PREVENZIONE HIV E CESSAZIONE DEL CONSUMO

data di pubblicazione:

30 Novembre 2011

Gli interventi di prevenzione dell’HIV con i consumatori di droga per via iniettiva, generalmente indirizzati alla riduzione delle pratiche a rischio, come lo scambio di siringhe, possono avere anche un impatto sulla frequenza e sulla cessazione del consumo.
La riduzione della frequenza dell’iniezione e, specialmente, la cessazione sono strategie di riduzione del danno che possono diminuire l’incidenza delle infezioni trasmesse attraverso il sangue ,come nel caso dell’HIV e dell’epatite C.
Studi di coorte hanno dimostrato che, la cessazione del consumo per via iniettiva è associata con l’adesione a programmi di trattamento, stabilità abitativa e con il lavoro, mentre il suo mantenimento è associato con la mercificazione del sesso per soldi e/o droga, con l’avere partner che consumano droga per via iniettiva , il consumo combinato di eroina e cocaina per via iniettiva e con esperienze di detenzione in carcere.
L’età più giovane dei consumatori è stata associata con una maggiore probabilità di cessazione, ma anche con una più facile ricaduta.
Pochi studi hanno focalizzato l’attenzione sulla cessazione della modalità di consumo per via iniettiva nel contesto dei programmi di prevenzione dell’HIV. Latkin [et all.]ha verificato che la probabilità di interrompere il consumo è risultata tre volte superiore fra i partecipanti a programmi di prevenzione basati sulla peer education , rispetto al gruppo controllo.
Lo studio ha condotto un’analisi secondaria per esaminare la cessazione e la diminuzione del consumo per via iniettiva, durante un intervento di prevenzione dell’HIV randomizzato e controllato, che aveva lo scopo di ridurre i comportamenti a rischio (scambio di siringhe e rapporti sessuali non protetti) fra i consumatori più giovani.
Gli interventi di prevenzione dell’HIV che incoraggiano i consumatori a diventare peer-educator possono avere il beneficio aggiuntivo di favorire la cessazione del consumo.

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