SPERIMENTAZIONE SUGLI ANIMALI E RICERCA SULLE DIPENDENZE

Sul blog di SITD (Società Italiana delle Tossicodipendenze) è stata pubblicata una presa di posizione sulla ricerca legata alle dipendenze. Oggetto del contendere è l’ulteriore estensione di un anno, contenuta nel Decreto Milleproroghe, della sperimentazione animale sulle sostanze d’abuso e sugli xenotrapianti. Secondo il Presidente di SITD: “Questa situazione penalizza drasticamente la ricerca italiana preclinica sulle droghe e le dipendenze, e le relative terapie, poiché le caratteristiche fisiopatologiche di patologie di natura comportamentale possono essere valutate soltanto su organismi complessi e non su modelli cellulari o in silico”. La Direttiva Europea fa chiaro riferimento alla necessità della sperimentazione animale, che non è sempre sostituibile con altri metodi. Infatti, il considerando n. 10 riporta che: “Benché sia auspicabile sostituire nelle procedure l’uso di animali vivi con altri metodi che non ne prevedano l’uso, l’impiego di animali vivi continua ad essere necessario per tutelare la salute umana e animale e l’ambiente.” Tale direttiva è stata recepita in Italia dal Decreto Legislativo 26/2014. Nel recepimento, tuttavia, il nostro Paese ha deciso di introdurre delle variazioni rispetto agli altri Stati Membri UE. Infatti, la normativa italiana introduce, tra gli altri, i seguenti divieti, difformi quindi rispetto alla Direttiva Europea 63/2010: divieto dell’uso di animali per le ricerche sugli xenotrapianti d’organo (art. 5, comma 2 lettera d) o divieto di utilizzo di animali per le ricerche su sostanze d’abuso (art. 5, comma 2 e).

Secondo la Comunità Scientifica, l’applicazione del DL avrebbe gravi ripercussioni sulla ricerca biomedica e sulla salute. Nel documento si sottolinea che “Per quanto riguarda la ricerca sulle sostanze d’abuso, vorremmo evidenziare che tale ricerca riguarda ogni composto chimico o sostanza farmacologicamente attiva. Questa ricerca è quindi fondamentale sia per studiare le basi della farmaco dipendenza, sia per lo sviluppo di nuovi farmaci, la cui immissione in commercio è subordinata alla valutazione degli effetti d’abuso della sostanza stessa e dalla determinazione della potenziale capacità della sostanza di indurre dipendenza nel paziente. I test condotti nel modello animale svolgono un ruolo chiave, in quanto consentono di definire come le nuove sostanze possano influenzare lo stato psico-fisico del soggetto e, conseguentemente, il suo comportamento. Questi ultimi effetti non possono essere simulati o studiati con metodiche in vitro, in quanto non è possibile, attualmente, fornire dei modelli predittivi che siano in grado di dare i medesimi risultati ottenuti con l’impiego dello studio in vivo su modelli animali”.

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