OPG DI MONTELUPO: PROGETTO REGIONALE

data di pubblicazione:

1 Luglio 2011

Giovedì 23 giugno 2011 a Firenze, presso la Sala S. Apollonia, si è tenuto il convegno “Un progetto regionale per il superamento dell’OPG di Montelupo Fiorentino” promosso dal Centro Promozione per la Salute “Franco Basaglia” della Provincia di Arezzo, con il patrocinio della Regione Toscana.

Con la legge n.230 dell’agosto 1999 e il Dpcm 1° aprile 2008, le competenze e le responsabilità riguardanti la salute mentale degli internati negli Ospedali psichiatrici Giudiziari (OPG) sono state trasferite, ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione, al SSN e, dunque, al Ministero della Salute, alle Regioni italiane e alle Provincie Autonome di Trento e Bolzano, l’articolo 5 con la sua Linea Guida C prevede la chiusura permanente degli OPG attraverso un percorso graduale con la stesura di un crono programma, ma i tempi previsti, ad oggi, sono scaduti.La legge italiana, la prima in Europa e nel mondo, stabilisce il superamento e la chiusura degli OPG attraverso un percorso graduale e progressivo con la realizzazione di un sistema territoriale di servizi e di presidi nei quali, a legislazione invariata sulla “misura di sicurezza”, il recupero sociale dei “prosciolti folli” passa per l’applicazione del diritto alla salute mentale delle persone, per un sistema di cura e di aiuto sociale a diverso livello di protezione.Una legge che riconosce il diritto alla salute mentale anche agli “internati”, a oltre trent’anni dai DPR 180/78 e 833/78 , sorta anche sulla presa d’atto dell’alto dato di suicidi registrato nei sei OPG italiani che si presentano ancor oggi come istituzioni totali.
Un obiettivo importante, di alta civiltà giuridica e sociale che vuole mettere fine al connubio tra manicomio e carcere per restituire a tutti la possibilità di un progetto di vita e uscire così, civilmente, dall’Ordinamento penitenziario.Un compito complesso che impegna, congiuntamente, lo Stato centrale, il Parlamento e il Governo, le Regioni italiane, tutte, le Provincie Autonome, le Aziende Sanitarie Locali, gli Enti Locali, e i loro servizi, gli operatori sanitari e sociali, nonché la società italiana nel suo insieme.Avvertendo il difficile compito istituzionale, dell’essere in grado di raggiungere un obiettivo così umano e altamente impegnativo, e di come tutti debbano e possono cooperare ad un programma comune sulla base del principio costituzionale della “leale collaborazione”, il Centro “Franco Basaglia” nella sua specificità si è fatto promotore di questo momento. Un’occasione per costruire un progetto comune, di Bacino (Toscana, Liguria, Sardegna, Umbria), affinchè tutti, in modo circostanziato, operino per il superamento e la chiusura dell’Ospedale psichiatrico di Montelupo Fiorentino, in tempi programmati, come prescrive la legge della Repubblica italiana.A tal fine il Centro promozione per la Salute “Franco Basaglia” ha presentato una propria proposta di progetto regionale per il superamento dell’OPG di Montelupo Fiorentino che vede come tempo massimo per la chiusura il 31 dicembre 2013. Proposta condivisa da tutti i relatori del convegno, pur con alcuni distunguo e sottolineature volti comunque ad orientare ad una maggiore efficacia terapeutica e realizzativa il progetto presentato.
Tra i maggiori punti di confronto emersi, il principale, riguarda la cosiddetta “terza azione” del progetto, ossia le caratteristiche e la locazione indicate della futura struttura sanitaria atta ad ospitare “coloro che non sarà possibile dimettere”, per vari motivi secondo il programma, e che per qualche ragione rimangono in situazione di riabilitazione e vigilanza. La struttura, di “transizione” e ad “esaurimento”, sarebbe individuata fisicamente nell’Ambrogiana situata all’interno dell’attuale OPG di Montelupo che verrebbe distinta da questo creando un “ingresso indipendente”: E’ stata ribadita da più parti l’inopportunità sia di poter far vivere come luogo di cura ciò che è stato vissuto sulla propria pelle come “terra dei diritti negati, dove il garantismo carcerario e la coercizione psichiatrica si potenziano in una allucinante e perversa collusione”; sia il dover soggiacere al vincolo di mantenere la “sicurezza” attraverso una “sorveglianza perimetrale”.
L’OPG di Montelupo il 15 maggio 2011 registrava 156 internati di cui 52 provenienti dalla Toscana, 33 dalla Liguria, 31 dalla Sardegna, 8 dall’Umbria e 34 da altre Regioni fuori Bacino; i dati variano giornalmente per i quotidiani accessi e dimissioni.All’interno dell’OPG opera anche lo Staff/OPG del Sert di Empoli.Il Garante dei Diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Firenze, Franco Corleone, nella sua VI Relazione Annuale riporta per il 2009 i seguenti dati per l’OPG di Montelupo: N° 31 Tossicodipendenti di cui 2 in trattamento metadonico, N° 21 Alcoldipendenti.
Il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, in un suo messaggio, ha confermato l’impegno della Regione a garantire una vita dignitosa alle persone recluse ed a perseguire il progetto di superamento dell’OPG “perché la vita di un popolo si misura dalla sua capacità di prendersi cura dei malati e dal rispetto per la dignità di ogni persona umana”.Impegno e cultura di civiltà ribaditi anche dall’Assessore al Diritto alla Salute Daniela Scaramuccia che è intervenuta, sia all’inizio che al termine della mattinata, ricordando come la Regione (con l’Emilia Romagna) abbia promosso un disegno di legge sul superamento degli OPG già nel 1995, e come, tale intento, sia rimasto inalterato nel tempo fino a confluire nell’attuale Progetto Regionale. Con il Protollo d’Intesa con le autorità giudiziarie, firmato a dicembre 2010, è previsto, entro il 2011, il trasferimento e la totale presa in carico dal personale penitenziario al sanitario: la sanità penitenziaria viene così configurata all’interno del Servizio Sanitario Regionale. La Regione punta all’eccellenza anche in questo ambito per questo ha attivato un “Centro rischio clinico” anche per la sanità penitenziaria, un investimento vero, tanto da aver indicato la sanità penitenziaria tra gli indicatori bersaglio della qualità dell’assistenza sanitaria regionale.

Per approfondimenti:

Proposta Progetto Regionale

www.stopopg.it

www.altrodiritto.unifi.it

Report a cura di Paola Regoli

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