LA FABBRICA MONDIALE DELL’ECSTASY

Il Corriere della Sera, in vista delle imminenti elezioni del Parlamento Europeo, sta curando una serie di reportage dalle varie città e nazioni europee. Per l’Olanda, il quotidiano ha scelto di approfondire la questione “ecstasy”, di cui è uno dei maggiori produttori mondiali. L’articolo spiega le ragioni storiche e culturali alla base di questo fenomeno, che da alcuni anni sta però cambiando pelle, con l’ingresso di gruppi criminali stranieri nel mercato e con la continua riduzione dei prezzi delle sostanze. In particolare, è il sud dell’Olanda la zona dove tradizionalmente sono localizzati i laboratori clandestini che fabbricano gli allucinogeni e l’ecstasy in vendita nei vari mercati mondiali della droga. “Il principale, enorme, business, dal Sudamerica all’Olanda, ruota ancora attorno alla coca, ma «Pollino» dimostra che la vecchia rotta artigianale tracciata dalle droghe sintetiche s’intreccia ai flussi maggiori, spesso negli scambi di sostanze come forma di pagamento, nelle reti di distribuzione, nel controllo dei container: i precursori necessari ai laboratori arrivano in grandi quantità, via mare, prevalentemente dalla Cina.

Ai vecchi criminali olandesi hanno cominciato ad affiancarsi allora mafiosi turchi, gang marocchine, bande albanesi o russe, oltre che esponenti di ‘ndrangheta e camorra. Perché il prodotto è secondario, ma vanta un altissimo margine di profitto: 16 centesimi per assemblare una pillola che diventano 20 dollari negli Stati Uniti, 30 in Australia. È evidente che conviene esportare. Il mercato interno è molto più economico: una pasticca può arrivare a costare anche solo 2 euro. Cionondimeno continua a essere ben rifornito, e facilmente accessibile”.

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