UN COMMENTO AL WORLD DRUG REPORT

Marco Perduca espone un breve commento, sul sito di Fuoriluogo, ai dati del report annuale sulle droghe dell’UNODC. Fra i dati salienti presenti, Perduca rimarca le conseguenze dell’inurbamento della popolazione mondiale sugli stili di consumo delle sostanze: “L’inurbamento ha fatto sì che le sostanze a base vegetale come cannabis, cocaina ed eroina convivano con centinaia di prodotti sintetici, molti dei quali non appaiono nelle tabelle delle Convenzioni internazionali. Malgrado una stretta sui precursori chimici, queste pasticche, prodotte principalmente in Asia e in nord Europa, si trovano dappertutto a prezzi molto bassi. All’aumento del consumo illegale si aggiunge un incremento impressionante dell’uso non medico di farmaci legali“. Rispetto alla popolazione di consumatori, UNODC stima esservi 269 milioni di persone che usano sostanze illegali, in aumento del 30% rispetto al 2009, mentre si stima che siano 35 milioni le persone, il 13% del totale dei consumatori, con disturbi sanitari collegati all’uso di sostanze. “Il rapporto analizza in parte anche l’impatto del COVID-19 sui mercati; sebbene sia presto per uno studio approfondito su cosa sia avvenuto nei mesi del lockdown, la chiusura generale delle frontiere e le altre restrizioni legate alla pandemia hanno causato carenze di prodotti sulle strade di mezzo mondo, il che ha fatto salire i prezzi e diminuire la qualità delle sostanze. La cannabis resta la sostanza più diffusa nel mondo con circa 192 milioni di consumatori. I derivati dell’oppio sono consumati da oltre 58 milioni divisi quasi equamente tra legali e illegali. Quello degli oppiacei è il consumo più rischioso per la salute, soprattutto per le donne. Le anfetamine interessano 27 milioni di persone, l’ecstasy 21 milioni, la cocaina 19 milioni. (…) La fine del mese di giugno sarebbe anche il termine entro cui, a norma di legge, il Governo italiano dovrebbe inviare al Parlamento la sua Relazione annuale sulle “droghe”. Non solo anche quest’anno non l’ha fatto, ma in occasione della giornata mondiale per la lotta a dipendenze e narcotraffico del 26 giugno non ha annunciato quando lo farà. L’XI Libro Bianco sulle Droghe, pubblicato qualche settimana fa da molte associazioni della società civile, ha comunque presentato dati, problemi e prospettive confermando che il mercato resta sotto il controllo della criminalità con i morti e le violenze che ne conseguono. Il contorno e le implicazioni del fenomeno sono noti, quel che da anni resta totalmente inesistente è come s’intenda adeguare leggi e politiche a un fenomeno che non accenna a diminuire e si trasforma in continuazione radicandosi nella cultura popolare.”

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