USO DI COCAINA E DEPRESSIONE

Una parte di consumatori di cocaina ritiene, in modo del tutto errato, che la sostanza possa avere effetti utili contro la depressione. Come invece spiega il dott. Montefusco nella risposta al quesito di un lettore sul sito Insostanza.it, le proprietà e i tempi di azione della cocaina fanno sì che l’effetto euforico sia subito sostituito da un meccanismo di forte dipendenza patologica. Scrive Montefusco: “La cocaina ha un tempo d’azione attorno a 15 minuti. Poi bisogna riassumerla per avere il cosiddetto “effetto antidepressivo” (cioè uno straordinario effetto non come i comuni antidepressivi); poi bisogna sniffarla ancora e ad un ritmo sempre più ravvicinato e magari a dosi maggiori per ottenere l’effetto desiderato.
Che cosa accade se lei la sniffa ? Elevato senso di benessere (antidepressivo), senso di forza, intelligenza, aumentato desiderio sessuale, non considerazione del pericolo, capacità di assertire su varie questioni. Insomma pare ogni cosa a posto e con gran gusto. Ma tutto accede molto velocemente e poi tutto va via. Insomma per stare bene lei dovrebbe sniffare tutto il giorno. E non otterrebbe comunque un bel effetto. Infatti la cocaina va bene per le prime, poche sniffate.
Dopo rimane alto il desiderio e la necessità di riconsumarla ma l’effetto è sempre minore. Quindi lei insegue il desiderio di riavere quello che aveva ottenuto prima ma non sarà così. Ed i piaceri ordinari lei non li apprezza più; si avvia una corsa disperata. (…) La cocaina funziona solo per le occasionalità; funziona per troppo poco tempo e troppo bruscamente. E questo, se accade cronicamente, più che ottenere l’azione antidepressiva, determina uno stato di fortissima dipendenza patologica. Infatti tutte le esperienze ripetute e violente innescano i meccanismi della memoria e dell’apprendimento che costituiscono la base di una forma strutturata di patologia.

I farmaci antidepressivi devono avere un po’ di tempo per alzare il tono dell’umore e tenerlo tale per un tempo lungo.
Questo non accade con la cocaina. I suoi recettori D2 (recettori dopaminergici) che le danno il tono base dell’umore (come se fossero quelli che le danno, diciamo, la pressione minima dell’umore) devono essere stimolati piano piano e sostenuti nel tempo. La cocaina come strumento per la depressione è inutile (ed infatti non la si usa come antidepressivo)”

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