RAPPORTO 2019 SULLA MORTALITA’ PER SOSTANZE DI GEOVERDOSE

Le informazioni contenute nel rapporto 2019 di Geoverdose restituiscono motivi di relativo ottimismo, in quanto l’Italia è agli ultimi posti per mortalità acuta da droghe nel mondo, all’ultimo posto in assoluto fra i Paesi occidentali e fra quelli più industrializzati ed economicamente progrediti. Ciò dimostrerebbe che, nonostante i tanti problemi irrisolti che affliggono il sistema di cure delle dipendenze, il dispositivo italiano sulle droghe si conferma un’eccellenza a livello mondiale. Di seguito, si riportano i passaggi più significativi del Rapporto 2019, rimandando alla versione integrale che contiene una mole di dati e di valutazioni di grande interesse per tutti i professionisti e gli studiosi del settore: “Nel corso del 2019, il sistema di rilevamento di GeOverdose ha registrato 253 decessi acuti riconducibili ad assunzione di droghe (6,5 decessi per milione di abitanti) rispetto ai 251 registrati al termine del monitoraggio del 2018, cui corrisponde il medesimo tasso di mortalità (…) Di questi 253 decessi, 9 (3,6%) hanno riguardato persone senza una dimora stabile e sono stati tutti dovuti all’eroina, mentre 5 (2,4%) sono avvenuti nell’immediatezza dell’uscita dalla comunità terapeutica. Anche in questo caso i decessi sono tutti attribuibili all’eroina. I decessi avvenuti in carcere, agli arresti domiciliari o nell’immediatezza dalla scarcerazione, invece, sono stati 10 (3,9% del totale). I decessi avvenuti all’interno di overdose simultanee, ovvero di eventi in cui due o più persone hanno sviluppato contemporaneamente un’overdose, sono stati 11 (4,3%). Infine, quelli avvenuti all’interno di un treno, di una stazione o nell’area dircostante la stazione stessa sono stati 20 (7,9%).

(…) Fra i 253 soggetti deceduti deceduti nel corso del 2019, 204 (80,6%) erano maschi e 39 (19,4%) erano femmine, da cui deriva un rapporto M/F uguale a 4,2 (4,2 maschi deceduti per ogni femmina), non molto diverso da quello registrato nel 2018 che era di 4,7. Fra i deceduti, i maschi sono molto più vecchi delle femmine (40,1±10,7 vs 35,9±9,7; p<0.02). Più del 60% delle femmine decedute aveva meno di 40 anni. Queste differenze erano state già registrate nel 2018.

(…) E’ stato possibile ipotizzare la sostanza responsabile del decesso in 220 casi su 253 (87%). Per le situazioni in cui è stato possibile ipotizzare il ruolo prevalente di una sostanza, queste sono risultate essere soprattutto l’eroina (172 casi, 79,2%), la cocaina (14 decessi, 6,4%) oppure il mix fra le due noto come speedball (6 casi, 2,7%). L’eroina e la cocaina, da sole, sono responsabili di quasi il 90% dei decessi. (…) Nel corso del 2019, la Regione con il maggior numero di decessi è stata il Veneto (41), seguito dall’Emilia Romagna (32), dalla Toscana (24) e dalla Lombardia (21), mentre l’unica Regione in cui non si sono registrate vittime è stato il Molise (…) Dai dati di GeOverdose, il consumo di eroina oggi in Italia appare come un fatto molto personale, consumato nel privato o nell’intimità, mentre suo consumo di gruppo, seppure ancora esistente, ha assunto dimensione residuali, specie quello all’aperto. L’eroina viene assunta soprattutto in casa, da soli e le persone che muoiono vengono ritrovate a distanza di tempo, già decedute. I dati di GeOverdose indicano in modo incontrovertibile che assumere eroina da soli ed in un luogo chiuso sia il maggior fattore di rischio per overdose correlato alle circostanze.

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