LE POSIZIONI SULLA RICLASSIFICAZIONE DELLA CANNABIS ALL’ONU

In questi giorni i Paesi componenti della Commission on Narcotics Drugs (CND), l’organo dell’ONU deputato a sovrintendere le convenzioni internazionali sulle droghe, stanno decidendo le proprie posizioni in merito alle varie proposte di riclassificazione dello status legale della cannabis. Sono tre le proposte principali in campo: la prima sostiene la rimozione della cannabis dalla tabella IV (quella delle sostanze più pericolose), la seconda propone la rimozione del CBD dalle tabelle delle convenzioni e la terza propone l’inserimento del dronabinolo nella tabella III, relativa alle sostanze senza rischio di abuso. Già la settimana scorsa alcuni paesi hanno espresso una posizione di assoluta contrarietà alle modifiche proposte sulla cannabis. “Secondo il Knowmad Institute, ONG che ha seguito con attenzione l’intero percorso di riclassificazione della cannabis, la situazione al momento è un testa a testa: 47,2% dei paesi votanti sarebbe contrari, 45,3% favorevoli e il 7,5% ancora indecisi. Sarà quindi di grande interesse capire la posizione dell’Unione Europea, che da sola conta 12 voti alla CND e se e come anche i paesi in dubbio si adegueranno alla posizione comune. Una pratica comunemente adottata, con la famosa eccezione dell’Italia ai tempi di Giovanardi. La Raccomandazione 5.1 (ovvero la rimozione della cannabis dalla tabella IV, quella delle sostanze pericolose e senza valore terapeutico) sembra essere quella con più possibilità di essere accettata, mentre sulle altre i dubbi e i tentennamenti dei paesi sembrano aumentare giorno dopo giorno. In particolare per le Raccomandazioni 5.5 (quella sull’esclusione del CBD dalle tabelle delle convenzione) e 5.6 (l’inserimento del dronabinolo nella tabella III della convenzione del 1961, quella delle sostanze che non presentano rischio di abuso). Sul fronte del voto, secondo molti commentatori sarà decisiva la posizione europea, che rappresenta una sorta di ago della bilancia per queste attese decisioni.

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