IL NUOVO AFGHANISTAN: PREPARARSI AGLI SCENARI FUTURI SUI CONSUMI DI OPPIACEI

data di pubblicazione:

9 Ottobre 2021

Sul Quotidiano della Sanità un intervento dello psicologo Emanuele Perrone mette in luce alcuni interessanti elementi legati alla presa del potere dei Taliban in Afghanistan rispetto ai consumi di oppiacei in occidente. Fra le questioni e gli scenari posti da Perrone, merita particolare attenzione l’allerta su un possibile aumento della circolazione di oppiacei sintetici nei mercati europei, in conseguenza della possibile riduzione di produzione di oppio nel paese afgano, da decenni il primo produttore mondiale. Se i Taliban tenessero fede ai loro proclami di riduzione dela produzione dell’oppio – promessa che però alcuni osservatori ed esperti ritengono poco realistica -, si delineerebbero infatti importanti conseguenze sui mercati, e quindi sui consumatori, ma anche sui sistemi di cura delle dipendenze. In particolare, per Perrone “1) potrebbe diminuire l’eroina presente nei mercati dello spaccio e aumentare il suo prezzo di vendita, 2) potrebbero aumentare le quote di mercato occupate dagli oppiodi sintetici (ad.es fentanyl) prodotti in Asia oppure anche localmente e vendibili a prezzo minore, ma con ricavi maggiori, 3) Potrebbero aumentare i profughi provenienti da una popolazione, quella afgana che negli ultimi 20 anni ha aumentato vertiginosamente il consumo di oppiacei.

(…) Per questo gli oppiacei sintetici potrebbero avere grande spazio. C’è dunque un tempo di possibile conversione del mercato che potrebbe essere usato utilmente, non solo per avvicinare con maggiore incisività le persone che consumano oppiacei, a vantaggio della loro salute, ma anche per costruire una strategia di informazione rivolta ai consumatori sui rischi specifici di queste sostanze e sulle pratiche che possono aiutarli a ridurre i rischi associati al loro consumo (inclusi strumenti innovativi come il drug checking). Inoltre, sarebbe auspicabile formazione specifica anche per gli operatori che lavorano con persone che utilizzano sostanze. Effetti, contesti d’uso, comportamenti legati al mercato cambiano se sono prevalenti oppiacei sintetici rispetto all’eroina. Un’epidemia di fentanyl e simili e, più in generale di oppiacei sintetici, è sicuramente un incubo per i sistemi sanitari ( 4,5) in Canada ed US ormai lo hanno capito: equivale ad una epidemia di overdose. Il fentanyl ed i derivati, possono difficilmente essere “dosati” per strada ed è anche questo che ne rende l’uso altamente problematico, inoltre, se il mercato vedrà aumentare l’uso di fentanyl e simili aumenteranno anche altri effetti negativi sulla salute (trombosi etc ) (4).

Serve quindi una grande e concertata azione di informazione sui consumatori di oppiacei attraverso il loro coinvolgimento attivo e quello delle loro comunità quotidiane di vita. Saper riconoscere gli oppioidi sintetici, conoscere i rischi del loro uso, condividere le esperienze di chi ignaro ha pagato un alto prezzo. Ma non basta. Serve anche una maggiore azione di prevenzione nelle scuole e riduzione del danno nei contesti del divertimento giovanile al fine di informare i potenziali consumatori sui rischi connessi all’uso di queste (ed altre) sostanze. Non dimentichiamo infatti che se i mercati cambiano normalmente nell’arco di decenni, la situazione internazionale ed anche, a suo modo quella pandemica, potrebbero, come in altri settori della produzione e dei mercati, catalizzare cambiamenti più rapidi.

Quello che mi sembra fondamentale sottolineare è il bisogno di visioni “strutturali” e di sistema che sappiano rispondere ai cambiamenti articolando una strategia sui molteplici livelli operativi; dalle unità mobili fino alle strutture di trattamento, ma non solo. Per prevenire una situazione che potrebbe diventare ancor più complessa di quella attuale diventa indispensabile un impegno strategico ed operativo, concertato, anche a livello preventivo, che va assunto a più livelli.
Abbiamo del tempo per prepararci: non possiamo farci cogliere di sorpresa. I cambiamenti devono essere previsti e se possibile anticipati.”

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