ALCOL IN GRAVIDANZA E CONSEGUENZE SUL FETO

data di pubblicazione:

13 Settembre 2022

In occasione della Giornata mondiale della sindrome feto-alcolica e disturbi correlati del 9 settembre, i neonatologi ribadiscono le conseguenze negative per la salute a medio e a lungo termine derivante dall’esposizione all’alcol per la mamma e il feto. Tra questi effetti negativi, spicca lo Spettro dei Disturbi Feto Alcolici (Fasd), o una disabilità permanente di tipo neurocognitiva, di cui la Sindrome Feto Alcolica (Fas) ne è la forma clinica più grave e pienamente espressa. Secondo gli ultimi rapporti Istisan, il 10% delle donne in gravidanza nel mondo consuma in qualche momento della gestazione alcol, in forma moderata o occasionale. Per l’Oms la gravidanza e l’allattamento rappresentano i due momenti di particolare vulnerabilità all’uso di alcol.

Afferma Luigi Orfeo, intervistato da Quotidiano della Sanità: “L’alcol passa sempre attraverso la placenta, a prescindere dall’epoca gestazionale, dalla quantità assunta o dal tipo di bevanda e anche un consumo “occasionale e moderato” può avere conseguenze permanenti e irreversibili sul nascituro a causa dell’azione embriotossica e teratogena dell’etanolo; il feto, infatti, non è in grado di metabolizzare l’alcol, perché privo degli enzimi necessari e quindi anche una minima quantità ne pregiudica la salute. Perciò l’alcolemia fetale è sovrapponibile all’alcolemia materna, quando la mamma beve, il bimbo beve”.
Il rapporto dei nati con Fasd dalle donne che assumono alcol è di 1:67 e dei nati con Fas di 1:300. Dati verosimilmente sottostimati per il numero limitato di studi effettuati, per la metodologia utilizzata nella raccolta delle informazioni, per la variabilità dei fattori e determinanti socio-ambientali presi in considerazione, per l’assenza di un’anamnesi alcologica materna mirata nella diagnosi differenziale di Fasd e per l’inconsapevolezza, da parte della popolazione e degli operatori sanitari, sui possibili danni per la salute materno-infantile legati al consumo di alcol anche quando è minimo o occasionale.”

Per sviluppare conoscenze e consapevolezza sull’argomento, “(…) l’Iss ha avviato uno studio, ancora in corso, su “Prevenzione, diagnosi precoce e trattamento mirato dello Spettro dei Disturbi Feto Alcolici e della Sindrome Feto Alcolica” coordinato dalla Dott.ssa Simona Pichini, con l’obiettivo di monitorare il reale consumo di alcol in gravidanza ed esposizione all’etanolo in utero, di sensibilizzare la popolazione sui danni alcol correlati per la salute materno-infantile e di formare il personale socio-sanitario sulla prevenzione, diagnosi e il trattamento mirato della Fasd. Il progetto, il primo nazionale sul tema, ha visto coinvolti numerosi neonatologi della Sin tra i quali Luigi Memo, past president del Gruppo di Studio di Genetica Medica della Sin ed Operatori Sanitari in sei Unità Operative distribuite per aree geografiche di competenza, che hanno attivato a loro volta centri collaboratori in tutta Italia.”

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