IN CHE MODO INCIDONO LE NORMATIVE SUL CONSUMO DI CANNABIS FRA I GIOVANI

data di pubblicazione:

12 Ottobre 2021

Uno studio di Elisa Benedetti, Giuliano Resce, Paolo Brunori e Sabrina Molinaro, “Cannabis Policy Changes and Adolescent Cannabis Use: Evidence from Europe”, pubblicato su International Journal of Environmental Research and Public Health suggerisce che le normative incidono in modo limitato sulla percezione della disponibilità della cannabis fra i giovani. Lo studio ha preso in esame i dati di 300.000 studenti delle scuole superiori, raccolti in 20 stati europei nel corso di 20 anni dai ricercatori partecipanti allo studio ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs), coordinato da Sabrina Molinaro del Cnr-Ifc. “Nelle politiche in materia di droghe viene posta un’attenzione crescente sugli effetti che queste potrebbero avere sugli adolescenti”, afferma Molinaro. “In particolare la cannabis rimane la sostanza più utilizzata, come confermano gli ultimi risultati ESPAD, con il 16% degli adolescenti europei che nel 2019 ha riferito di averla provata almeno una volta nella vita”.

Lo studio ha preso in esame la percezione della disponibilità della sostanza e l’uso nei giovani consumatori occasionali (una o due volte nell’anno) e frequenti (20 o più volte nel corso del mese). “Per i consumatori non frequenti non si rilevano aumenti significativi nella percezione della disponibilità nei paesi che hanno decriminalizzato o depenalizzato il possesso personale di cannabis. È però diminuita di quasi 6 punti percentuali la percezione di disponibilità in alcuni paesi dove le sanzioni sono state aumentate, come in Italia tra il 2007 e il 2014”, continua la ricercatrice Cnr-Ifc. “Tuttavia, tale cambiamento nella percezione di disponibilità è rilevato esclusivamente fra gli utilizzatori occasionali, mentre per i consumatori la capacità di accesso alla sostanza rimane sostanzialmente invariata al cambiare della normativa”.

La mancanza di modifiche significative della prevalenza di studenti che utilizzano cannabis frequentemente in relazione alle riforme normative in materia di droghe è in linea con le evidenze prodotte da studi simili condotti negli Stati Uniti. “Su cinque riforme esaminate, sempre relativamente ai consumatori occasionali, sono individuate associazioni significative solo: nel caso delle riforme più liberali, un aumento di quasi il 7%, in quello delle riforme più restrittive una diminuzione di circa il 3%”, spiega Molinaro. “La lettura integrata dei risultati riguardanti i 20 stati europei offre tre principali indicazioni di policy. Il fatto che le riforme più liberali siano associate a un aumento dei consumi occasionali indica che fra gli studenti potrebbero aver ridotto lo stigma e la percezione del rischio correlato al consumo. Le politiche sia di depenalizzazione, sia di aumento delle sanzioni per il possesso di cannabis, svolgono però un ruolo limitato tra i consumatori a più alto rischio di sviluppare consumi problematici”. Più in generale, la ricerca ricorda il ruolo fondamentale di altri fattori, “come le campagne di informazione e prevenzione, sottolineando l’importanza di investire in politiche basate su evidenze scientifiche. Interventi simili possono avere un ruolo significativo nel rafforzare nei più giovani la comprensione dei rischi che possono essere associati al consumo della sostanza, indipendentemente dalla percezione della sua disponibilità”, conclude Molinaro.”

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