COCAINA E MALATTIE INFETTIVE

Coloro che abusano di cocaina corrono grossi rischi di contrarre il virus dell’HIV, o l’AIDS, o l’epatite B e C, in particolare coloro che la iniettano, hanno un rischio maggiore di contrarre malattie infettive.
L’uso di droghe illecite, incluso il “crack”, è diventato uno dei principali fattori di rischio per nuovi casi di infezione da HIV.
La propagazione dell’HIV correlata all’uso di droghe, è dovuta alla trasmissione del virus a causa della condivisione di aghi ed altri oggetti. Si trasmette anche indirettamente, per esempio, quando una madre infetta con HIV trasmette il virus al figlio durante la gravidanza. Questo è particolarmente allarmante se si considera che le donne costituiscono un 60% dei nuovi casi di AIDS.

Gli studi dimostrano che l’uso di droghe interferisce anche con il giudizio nel determinare i rischi che si possono presentare e, pertanto, gli utenti tendono a non prendere precauzioni quando hanno relazioni sessuali, a condividere aghi ed altri strumenti per iniettarsi ed allo scambio di sesso per droghe, tanto tra uomini come con donne.
Si sta vedendo anche un aumento di casi di epatite C tra i tossicodipendenti che s’iniettano la sostanza. Le stime attuali indicano che la percentuale di infezione in questa parte della popolazione è attorno ad un 65/90%.
Per il momento non esiste un vaccino per il virus dell’epatite C, e l’unico trattamento disponibile è molto costoso, ha poco successo e, in molti casi, ha effetti secondari molto seri.

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