LA STORIA DI FORUM DROGHE E DI FUORILUOGO, 25 ANNI DOPO

Un articolo di Sergio Segio ripercorre alcune tappe di Forum Droghe e di Fuoriluogo, l’associazione e il giornale di approfondimento le cui storie, iniziate 25 anni fa, sono indissolubilmente legate. Segio ricorda il contesto socio-politico da cui presero avvio queste due esperienze, un contesto segnato dall’emergenza eroina sia per i decessi che per le carcerazioni attribuibili a questa sostanza. In Italia si era ancora nel pieno della “guerra alla droga”, importata con poche varianti dagli USA, che assumeva come punto centrale il paradigma della punizione dei consumatori di sostanze illegali. Eppure, a metà anni ’90, era ancora possibile, afferma Segio, immaginare cambiamenti radicali nelle politiche sociali, che oggi appaiono più distanti: “Più suscettibile di consensi, anche trasversali, era senz’altro la proposta di legalizzazione della cannabis. Oggi può sembrare incredibile, ma una proposta legislativa in tal senso, con primo firmatario Franco Corleone, nel 1996 arrivò a essere sottoscritta da ben 118 deputati, di maggioranza e di opposizione, dai Michele Salvati e Fabio Mussi ai Vittorio Sgarbi e Roberto Maroni. Si era a cavallo del governo Dini, con alla guida del ministero della Famiglia e Solidarietà sociale un galantuomo, ex partigiano, come Adriano Ossicini, cui subentrarono rispettivamente Romano Prodi e, appunto, Livia Turco, mentre Corleone entrava come sottosegretario alla Giustizia.

Seguì, a ottobre 1998, il primo governo D’Alema, con Sergio Mattarella alla vicepresidenza e Oliviero Diliberto alla Giustizia, mentre la Rosa Russo Iervolino della legge sulla droga assumeva il dicastero dell’Interno, prima donna arrivata a guidare il Viminale; la Turco veniva confermata alla Solidarietà sociale, così come Corleone sottosegretario a via Arenula. Per la prima volta arrivò al governo anche Domenico Minniti detto Marco, con la delega all’Informazione ed editoria. A posteriori, un piccolo indizio che qualcosa stava forse cambiando e che la sinistra securitaria aveva silenziosamente conquistato parecchie posizioni in poco tempo. Nelle aule parlamentari ma anche nel sociale, nelle stesse associazioni, in un progressivo slittamento di baricentro, di priorità, di riferimenti politici e culturali. E proprio questo è il tema di una lettera che il Forum scrisse al nuovo premier D’Alema all’indomani del suo insediamento, chiedendo in generale nuove politiche sulle droghe e anche sperimentazione dei trattamenti terapeutici con eroina sul modello di quanto avveniva in altri paesi europei, a cominciare dalla Svizzera con la sua strategia dei quattro pilastri. Le città, anche quelle italiane, potevano e dovevano cioè diventare territori di innovazione e integrazione, anziché ripiegarsi in scelte securitarie e di “tolleranza zero”, come in molti casi stava avvenendo.”

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