NODI E PROSPETTIVE DELL’ADDICTION: IL CONGRESSO NAZIONALE DI SITD

Si è da poco conclusa la tre giorni, dal 24 al 26 ottobre, del Congresso Nazionale della Società Italiana Tossicodipendenze (SITD), che ha ribadito temi e linee di intervento scientifiche, toccando però anche rilevanti questioni politiche (nodo risorse finanziarie e professionalità). Il Quotidiano della Sanità, riportando una sintesi dei lavori del convegno, sottolinea alcuni nodi problematici posti dagli interventi: “Siamo consapevoli che l’Addiction è tuttora una disciplina giovane e molto c’è ancora da fare per riuscire a comprendere i meccanismi sottesi alla malattia. Pertanto, nel campo sanitario la sfida in atto, richiede che i migliori cervelli debbano dedicarsi a questo segmento della medicina, che rappresenta una minaccia per i nostri giovani, e stando alle recenti rilevazioni epidemiologiche anche per i meno giovani, toccando fasce di età impensabili fino a qualche decennio addietro. Inoltre, il massiccio e prepotente ingresso delle dipendenze comportamentali sta mettendo a dura prova sia i Servizi Pubblici delle Dipendenze che il cosiddetto “Privato Sociale”, abbandonati a loro stessi dalla politica. Il convegno ha dimostrato che far dialogare gli attori della pratica clinica e della ricerca sia la strada giusta. Infatti, l’aggiornamento sistematico dei professionisti sanitari si può avere solo collegando la ricerca d’informazione al bisogno che emerge dalla pratica secondo l’intuizione chiave dell’evidence-based medicine”.

Al tempo stesso è emerso che sia fondamentale tenere sempre ben presente il richiamo all’appropriatezza, cioè la qualità di una procedura/intervento. “A tal proposito – spiega la Sitd – in particolar modo nel nostro settore, purtroppo, dobbiamo segnalare che la Sanità regionalizzata ha creato enormi differenze che sono state documentate a qualsiasi livello di aggregazione, nonostante esista una legge Nazionale che regola la disciplina (309/90). Riportare all’interno dei convegni tutte le novità e il lavoro clinico-metodologico che ogni giorno è praticato e la continua ricerca delle migliori prassi possibili è il punto di partenza e di arrivo per una sanità più giusta, più efficace e più efficiente”.

(…) Al convegno si è parlato anche della regolamentazione del mercato della cannabis, che “a prescindere dalle finalità d’impiego, medico, autoterapeutico o ricreazionale, dovrebbe anche tener conto delle ripercussioni, dirette o indirette, sul piano clinico”. Si è fatto il punto sul trattamento al più importante problema di patologia correlata all’uso iniettivo di sostanze, e cioè l’epatite da virus C (HCV), con una disamina delle esperienze organizzative e cliniche e delle relative buone pratiche esportabili in altri contesti operativi alla luce delle nuove terapie che si sono rese disponibili.

Tra i temi affrontanti, anche quello del contrasto ai decessi per overdose da oppioidi (grave problema nel Nordamerica, a rischio di ritorno in Europa e in Italia), affrontando le proprietà cliniche degli spray nasali a base di naloxone cloridrato, antagonista nell’overdose da oppioidi, recentemente introdotti anche in Italia”.

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