I DANNI CAUSATI DAL CONSUMO DI SOSTANZE – Risultati di uno studio

data di pubblicazione:

3 Ottobre 2011

Una valutazione scientificamente fondata dell’impatto e i danni causati dall’uso delle diverse sostanze è di cruciale importanza per stabilire politiche efficaci in ambito di salute pubblica, inclusa l’allocazione di risorse. Con questo fine, è stata condotta un’analisi sulla realtà inglese, analisi curata dal prof. David J. Nutt e pubblicata sulla prestigiosa rivista Lancet. Gli autori hanno adottato un particolare modello di analisi (MCDA: multi-criteria decision analysis) per esaminare i danni causati dalle principali sostanze nel Regno Unito. 

 Il processo di analisi si è svolto in due fasi: come primo passo, nel 2009 una specifica commissione (Advisory Council on the Misuse of Drugs – ACMD) ha identificato 16 criteri attraverso i quali valutare il grado di pericolosità di una sostanza, in termini di danni provocati. I criteri riguardavano in parte i danni arrecati a livello individuale (9 criteri) e in parte a livello sociale (7 criteri); i danni sono stati inoltre suddivisi secondo cinque dimensioni, conformemente a tre “tipologie” di danno: fisico, psicologico e sociale.
Nella fase successiva, nel 2010, una seconda commissione tecnica e indipendente (Independent Scientific Committee on Drugs – ISCD) ha attribuito dei punteggi a 20 principali sostanze, in accordo con i criteri proposti dalla ACMD. Questa fase ha visto inoltre la partecipazione di due supervisori esterni e di un facilitatore. Per quanto riguarda l’attribuzione dei punteggi alle sostanze, la commissione ha utilizzato una scala in cui 0 indicava l’assenza di danno e 100 il massimo livello di danno. Inoltre, la commissione ha assegnato “pesi” differenti ai diversi criteri: alcuni criteri, infatti, possono essere considerati più importanti di altri (per questo il peso di alcuni è maggiore rispetto ad altri), in considerazione del diverso valore che un certo danno può avere in un certo contesto.
Le analisi effettuate mostrano come, se si considera il danno a chi ne fa uso, i punteggi più alti si registrano per l’eroina (34 punti), il crack-cocaina (37 punti), le metamfetamine (32 punti). In termini di danni arrecati agli altri, invece, le sostanze più pericolose risultano essere l’alcol (46 punti), il crack-cocaina (17 punti) e l’eroina (21 punti). Tenendo conto di entrambi i fattori (danno a chi ne fa uso e agli altri), l’alcol risulta essere la sostanza con il punteggio maggiore (72 punti), seguito dall’eroina (55 punti) e dal crack-cocaina (54 punti). 
 Questa analisi multi-criterio (MCDA), che affina e approfondisce quanto già precedentemente noto in letteratura, fornisce una descrizione dei danni delle sostanze che permette una maggior comprensione del fenomeno, soprattutto in termini di ricadute sulla popolazione e di priorità per il sistema socio-sanitario.
Lo studio presenta comunque alcuni limiti, come la difficoltà nell’attribuzione dei punteggi: in alcuni casi, infatti, il danno sostanza-specifico o sostanza-correlato può essere stimato partendo da dati clinici o epidemiologici, mentre per il danno sociale il calcolo è molto più complesso e – inevitabilmente – meno preciso. In altri casi, ove non c’è disponibilità di dati, il lavoro di gruppo svolto dal team di esperti ha garantito il massimo possibile di precisione nelle stime.
Un ulteriore limite dello studio riguarda il fatto che nella valutazione delle sostanze si è fatto riferimento esclusivo al danno. Alcune sostanze possono infatti presentare – parzialmente – dei vantaggi, di ordine fisiologico o comunque economico. Va comunque sottolineato che nella categorizzazione proposta dagli autori non necessariamente le sostanze che hanno riportato bassi punteggi sono da considerarsi a minor rischio, in quanto tutte le sostanze possono essere dannose in determinati dosaggi o circostanze.
In conclusione, lo studio è in linea con precedenti articoli scientifici e rapporti di ricerca, in particolare nell’indicare l’alcol come priorità per le politiche di prevenzione, tenuto conto degli alti livelli di danno (al singolo e alla comunità) ad esso correlati.

La ricerca in sintesi

Introduzione: una valutazione corretta dell’impatto e i danni causati dall’uso delle diverse sostanze è di cruciale importanza per stabilire corrette politiche in ambito di salute pubblica. Gli autori hanno adottato un modello di analisi (MCDA: multi-criteria decision analysis) per esaminare i danni causati dalle principali sostanze nel Regno Unito. 

Metodologia: la Commissione Scientifica Indipendente sulle Droghe (l’inglese Independent Scientific Committee on Drugs), con la partecipazione di due esperti esterni, ha valutato 20 sostanze, attribuendo dei punteggi in base a 16 criteri (nove si riferivano ai danni provocati dalla sostanza all’individuo che ne fa uso, sette ai danni provocati ad altri). 

Risultati: la strategia di analisi MCDA ha mostrato come l’eroina, il crack-cocaina e le metamfetamine siano le sostanze che causano i maggiori danni all’individuo (rispettivamente, raggiungono i punteggi di 34, 37 e 32), mentre l’alcol, l’eroina e il crack-cocaina sono le sostanze maggiormente dannose per gli altri (46, 21, e 17 rispettivamente). Presi nel loro complesso, i dati mostrano come l’alcol sia la sostanza maggiormente dannosa (punteggio totale pari a 72), seguito dall’eroina (55 punti) e dal crack-eroina (54 punti). 

Conclusioni: i risultati di questa analisi sono in linea con precedenti ricerche, e confermano il fatto che un approccio come la MCDA è in grado di differenziare in maniera più precisa l’impatto delle diverse sostanze in termini di danni arrecati.

I contenuti di questo documento sintetizzano i dati pubblicati nel seguente articolo:
Drug harms in the UK: a multi-criteria decision analysis.
Nutt DJ, King LA, Phillips LD; Independent Scientific Committee on Drugs (2010)
Lancet, 2010 Nov 6;376(9752):1558-65. Epub 2010 Oct 29

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