L'USO DI TABACCO E' NEMICO DELL'AMBIENTE

data di pubblicazione:

4 Giugno 2022

Fra gli strumenti di sensibilizzazione forniti dal sito di Tobacco Endgame in occasione della giornata mondiale senza il tabacco del 31 maggio, appare di grande interesse una mini-guida per orientare il pubblico sugli effetti negativi per l’ambiente (inteso in senso largo) provocati dall’industria del tabacco. Nella lunga lista, divisa per aree tematiche, spiccano i dati, le stime e le valutazioni sugli effetti negativi, diretti e indiretti, che il ciclo produttivo del tabacco determina sulla qualità dell’aria e dell’acqua. Ad esempio, secondo una stima dagli anni ’70, in tutto il mondo, si calcola che siano andati perduti circa 1,5 miliardi di ettari di foreste (principalmente tropicali) a causa del tabacco, una distruzione che contribuisce all’aumento annuale dei gas serra, in una misura che arriva fino al 20%, così come si stima che la coltivazione del tabacco causi circa il 5% della deforestazione totale. Sono reputati molto negativi e di portata globale gli effetti del ciclo produttivo del tabacco sull’approvigionamento idrico: l’intero ciclo di vita di una singola sigaretta richiede il consumo di circa 3,7 litri di acqua, che è impiegata per la coltivazione, la produzione, la distribuzione, l’uso e lo smaltimento della sigaretta. Se smettesse di fumare, un fumatore medio potrebbe risparmiare fino a 74 litri di acqua al giorno. Al tempo stesso, la coltivazione del tabacco contribuisce all’esaurimento delle falde acquifere. La sola fase di coltivazione del tabacco richiede la stessa quantità di acqua di cui un individuo avrebbe bisogno per un anno intero.

Ampiamente documentati sono i danni del tabacco sulla qualità dell’aria, per illustrare i quali sono sufficienti due stime e osservazioni globali: la produzione del tabacco contribuisce a quasi 84 milioni di tonnellate di emissioni equivalenti di CO2 all’anno, equivalenti a 280.000 razzi lanciati nello spazio; il fumo di tabacco è un importante inquinante dell’aria, negli ambienti interni ed esterni, e contiene tre tipi di gas serra: anidride carbonica, metano e ossidi di azoto. Un altro argomento importante che dovrebbe sensibilizzare il pubblico rispetto ai benefici di una diminuzione drastica -se non di una eliminazione tout-court- dell’uso di tabacco è relativo ai danni di questa industria rispetto alla salute degli addetti alla coltivazione e ovviamente dei fumatori diretti e di coloro che sono esposti al fumo passivo.

Tre ultime osservazioni sui costi del tabacco per la salute collettiva: 1-il fumo è associato ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari, malattie respiratorie, cancro, diabete, ipertensione; il fumo di tabacco è uno dei principali responsabili dell’inquinamento dell’aria negli spazi interni, poiché rilascia sostanze tossiche, aumentando il rischio di esposizione delle persone presenti; 2- il fumo passivo è responsabile della morte prematura di 1,2 milioni di persone nel mondo ogni anno, oltre a malattie cardiovascolari e respiratorie; 3- sulla base dei risultati di uno studio del 2018, il costo economico globale totale del fumo, dovuto sia alla spesa sanitaria che alla perdita di produttività, è equivalente in grandezza all’1,8% del prodotto interno lordo (PIL) mondiale. Circa il 40% di questo costo si genera nei paesi in via di sviluppo.

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