“RITIRATI MA NON TROPPO. UN AIUTO PER LE FAMIGLIE” – Progetto Istituto di ortofonologia (Ido)

“Ritirati, ma non troppo. Un aiuto per le famiglie”, un supporto online dedicato al fenomeno conosciuto con il termine giapponese “hikikomori”
L’emergenza coronavirus e il lockdown che ne è seguito ha aumentato il rischio che un maggior numero di adolescenti e giovani adulti non voglia più uscire di casa.
Il ritiro sociale che è espressione di un disagio che, tra l’altro, insorge in età sempre più precoce. «Esistono sul territorio nazionale delle istituzioni che se ne occupano, come l’Istituto Minotauro a Milano o il Policlinico Gemelli di Roma, ma non esistono a oggi delle linee guida ufficiali su come poter aiutare efficacemente il ritirato sociale e la sua famiglia.

Nasce da qui l’idea di “Ritirati, ma non troppo. Un aiuto per le famiglie”, il nuovo progetto clinico e di ricerca sul fenomeno del ritiro sociale promosso da Magda di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’Ido.
Un’iniziativa che «mette insieme un gruppo di psicologi/ psicoterapeuti, neuropsichiatri infantili e pediatri che, partendo da una visione comune – le parole della psicologa clinica -, stanno studiando e approfondendo il ritiro sociale adolescenziale e giovanile nell’ottica della complessità». La ricerca teorica si affianca poi a «un progetto terapeutico rivolto ai genitori con figli ritirati sociali».

In concreto, il progetto prevede un percorso di 6 incontri – 4 a cadenza settimanale e gli ultimi due a cadenza quindicinale – con due gruppi di 5 famiglie di ragazzi hikikomori ciascuno, a partire da venerdì 26 giugno alle ore 15 e alle ore 17, ma l’offerta potrà crescere con il crescere delle richieste da parte delle famiglie. Ogni incontro durerà circa 90 minuti e sarà gratuito per i partecipanti.
La modalità è online su Skype.
Per informazioni sulle modalità di partecipazione basta scrivere a pmldoria@gmail.com

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