sono dirette a evitare lo scandalo delle cosiddette “porte girevoli”, cioè delle detenzioni di pochi giorni, mentre la terza accentua il trattamento graduale del detenuto, in forza del quale il frammento finale della pena può essere scontato in detenzione domiciliare anziché in carcere.
Si tratta di semplici aggiustamenti eppure significativi: le permanenze in carcere per un periodo inferiore a tre giorni non sono infatti ipotesi remote ma rappresentano un quarto degli ingressi (nel solo 2010 sono state 21.093); e l’aumento del residuo di pena che consente di fruire della detenzione domiciliare incrementerà verosimilmente di qualche migliaio il numero dei detenuti che lasciano anticipatamente il carcere (che sono stati 4.665 tra il dicembre 2010 e il 31 gennaio 2012).
Aggiustamenti, dunque, ma non idonei ad alleggerire il carcere senza incidere negativamente, anche per i loro limiti, sulle condizioni di sicurezza dei cittadini.
In un articolo pubblicato sulla rivista Narcomafie dello scorso febbraio, Livio Pepino, analizza la questione carcere, soffermandosi su alcuni ulteriori interventi ritenuti necessari per migliorare le condizioni di detenzione, l’emergenza sovraffollamento e la sicurezza dei cittadini.

NARCOMAFIE
Anno XX n.2, febbraio 2012
Carcere, emergenza tamponata. Ma non basta
Livio Pepino
pag. 3

La rivista è disponibile c/o il Cesda

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