STUDIO SULL’EFFICACIA DELLA CANNABIS TERAPEUTICA

Uno studio nordamericano ha provato a effettuare valutazioni sull’efficacia dei trattamenti a base di cannabis terapeutica, laddove sono legali e laddove esistono dati sufficientemente affidabili. Si tratta, in tutto, di venti stati e del distretto di Columbia, che hanno registri specifici (mensili o annuale), mentre quindici stati riportano anche i dati sulla condizione di coloro che ne hanno richiesto l’uso. Tuttavia, i dati disponibli in alcuni stati sono incompleti e sono stati esclusi dallo studio.

La condizione qualificante più comune è il dolore cronico (64,9%), seguono la sclerosi multipla, la nausea e il vomito da chemioterapia, il disordine da stress post-traumatico e il cancro. Complessivamente, ben l’85,5% dei pazienti riferisce, rispetto ai trattamenti, di valutare la loro efficacia “sostanziale o conclusiva”. Per altre patologie, invece, come ad esempio glaucoma, epatite c, distrofia muscolare, la percezione dell’efficacia della cannabis terapeutica risulta insufficiente. Il numero dei pazienti inoltre è aumentato in maniera molto significativa negli ultimi anni, e ciò nonostante i dati risultano sottostimati in quanto mancano i report di vari stati, soprattutto la California. Nelle conclusioni, gli autori dello studio rimarcano due osservazioni. In primo luogo, appare necessario migliorare la raccolta, la standardizzazione e la disponibilità dei dati. In secondo luogo, i risultati positivi che i pazienti riferiscono rispetto all’efficacia dei trattamenti, rende auspicabile la rimozione della cannabis dalla tabella A delle sostanze illecite, al fine di rendere più semplice la sperimentazione clinica.

Boehnke E. et alter, Qualifying Conditions of Medical Cannabis License Holders in the United States, Health Aff (Millwood). 2019 Feb; 38(2): 295–302. doi: 10.1377/hlthaff.2018.05266

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