VERTICE ONU SULLE DROGHE: LA POSIZIONE DI ALCUNE ASSOCIAZIONI

In vista dell’importante appuntamento all’ONU a marzo, più precisamente il Segmento ad Alto Livello della 62^ sessione della Commission on Narcotic Drugs (CND), alcune associazioni (La Società della Ragione, Forum Droghe, Associazione Luca Coscioni, CNCA, LILA e CGIL, con l’adesione di Antigone, Arci, A Buon Diritto e LegacoopSociali) hanno scritto una lettera aperta al governo italiano. Scopo della lettera aperta è la richiesta al governo di organizzare un momento di confronto e di dibattito prima dell’appuntamento di Vienna, il cui oggetto principale è la discussione sulle politiche delle droghe.Nel documento vengono specificate alcune posizioni e principi che, secondo gli estensori, dovrebbero orientare l’azione della delegazione italiana a Vienna. Di seguito uno dei passi principali del documento: “Quanto al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dieci anni fa, alla CND 2009 – si legge nel documento – è evidente che l’obiettivo di “eliminare, o significativamente ridurre, la disponibilità di droga entro dieci anni”, stabilito una prima volta a UNGASS 1998 e reiterato alla CND 2009, non è stato raggiunto.” Per i sottoscrittori della lettera aperta “a distanza di più di venti anni, è giunta l’ora di riconsiderare questo obbiettivo, a valenza più ideologica che pragmatica, per trovare invece obiettivi più ragionevoli e realistici, nonché più misurabili: in modo da permettere una valutazione effettiva delle politiche (sulla base di indicatori di esito e non solo di “processo”, utili solo a considerare gli sforzi fatti e non la validità degli obiettivi proposti). Un esempio di nuovi obiettivi potrebbe essere, nell’ambito della salute, la riduzione delle morti droga correlate e la riduzione dell’incidenza di HIV e HCV; nell’ambito delle politiche penali, la riduzione dei tassi di incarcerazione.” Per questo scopo, come proposto dalle reti internazionali della Società Civile, nel documento si chiede “che il governo italiano sostenga l’istituzione di una commissione – cui la società civile partecipi – per la revisione e l’adeguamento degli indicatori di valutazione delle politiche globali. (…) L’Italia ha una lunga storia di sviluppo della normativa sulla droga” concludono i promotori e “può dunque portare una riflessione circa l’impatto di diversi orientamenti penali in tema di droga sui sistemi della giustizia e del carcere; così come sul rapporto fra droghe e salute, sulla base di un consolidato sistema integrato di servizi per le dipendenze, rafforzato dall’introduzione della riduzione del danno nei Livelli Essenziali di Assistenza; e sul rapporto fra droghe e diritti umani, battendosi per l’abolizione della pena di morte per i reati di droga e per l’eliminazione di tutte le pratiche contrarie alla dignità umana.“

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