RAPPORTO OSSERVASALUTE 2010

data di pubblicazione:

2 Maggio 2011

L’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane ha pubblicato il rapporto Osservasalute 2010 che analizza lo stato di salute e la qualità dell’assistenza nelle regioni del nostro paese.
La salute degli italiani, per quanto ancora discreta, si sta compromettendo a causa di abitudini e comportamenti sbagliati soprattutto in relazione all’alimentazione, alla sedentarietà e al consumo di alcol. E le donne stanno sempre più assumendo stili di vita che ricalcano quelli maschili.
Riportiamo alcune evidenze sui temi di nostro interesse:
CONSUMO DI COCAINA – Per quanto riguarda il consumo di cocaina si assiste, dal 2005 al 2007, ad un aumento a livello nazionale e in quasi tutte le regioni. Le uniche eccezioni sono rappresentate dalla Provincia Autonoma di Bolzano, dal Friuli Venezia Giulia e dal Lazio che mostrano un trend in discesa degli utenti per tale sostanza e dalle Marche che mostra, invece, valori stabili al di sotto della media nazionale. In generale, l’accesso ai SerT per consumo di cocaina aumenta dal 2003 al 2007, anno in cui più di 4 abitanti su 10.000 sono in cura, così come confermato dalle indagini europee che mostrano un crescente aumento nell’abuso di questa sostanza, confermando il problema della diffusione di cocaina nella popolazione.
Le regioni che mostrano valori decisamente sopra la media sono: Lombardia (che mostra i valori più elevati nel contesto nazionale) e Campania, mentre il Lazio mostra un trend in discesa rispetto ai dati precedenti, con valori che restano comunque elevati. Regioni come Valle d’Aosta, Veneto, Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e Sardegna, pur mantenendo valori al di sotto o leggermente superiori alla media nazionale, hanno visto, negli ultimi due anni considerati (2005- 2007), raddoppiare l’accesso alle cure per dipendenza da cocaina.
CONSUMO DI ALCOL – La prevalenza di consumatori a rischio nella fascia 19-64 anni presenta, nel 2008, una marcata differenza di genere (uomini 20,8%; donne 4,9%). Anche per quanto riguarda il binge drinking si registrano differenze statisticamente significative tra uomini (11,7%) e donne (3,3%). In generale, il maggior consumo di alcol si registra nella Provincia Autonoma di Bolzano (76,%), mentre la regione con la prevalenza minore è la Sicilia (57,7%).
ABITUDINE AL FUMO – Nel 2008 si stima che, la quota di fumatori tra la popolazione di 14 anni e oltre, sia pari al 22,2%. Il dato è rimasto complessivamente stabile negli ultimi anni. Non emergono grandi differenze territoriali, anche se si riscontra una leggera prevalenza nell’abitudine al fumo nelle regioni meridionali. Rispetto ai dati del 2007 (Rapporto Osservasalute 2009), si evidenzia un aumento dei fumatori soprattutto in Calabria (che passa dal 17,0% al 20,6%) e in Puglia (dal 20,8% al 22,5%) e una diminuzione in Liguria (dal 23,2% al 20,2%). Le persone che hanno smesso di fumare sono aumentate nel periodo dal 2001 (20,1%) al 2008 (22,9%), in modo lento ma costante, con una distribuzione degli ex-fumatori prevalentemente nelle regioni del Centro-Nord (Valle d’Aosta 25,7% e Umbria 27,3%) rispetto al Sud (Campania 18,9% e Calabria 17,9%). Il numero medio di sigarette fumate quotidianamente è di 13,5, quota che aumenta man mano che si scende verso Sud. Notevoli sono le differenze di genere: gli uomini fumatori sono il 28,6%, mentre le donne il 16,3%.
Rispetto al 2007 (Osservasalute 2009) si registra una sostanziale stabilità del fenomeno, sia per gli uomini che per le donne.
CONSUMO DI FARMACI ANTIDEPRESSIVI – Dopo un periodo piuttosto lungo, dal 2002 al 2008, in cui era costantemente calato il consumo di farmaci antipsicotici in Italia, nel 2009 si e’ registrato un nuovo aumento che puo’ essere parzialmente giustificato dall’utilizzo degli antipsicotici atipici per i disturbi comportamentali nei pazienti anziani affetti da demenza. Dal 2005 al 2007, poi, e’ aumentato a livello nazionale il consumo di antidepressivi Il crescente utilizzo di farmaci antidepressivi puo’ essere spiegato ‘con i cambiamenti culturali che stanno interessando il Paese – si legge nel rapporto – . Patologie come ansia e depressione ‘sono meno stigmatizzate dalla popolazione e poi questi farmaci sono usati anche per patologie non strettamente [Leggi tutpsichiatriche, come la terapia del dolore’.
Le regioni del Centro-Nord hanno livelli di consumo piu’ alti rispetto al Sud ma in queste regioni, l’uso e’ in aumento: rapporto_osservasalute2010sintesi

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