IL VIRUS HIV DIVENTA PIU’ AGGRESSIVO: UNO STUDIO

Un articolo relativo ad uno studio sulla maggiore aggressività del virus HIV, sul quotidiano la Repubblica, ci ricorda che anche se la pandemia ha congelato l’attenzione su molte cose, non va dimenticato quello che altri virus continuano a fare a livello di conseguenze negative per la salute. Lo studio, pubblicato su  Plos Pathogens, a cura di due specialisti dell’Indian Institute of Science, si concentra sulla ricerca delle modalità di trasmissione più aggressive del virus.Secondo quanto emerso le infezioni trasmesse attraverso rapporti vaginali sarebbero molto più aggressive rispetto alle altre modalità di rapporti sessuali. Anche se le analisi sono ancora preliminari e i risultati limitati, potrebbe essere una scoperta con importanti conseguenze sullo sviluppo della malattia. Lo studio ha riguardato 340.000 persone provenienti da 25 paesi e “(…) l’esame ha riguardato il grado di virulenza, ovvero la capacità del virus di attecchire e causare danni più gravi. La valutazione è consistita in un’analisi nel sangue svolta precocemente, dopo l’avvenuta infezione, per testare il livello dei linfociti T (o cellule T), che hanno un ruolo centrale nella risposta immunitaria e in questo caso nell’infezione. Questo metodo, spiegano i ricercatori, fornisce una possibile stima della sua gravità: tanto maggiore è il calo dei linfociti T, tanto più è severa la forma in atto”.
Anche se secondo alcuni studiosi è ancora troppo presto per trarre conclusioni di questo tipo, questi studi aprono nuovi scenari sulle modalità di trasmissione del virus e sulla evoluzione in forme maggiormente aggressive.  A questo proposito esiste “(…)  un effetto detto “bottleneck” – in italiano collo di bottiglia – per cui quando avviene un contagio da una persona a un’altra, il patogeno, che deve “passare” in questo collo di bottiglia, viene via via sempre più selezionato“.  Un elemento importante da considerare in considerazione è la permeabilità delle mucose, quella “(…) anale è più permeabile ed è più facilmente attaccata dall’Hiv, mentre quella vaginale, per le sue caratteristiche, è più resiliente, da questo punto di vista”, riuscendo in questo modo a selezionare solo le forme più aggressive.

 

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