USO PROBLEMATICO DI SOCIAL MEDIA NEGLI ADOLESCENTI ITALIANI: UNO STUDIO HBSC

Un’indagine realizzata nell’ambito del sistema di sorveglianza sulla salute degli adolescenti Italian Health Behaviour in School-aged Children (HBSC) ha misurato la prevalenza di uso problematico di social media nei ragazzi/e di 11, 13 e 15 e anni. L’indagine ha coinvolto, attraverso un questionario ad hoc, un campione di 58.976 adolescenti; la prevalenza di uso problematico di social media è di 8,9%, anche se vi sono discrete variazioni per età, genere e regione di residenza. La definizione di uso problematico di social media utilizzata nell’indagine è “la presenza di quasi-sintomi di dipendenza dovuti all’uso di social media: (i) preoccupazioni, (ii) tolleranza, (iii) astinenza, (iv) persistenza, (v) fuga, (vi) problemi”.  Anche se tale definizione non appare del tutto soddisfacente, permette di associare l’uso problematico di social media con problematiche di salute fisica e psicologica. Rispetto ai risultati dell’indagine, oltre alle differenziazioni su scala regionale, è interessante notare che, a eccezione degli e delle undicenni, fra tredicenni e quindicenni le ragazze italiane riportano problematiche collegate all’uso di social media in proporzione doppia ai maschi di pari età. Si riportano di seguito le considerazioni finali sulle associazioni fra uso problematico di social media e problemi di salute: “L’associazione fra uso problematico di social media e la salute degli adolescenti è più forte per i sontomi psicologici che per quelli fisici. Ciò può essere dovuto al fatto che gli effetti somatici dell’uso problematico di social media possono derivare soprattutto dalle conseguenze fisiche di spendere tante ore su dispositivi elettronici, e meno dagli usi specifici dei socila media. L’opposto può essere vero per le conseguenze psicologiche dell’uso di social media, la maggior parte derivanti non di per sé dal tempo speso online, ma piuttosto dagli aspetti problematici dell’uso problematico di social media, come la perdita di controllo e i problemi relazionali con famiglia e amici”.

LINK ALL’INDAGINE (INGLESE)

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