IL PRIMO CENTRO CLINICO PER COCAINOMANI SOCIALMENTE INSERITI

data di pubblicazione:

20 Giugno 2011

Sul sito www.sostanze.info è riportata un’intervista alla dott.ssa Antonia Cinquegrana*, direttore del Centro Clinico Cocainomani dell’ASL di Brescia, il primo centro italiano dedicato specificatamente ai cocainomani socialmente inseriti, persone che mantengono ancora un buon funzionamento sociale anche se hanno sviluppato una dipendenza da cocaina, alle volte anche molto grave. Può presentarci il suo servizio?
A partire da gennaio 2010 l’Asl di Brescia ha attivato il Centro Clinico Cocainomani, un servizio specialistico dedicato alla cura dei cocainomani socialmente inseriti: ad oggi il primo centro italiano che si occupa specificatamente di tale tipologia di assistiti. Il Centro Clinico Cocainomani rappresenta l’evoluzione di passate progettualità. Nel 2004 l’Asl di Brescia ha promosso il Progetto NICoDEMo (Nuova Iniziativa Cocaina Dipendenti di Entità Moderata), dedicato proprio a questa tipologia di pazienti e che nel 2008 è confluito poi nel Progetto Nazionale Cocaina: in tale annualità dei 1000 pazienti cocainomani seguiti dai Ser.T dell’ASL di Brescia, 206 sono stati cocainomani socialmente inseriti. L’istituzione del Centro Clinico Cocainomani consolida la progettualità sperimentale che ha consentito in questi anni di raccogliere la più ampia casistica nel panorama italiano di questa specifica tipologia di pazienti. Il Centro è composto da un’equipe multidisciplinare di otto professionisti, costituita da medici e psicologi (tutti anche psicoterapeuti), da assistenti sociali e da infermieri.

A chi si rivolge il Centro?
Il Centro è dedicato ai cocainomani socialmente inseriti: sono così definite le persone che non hanno problemi legali, non sono emarginati e/o non hanno patologie psichiatriche o danni fisici importanti, ma che hanno sviluppato la dipendenza da cocaina. Appartengono a tutte le classi sociali: se non sono giovanissimi, hanno una famiglia autonoma e figli, svolgono un lavoro che spesso è impegnativo e di soddisfazione. Si tratta di persone che conducono una “vita normale”, complicata però dall’uso di cocaina. La dipendenza il più delle volte è grave: molti di loro utilizzano infatti anche altre sostanze psicoattive (prevalentemente alcol, ma anche cannabinoidi o psicofarmaci, quasi mai eroina). Quando una persona che usa cocaina perde il controllo sulla sostanza e si rende conto delle conseguenze che la sostanza ha causato (ad esempio separazione coniugale, perdita di denaro, incapacità a lavorare in modo adeguato) tenta di smettere da sola, il più delle volte con esiti incerti: è proprio in questa fase che spesso si rende necessario chiedere un aiuto professionale.

Come mai una scelta così “radicale”, ovvero quella di non includere pazienti se non con quelle precise condizioni socio/sanitarie?
Nella maggior parte dei casi i pazienti cocainomani che accedono ai SERT non sono socialmente inseriti, ma sono persone che “devono” richiedere un trattamento in quanto hanno problemi di natura penale (carcere o rischio di carcere) o amministrativa (sono stati fermati e rischiano di perdere la patente) oppure sono giovani trovati in possesso di cocaina ed inviati dalla prefettura a seguire un “programma informativo”.
In nessun servizio italiano fino ad ora era stato creato un percorso di cura adatto invece ai pazienti cocainomani socialmente inseriti, che sono la quasi totalità dei consumatori di cocaina, ma che faticano ad accedere ai SERT per chiedere un programma terapeutico.
Da alcuni anni a Brescia è in costante aumento il numero dei soggetti cocainomani socialmente inseriti che chiedono una terapia. Questo avviene non tanto perchè a Brescia si consumi più cocaina rispetto alle altre città (in tutto il nord Italia infatti il consumo di questa sostanza è praticamente sovrapponibile), quanto perchè negli anni si è consolidata un’esperienza clinica bresciana che è ormai conosciuta a livello nazionale.

Il percorso terapeutico del Centro Clinico
Gli interventi proposti hanno lo scopo di promuovere l’interruzione dell’uso di cocaina: le valutazioni, sia mediche che psicologiche, sono abbinate a trattamenti ambulatoriali di psicoterapia e counselling (individuale e di gruppo). Il programma, personalizzato per ogni assistito, avviene nel rispetto della riservatezza. Il Centro Clinico Cocainomani garantisce inoltre consulenza e sostegno a quelle persone (familiari, partner e amici) che, pur non essendo coinvolte direttamente dalla cocaina, sono vicine a chi ne abusa. Gli approcci trattamentali sono quelli indicati dalla letteratura scientifica: purtroppo ad oggi non sono disponibili trattamenti farmacologici specifici per la dipendenza da cocaina, mentre è invece riconosciuta validità scientifica al trattamento psicosociale. In particolare gli interventi maggiormente consigliati per la dipendenza patologica del cocainismo sono i quattro sotto riportati::
Psicoterapia individuale supportivo-espressiva (SEP)
Terapia cognitiva individuale (CT)
Drug counseling individuale (IDC)
Drug counseling di gruppo (GDC)

Quali sono gli elementi che lo distinguono dagli altri approcci/trattamenti rivolti a pazienti cocainomani?
L’esperienza bresciana ha dimostrato come sia possibile reclutare con successo uno specifico target di cocainomani, i cocainomani socialmente inseriti,( che per inciso sono la maggior parte dei dipendenti da tale sostanza) e che solitamente non ottengono adeguate risposte terapeutiche né dai servizi pubblici né da servizi privati. Per fare questo è stato necessario strutturare offerte di cura adeguate, favorendo l’ accesso al servizio in orari serali, compatibili con gli impegni lavorativi dei pazienti, pubblicizzando la possibilità di richiedere un trattamento in anonimato e attuando, fin dal primo accesso del soggetto al SERT, un importante intervento supportivo. Durante la fase di valutazione e in fase di terapia precoce (per i primi 30-40 giorni) è spesso necessario prevedere anche un paio di incontri settimanali, sia utilizzando metodi tradizionali, ma, in alternativa, associando ai colloqui in sede anche colloqui telefonici, contatti via mail o con SMS .Queste modalità di approccio hanno consentito in poco più di un anno di attività del Centro Clinico di seguire quasi 200 pazienti.

Come si collega al territorio il Centro Clinico?
Il lavoro di rete è stato un elemento importante che ha caratterizzato fin dall’inizio le progettualità che hanno poi determinato l’istituzione del Centro Clinico Cocainomani che è parte integrante della rete delle dipendenze patologiche della provincia. All’attivazione del primo progetto sperimentale, il Progetto N.I.Co.D.E.M.o il Comune di Brescia e le Comunità Montane di Valletrompia e Vallesabbia hanno sostenuto la campagna informativa sia finanziando sia distribuendo il materiale divulgativo/informativo nel proprio territorio. Lo stesso materiale informativo è stato recapitato a tutte le farmacie, ai medici di medicina generale, agli ospedali e case di cura, ai consultori e periodicamente si provvede a rinviare la documentazione predisposta ad hoc.
Anche gli Enti del privato accreditato attraverso i propri Centri Ascolto promuovono la nostra
iniziativa.

Altre notizie che ritiene utili comunicare sul suo lavoro?
I professionisti del Centro, oltre a svolgere l’attività clinica nei confronti dei pazienti cocainomani socialmente inseriti svolgono anche attività scientifica e negli ultimi anni hanno curato la traduzione dall’inglese di tre manuali NIDA per il trattamento dei pazienti cocainomani: due manuali sono già pubblicati e precisamente “il counseling individuale nelle dipendenze” e “Il counseling per la dipendenza da cococaina : the collaborative cocaine treatment study model”, mentre un terzo manuale “la terapia breve strategica familiare per l’adolescente che si droga” è di prossima pubblicazione.

(*) Antonia Cinquegrana è nata a Brescia nel 1955. Laureata in Medicina e Chirurgia, specialista in Medicina Interna e Psicoterapeuta, da 25 anni si occupa di Dipendenze Patologiche. Antonia Cinquegrana è autrice di 20 relazioni in corsi ECM e di 36 pubblicazioni e comunicazioni scientifiche edite a stampa . Per il Dipartimento Politiche Antidroga- Presidenza del Consiglio dei Ministri ha curato la traduzione del manuale NIDA “il counseling individuale nelle dipendenze”, ha inoltre partecipato al gruppo di revisione del manuale “Cocaina e minori” edito dal Dipartimento Politiche Antidroga. Per l’Osservatorio Regionale sulle Dipendenze – Regione Lombardia ha curato la traduzione e l’adattamento del Manuale NIDA “Counseling per la dipendenza da cococaina : the collaborative cocaine treatment study model”.

Con Tiziana Bussola, psicologa e psicoterapeuta, coordinatrice degli interventi di psicoterapia del centro Clinico Cocainomani, è autrice del libro “Cocaina da piacere a patologia” in cui viene illustrata la peculiarità dell’esperienza bresciana, che vanta la casistica più grande nel panorama italiano nel trattamento dei pazienti cocainomani socialmente inseriti.

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