COMPORTAMENTI E STILI DI VITA A RISCHIO – IL QUADRO INTERNAZIONALE ITALIANO E TOSCANO – Sintesi dei dati ARS Toscana Novembre 2020

In Europa la prevalenza di consumo di tabacco è la più alta, rispetto alle regioni OMS, soprattutto tra gli adulti (28%).
In Italia, la maggioranza degli adulti non fuma (57%) o ha smesso di fumare (18%), ma 1 italiano su 4 fuma (25%).
Il fumo di sigaretta è più frequente fra le classi socioeconomiche più svantaggiate (meno istruiti e/o con maggiori difficoltà economiche) e negli uomini.
Quasi un quarto dei fumatori ne consuma più di un pacchetto.
Si stima che fra i 70 e gli 80 mila decessi ogni anno siano attribuibili in qualche modo al fumo.

In Toscana si rilevano dati simili, anche se la percentuale degli ex fumatori sulla popolazione residente è più alta rispetto alla media italiana.
L’ostacolo principale per smettere di fumare, una volta iniziato, è l’apporto di nicotina contenuta nelle sigarette che crea piacere e rilassatezza e determina dipendenza; tuttavia un ruolo importante è dato anche dalla spinta sociale e dai pari.
In adolescenza è ancora abbastanza frequente considerare un coetaneo fumatore come più grande o più popolare, ed è forte lo spirito di emulazione per non essere esclusi dal gruppo. L’adolescenza, di conseguenza, è anche il periodo in cui buona parte dei fumatori comincia con le prime sigarette, situazione che rende evidente l’importanza degli interventi educativi che coinvolgano le famiglie, le scuole e tutti i luoghi di aggregazione.

I dati dimostrano che l’abitudine al fumo è in diminuzione, anche se si presentano alcune criticità degne di nota; la prevalenza sta cambiando soprattutto per il sesso maschile, mentre per le donne, soprattutto giovani, il fumo resta uno status symbol ed un elemento per definire le proprie libertà e personalità.
Nei paesi dell’Est Europa persistono ancora le abitudini degli anni passati (simili a quelle degli anni ’60 in Europa occidentale), dove gli uomini sono molto più spesso fumatori rispetto alle donne, per le quali questa abitudine non ha ancora ampia diffusione.
Tuttavia molti esperti sospettano un futuro cambiamento, con allineamento ai modelli occidentali, per i sempre maggiori scambi tra Est e Ovest Europa e anche a causa delle pubblicità pressanti da parte dei produttori di sigarette, che hanno individuato nelle donne il prossimo target cui rivolgere attenzione.
Italia e Toscana: osservando i dati esplicativi dell’indagine DOXA, si evidenzia come la forbice tra consumi maschili e femminili si sia chiusa negli ultimi 50 anni arrivando ad una situazione di consumo stazionaria da qualche anno.
Nelle classi d’età più anziane, over 65 e ancor più over 75 e over 85, si rileva una quota molto alta di non fumatori. Questa categoria di intervistati risente della longevità femminile (rappresenta la quota maggiore del campione intervistato) e dei vecchi pattern di consumo associati a questo sesso (le mai fumatrici sono molte in questa fascia); sono invece sempre di più gli ex fumatori nelle categorie più giovani, e sono loro che hanno maggior peso nella discesa della curva dei consumi.
Gli adolescenti invertono l’andamento delle prevalenze per sesso: le ragazze che fumano sono più dei ragazzi (anche se i maschi fumano una maggiore quantità di sigarette).
La prevalenza globale di chi ha fumato almeno una volta è in aumento rispetto agli anni passati.
È opportuno che le scuole, con l’aiuto di soluzioni politiche e di promozione della salute, provvedano a educare adeguatamente le nuove generazioni a conoscere i pericoli correlati al fumo, scollegando l’immagine del fumatore dall’idea di maturità, libertà e appeal che evocava in tempi ancora non troppo remoti.

Per leggere il documento:
https://www.ars.toscana.it/images/pubblicazioni/Collana_ARS/2020/Documento_ARS_109/Documento_109_stili_di_vita_2020_10_dic_web.pdf

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