RELAZIONE ANTIDROGA AL PARLAMENTO 2020 (2a PARTE)

Osserviamo ora la struttura della Relazione, composta da sei parti. La prima è dedicata all’offerta, al mercato delle sostanze psicotrope e alla riduzione dell’offerta, con approfondimenti tematici a violazioni, denunce e condanne per reati attinenti alle sostanze. Nella seconda parte vengono descritte le caratteristiche principali dei consumi di sostanze, a partire dalla diffusione e dai modelli di consumo prevalenti, con focus sulla popolazione giovanile. La terza parte riguarda l’offerta e la domanda di trattamento per problemi correlati alle sostanze, ponendo in primo piano l’attività di cura delle dipendenze del sistema pubblico e del privato sociale e, in parallelo, la domanda di trattamento dell’utenza. La quarta parte è dedicata ai danni correlati all’uso di sostanze, dal punto di vista sanitario (malattie infettive, MTS, Hiv e Aids), dei ricoveri e della mortalità attribuita alle sostanze. Nella quinta parte la Relazione affronta le attività di prevenzione in vari ambiti (scolastico, territoriale). La sesta e ultima parte è dedicata alle attività istituzionali del Dipartimento Politiche Antidroga.

Analizzata la struttura della Relazione, vediamo ora alcuni dati relativi all’offerta e alla domanda di trattamento per quanto concerne l’utenza in carico ai SerD: “Nel corso del 2019 i SerD hanno assistito complessivamente 136.320 soggetti tossicodipendenti, di cui 19.605 sono nuovi utenti (14,4%) e 116.715 sono soggetti che risultavano già in carico dagli anni precedenti (85,6%). L’85,9% degli utenti totali è di genere maschile (rapporto M/F pari a 6,1) (…) Gli assistiti in trattamento hanno mediamente 40,7 anni; le femmine sono più giovani con un’età media di 39,2 anni in confronto ai 40,9 anni dei maschi. (…) Nel tempo si misura un progressivo e costante invecchiamento della popolazione dei SerD in tutta Italia; vi è un rilevante aumento della percentuale di assistiti con età superiore ai 39 anni passati dal 10,9% del 1999, al 39,9% del 2009 e al 58,3% del 2019; parallelamente si osserva una diminuzione nelle classi di età più giovani.

(…) Nel 2019 il 63,5% degli utenti trattati usava l’eroinacome sostanza primaria, il 20,5% la cocaina e l’11,3% i cannabinoidi. Per quanto riguarda l’uso secondario, le sostanze assunte più frequentemente sonostatela cocaina (17,2%), i cannabinoidi (16,0%) e l’alcol (8,4%). Considerando gli assistiti in trattamento indistintamente per sostanza primaria o secondaria il quadro muta sostanzialmente rispetto all’analisi per sola sostanza primaria: la cocaina sale al 37,6% e i cannabinoidi al 27,3%, mentre non si modifica in maniera sostanziale la quota dei soggetti in trattamento per eroina (65,7%). (…) Nel tempo il ricorso agli oppiacei è costantemente diminuito (86,5% nel 1999, 69,9% nel 2009, 65,6% nel 2019), mentre la percentuale di coloro che abusano di cocaina ocrack è gradualmente aumentata (4,4% nel 1999, 16,2% nel 2009, 21,5% nel 2019). Anche il ricorso ai cannabinoidi è aumentato nel tempo (8,2%nel 1999, 9,3% nel 2009, 11,3% nel 2019).

(…) Per quanto concerne la poliassunzione di sostanze, analizzando gli assistiti in base alla sostanza primaria si osserva che tra coloro che assumono cannabinoidi il 63,7% fa uso esclusivo di tale sostanza, il 14,5% ricorre anche a un’altra sostanza e il 21,7% ad almeno altre due sostanze. Gli assistiti che usano cocaina come sostanza primaria dichiarano di utilizzarla come unica sostanza nel 51,2% dei casi, il 20,2% vi associa un’altra sostanza e il 28,6% più sostanze. Tra gli assuntori di oppiacei in via primaria il 46,4% assume tali sostanze esclusivamente, il 19,70% associate a una sola altra tipologia di sostanze e il 34,5% insieme con altre due sostanze o più. Il 58,3% dei soggettiin trattamento ha ricevuto prestazioni farmacologiche con una media di 193 prestazioni per utente, il 73,7% prestazioni psicosociali con una media di 13 per utente e l’80,9% prestazioni sanitarie non farmacologiche con una media di 20 per utente.”

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