NUOVE PROPOSTE ANTIDROGA IN INGHILTERRA: CAMBIA IL SISTEMA DI SANZIONI

Si è da poco concluso il processo di partecipazione della società civile alle modifiche alla legislazione antidroga promosse dal governo conservatore inglese, che ha acceso forti polemiche nel paese da parte di varie organizzazioni dei diritti umani. Al centro delle critiche l’approccio proibizionista e punitivo delle modifiche legislative proposte e, in particolare, il nuovo sistema sanzionatorio a tre livelli da applicare ai consumatori di sostanze illegali. Esso prevede tre tipi di sanzioni, sempre più gravi. Alla prima segnalazione per possesso di droghe illegali, per la persona scatta una multa e l’obbligo di frequentare corsi di “consapevolezza” sulle droghe. Alla seconda segnalazione per uso di sostanze illegali, l’alternativa per l’incriminazione consiste in una cauzione che include un periodo obbligatorio di drug testing e di corsi antidroga. Se una persona è recidiva per una terza volta,  viene incriminata e la corte può sospendere la patente o confiscare il passaporto. Del resto, già dal titolo il Piano sulle droghe del governo inglese si caratterizza in modo chiaro: “Swift, Certain, Tough: New Consequences for Drug Possession” (Rapido, certo, duro: le nuove conseguenze per il possesso di droghe”).

Nell’introduzione al lungo documento, gli obiettivi prioritari del governo sono individuati in una diminuzione drastica della domanda di droghe, per raggiungere fra trent’anni il più basso livello possibile di consumi illegali. L’approccio da cui muove il documento appare piuttosto rigido, nella misura in cui non si riconoscono terze vie, nel consumo di droghe illegali, fra dipendenza, cui spettano cure, e consumo problematico, che non viene tollerato: la droga è accusata tout-court di essere “radice di indicibili danni e miseria nella nostra società”. In coerenza con questo assunto, si propone di introdurre un sistema sanzionatorio per i consumi “ricreazionali” molto più severo del precedente, e che abbia perciò valore di deterrenza. Anche sul mercato delle droghe illegali traspare dal documento del governo un giudizio poco sfumato: tutto il mercato viene ricondotto all’azione di gruppi criminali e violenti.

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