DL RAVE RISCRITTO DALLA COMMISSIONE GIUSTIZIA

significativi cambiamenti al Decreto Legge sui rave party.

La versione riformulata, passata a maggioranza in Commissione Giustizia, lascia intatta la pena massima a 6 anni per gli organizzatori e i promotori dei rave, introducendo nell'ordinamento l'articolo 633-bis.

data di pubblicazione:

7 Dicembre 2022

In seguito alle critiche di alcune forze politiche e sociali, in sede di analisi della Commissione Parlamentare di Giustizia sono stati introdotti dal Governo significativi cambiamenti al Decreto Legge sui rave party. La versione riformulata, passata a maggioranza in Commissione Giustizia, lascia intatta la pena massima a 6 anni per gli organizzatori e i promotori dei rave, introducendo nell’ordinamento l’articolo 633-bis. Tuttavia, la nuova versione del testo di legge non specifica il numero di partecipanti all’evento (che nella versione precedente doveva superare le 50 persone) e separa la responsabilità tra promotori e partecipanti.Per questi ultimi, infatti, continuerà a valere l’attuale articolo 633 del codice penale che prevede come massimale di pena 4 anni. Il nuovo testo, in sostanza, prevede che chiunque organizzi o promuova “l’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di realizzare un raduno musicale o avente altro scopo di intrattenimento; reato punito con la reclusione da 3 a 6 anni e la multa da 1.000 a 10.000 euro, quando dall’invasione deriva un concreto pericolo per la salute pubblica o per l’incolumità pubblica a causa dell’inosservanza delle norme in materia di sostanze stupefacenti ovvero in materia di sicurezza o di igiene degli spettacoli e delle manifestazioni pubbliche di intrattenimento, anche in ragione del numero dei partecipanti ovvero dello stato dei luoghi”. Via dal testo le diciture sull’«ordine pubblico» e i riferimenti al codice antimafia e alle misure di prevenzione, mentre rimane valida la confisca della strumentazione tecnica per l’evento e rimangono possibili le intercettazioni.

 

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