LA VIA CINESE ALLA LOTTA CONTRO LA DIPENDENZA DA VIDEOGIOCHI

la Repubblica Popolare Cinese, Xinhua, ha definito i videogiochi "oppio per lo spirito

Già nel 2015, a causa degli effetti negativi che i giochi avrebbero potuto avere sugli adolescenti il Partito Comunista aveva scelto una linea drastica, ossia vietare la vendita di console come Playstation e Xbox all'interno del paese, "(...) mentre negli ultimi anni secondo le autorità sono i giochi online ad avere «compromesso gli studi e la normale vita» dei giovani cinesi e ad aver «reso infelici molti genitori».

data di pubblicazione:

29 Luglio 2022

Sul Manifesto del 19 luglio si legge che l’agenzia di stampa ufficiale della Repubblica Popolare Cinese, Xinhua, ha definito i videogiochi “oppio per lo spirito”, con la conseguenza che dallo scorso mese di agosto i minori di 18 anni “(…) possono giocare ai videogiochi per un massimo di tre ore a settimana, relegate a weekend e festivi tra le otto e le nove di sera“.

Già nel 2015, a causa degli effetti negativi che i giochi avrebbero potuto avere sugli adolescenti il Partito Comunista aveva scelto una linea drastica, ossia vietare la vendita di console come Playstation e Xbox all’interno del paese, “(…) mentre negli ultimi anni secondo le autorità sono i giochi online ad avere «compromesso gli studi e la normale vita» dei giovani cinesi e ad aver «reso infelici molti genitori».
Ora tocca al colosso tecnologico Tencent adattarsi a queste restrizioni sull’utilizzo dei videogiochi deciso dal Governo cinese. Per questo motivo l’azienda ha comunicato ai suoi milioni di utenti, soprattutto giovani,  che dovranno astenersi dal giocare, anche durante le vacanze estive, che si tratti di console o online gaming.
Chiaramente tutto questo ha avuto delle conseguenze a livello di numeri “(…)  tra ottobre e dicembre 2021 Tencent Games ha perso l’88% di giocatori under 18 e le vendite di nuovi titoli ai minori sono crollate del 73% in poco meno di un anno”, ma di fronte al rischio di danni ben peggiori legati alla dipendenza da videogiochi l’azienda si è adattata ed ha rilanciato.
“(…) Tencent ha invitato i giocatori a non dispiacersi per la cattiva notizia, rassicurandoli che «è meglio respirare aria fresca invece che diventare dipendente dai videogiochi». Uno slogan apparentemente controproducente per un’azienda che ha nel gaming il 26% del suo fatturato complessivo e che fino allo scorso anno poteva contare su 110 milioni di piccoli giocatori”.
Per far fronte alla contrazione del mercato domestico, causato dalle restrizioni statali, l’azienda sta pensando a strategie di vendita sul mercato globale con prodotti di punta come Honor of Kings, mentre sul settore interno “(…) Tencent punta tutto sul lore, la tradizione folkloristica e la creazione degli universi immaginari legati ai videogiochi, con la chiara intenzione di preparare i giocatori di domani con i giochi accessibili oggi

 

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