CORPO, SVILUPPO E IMMAGINE DI SE'

data di pubblicazione:

2 Maggio 2012

Accettare i cambiamenti del proprio corpo e integrarli nella propria identità: una delle sfide più ardue dell’adolescenza.
Una sfida che non risparmia nessuno, né chi l’affronta in anticipo rispetto ai tempi né che la vive in ritardo. Vista la sua importanza, parlarne è fondamentale, meglio ancora se nel gruppo dei pari.
In un articolo pubblicato sulla Rivista Famiglia Oggi, Elena Gatti – dottore di ricerca in psicologia e docente presso l’Università Cattolica di Brescia – analizza il tema dello sviluppo del corpo e dell’immagine di sé offrendo spunti per percorsi di prevenzione.
Il corpo e la sua immagine giocano un ruolo fondamentale nella vita personale e sociale di ogni individuo. A livello psicologico, è facile intuire che, le modificazioni corporee in adolescenza necessitano di una capacità di integrazione delle parti in un tutto dotato di senso e di una rappresentazione del proprio corpo a livello mentale.
L’accettazione di questi cambiamenti e la loro integrazione, si configurano come il principale compito di sviluppo attraverso il quale si rende il corpo coerente con l’immagine che si ha di sé. Portare a termine questo compito significa giungere a un’integrazione mente-corpo sufficientemente buona per costruire una rappresentazione mentale di Sé e del proprio aspetto fisico tollerabile e controllabile.
La letteratura medica evidenzia come il processo di sviluppo puberale non avviene in forma lineare e costante, ma si assiste piuttosto a uno spurt of growth , ovvero uno scatto che improvvisamente determina una modificazione di numerose parti del corpo. Generalmente l’intero processo ha inizio tra gli 8 e i 13 anni nelle ragazze e tra i 9-10 e i 13-14 anni nei maschi, anche se non mancano differenze individuali notevoli, con avvii molto anticipati molto ritardati rispetto alla media. Nell’ultimo secolo infatti, numerosi studi concordano nell’affermare che si sta assistendo a un progressivo abbassamento del tempo di sviluppo puberale che sembra interessare soprattutto le femmine. La relazione tra il tempo di sviluppo puberale e la percezione e/o soddisfazione del proprio corpo è indubbiamente molto stretta. Tali cambiamenti vanno ad incidere sul benessere psicologico del ragazzo nonché sul valore che egli attribuisce a sé come individuo. Oggi sappiamo che la maggiore vulnerabilità e malessere psicologico si ritrovano in quegli adolescenti che si collocano “fuori tempo”, cioè coloro che pur avendo la stessa età anagrafica dei coetanei si trovano o troppo avanti o troppo in ritardo nella crescita puberale. La off-time hypotesis, questo è il suo nome scientifico, mette d’accordo tutti gli studiosi nell’affermare che la collocazione di un adolescente “fuori tempo” sia da considerarsi un fattore di rischio per il benessere psicologico e l’adattamento del giovane.

Elena Gatti, nel suo articolo, attraverso l’analisi dei principali studi in letteratura, affronta il tema dei rischi legati alla precocità dello sviluppo e individua possibili percorsi preventivi.

Corpo, sviluppo e immagine di sè
Elena Gatti
Famiglia Oggi
n. 1 Gennaio Febbraio 2012
pag. 62

La rivista è disponibile c/o il Cesda

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