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	<title>TABACCO Archivi - CESDA</title>
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	<description>centro studi e documentazione su dipendenze e aids</description>
	<lastBuildDate>Mon, 11 May 2026 10:57:19 +0000</lastBuildDate>
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	<title>TABACCO Archivi - CESDA</title>
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	<item>
		<title>Rassegna clinica sul tabagismo</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/20/rassegna-clinica-sul-tabagismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 06:37:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco e nicotina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I risultati di una recentissima survey promossa da FeDerSerD a livello nazionale confermano in modo aggiornato e approfondito la realtà e le esperienze nei contesti territoriali e offrono spunti operativi per rafforzare le competenze cliniche e implementare modelli di analisi e intervento territoriali</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/20/rassegna-clinica-sul-tabagismo/">Rassegna clinica sul tabagismo</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La rivista <em>Mission</em> del mese di marzo 2026, n° 73, propone una interessante <strong>rassegna clinica del Tabagismo</strong>. Nel presentare questa rassegna Alfio Lucchini ci ricorda che il tabagismo rappresenta una delle sfide più importanti per la sanità pubblica a livello globale. Questo non solo dal punto di vista clinico ed epidemiologico, ma anche in termini di anni di vita persi per disabilità e mortalità prematura.</p>
<p>&#8221; A livello mondiale otto milioni di persone muoiono ogni anno a causa dell’uso diretto di prodotti del tabacco, mentre il fumo passivo è responsabile di oltre un milione di decessi&#8221;. In Italia i dati sono di 90.000 decessi l&#8217;anno, che hanno costi sanitari e sociali stimati superiori ai 26 miliardi di euro annui.</p>
<p>Nonostante le politiche messe in atto nel nostro paese per contrastare il fumo di tabacco, ancora una percentuale significativa di adulti (il 20%) continua a fare uso di tabacco, con tassi crescenti tra i giovani adulti e una <strong>preoccupante diffusione del “policonsumo” (sigarette tradizionali, tabacco riscaldato, sigarette elettroniche).</strong></p>
<p>Presidi fondamentali per contrastare questo fenomeno sono rappresentati dai Ser.D., un punti di riferimento strategico per l’intercettazione precoce, la diagnosi e il trattamento della dipendenza da nicotina.</p>
<p>I risultati di una recentissima survey promossa da FeDerSerD a livello nazionale confermano in modo aggiornato e approfondito la realtà e le esperienze nei contesti territoriali e offrono <strong>spunti operativi per rafforzare le competenze cliniche e implementare modelli di analisi e intervento territoriali.</strong></p>
<p>FeDerSerD ha deciso di valorizzare ulteriormente l’area della dipendenza da nicotina, avvalendosi della competenza del suo Settore tematico nazionale Tabagismo, con il quale promuove questa Rassegna Clinica del Tabagismo</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fumo di tabacco e riduzione dei rischi</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/11/fumo-di-tabacco-e-riduzione-dei-rischi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 06:26:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[nicotina e tabacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Decenni di evidenze scientifiche dimostrano che è l’esposizione al fumo prodotto dalla combustione — non la nicotina in sé — a causare le malattie correlate al tabacco.<br />
Questa distinzione è fondamentale: mentre la nicotina crea dipendenza, sono le migliaia di sostanze tossiche generate dalla sigaretta tradizionale a causare cancro e patologie cardiovascolari.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Un articolo pubblicato sul sito MOHRE ci ricorda che nonostante decenni di campagne antifumo il mondo conta ancora </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="63">un miliardo di fumatori</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="86"> e oltre </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="95">7 milioni di decessi annui</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="121">. Tuttavia, una nuova prospettiva scientifica pubblicata su </span><i class="ng-star-inserted" data-start-index="181">Nature Health</i><span class="ng-star-inserted" data-start-index="194"> suggerisce che la chiave per accelerare il declino del tabagismo non sia vietare la nicotina, ma eliminare la combustione</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="316">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="317"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="345">Decenni di evidenze scientifiche dimostrano che è l’esposizione al fumo prodotto dalla combustione — non la nicotina in sé — a causare le malattie correlate al tabacco</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="514">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="317"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="514"> Questa distinzione è fondamentale: mentre la nicotina crea dipendenza, sono le migliaia di sostanze tossiche generate dalla sigaretta tradizionale a causare cancro e patologie cardiovascolari</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="707">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="708"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="708">I dati internazionali confermano l&#8217;efficacia delle alternative </span><i class="ng-star-inserted" data-start-index="771">smoke-free</i><span class="ng-star-inserted" data-start-index="781">. La </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="786">Svezia</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="792">, grazie all&#8217;uso dello snus, vanta tassi di cancro ai polmoni inferiori alla metà della media UE</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="888">. </span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="708"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="888">La </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="893">Nuova Zelanda</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="906"> ha visto un crollo drastico del fumo dopo il 2018, rendendo le sigarette elettroniche regolamentate più accessibili</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1022">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1023"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1023">Il problema attuale, secondo gli esperti, è il paradosso normativo per cui i prodotti più letali restano ampiamente disponibili, mentre le alternative meno dannose affrontano restrizioni severe</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1216">. Johann Rossi Mason, direttrice di MOHRE, spiega: </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1267">&#8220;L&#8217;idea è apparentemente semplice: poiché non tutti i prodotti al nicotina sono ugualmente pericolosi, non dovrebbero essere trattati dalla legge come se lo fossero&#8221;</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1432">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1433"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1433">Per raggiungere l&#8217;obiettivo di una prevalenza di fumatori inferiore al </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1504">5% entro il 2040</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1520">, è necessaria una volontà politica che integri la riduzione del danno, superando le resistenze ideologiche e puntando su una regolamentazione proporzionata al rischio reale dei prodotti.</span></div>
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			</item>
		<item>
		<title>I fumatori a bassa intensità non sono esenti da rischi: una ricerca</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/04/10/i-fumatori-a-bassa-intensita-non-sono-esenti-da-rischi-una-ricerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 06:44:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[fumo da tabacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I fumatori a bassa intensità, a differenza dei fumatori pesanti, subiscono anche meno pressioni sociali o familiari per cambiare abitudine. E in molti casi il loro fumo è legato più a fattori emotivi e psicosociali che a una vera dipendenza fisiologica dalla nicotina — il che lo rende paradossalmente più difficile da trattare con gli approcci clinici convenzionali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/04/10/i-fumatori-a-bassa-intensita-non-sono-esenti-da-rischi-una-ricerca/">I fumatori a bassa intensità non sono esenti da rischi: una ricerca</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>I fumatori non quotidiani o a bassa intensità</strong> non sono esenti da rischi per la salute. E&#8217; quanto riporta un articolo sul sito di MOHRE (Mediterranean Observatory on Harm REduction) riprendendo i risultati di una ricerca pubblicata sul New England Journal of Medicine che si è concentrata sull&#8217;America Latina.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio prende in esame quella&#8221;(&#8230;) <strong>fascia silenziosa di consumatori</strong> che si sente esentata dai rischi: chi fuma cinque sigarette al giorno, chi accende una sigaretta solo al weekend, chi giura di poter smettere quando vuole&#8221;. Bassi consumi che portano le persone a sottovalutare i rischi che corrono, mostrando nei fatti una minore motivazione a smettere in quanto <strong>convinti che il loro consumo sia sostanzialmente innocuo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una fascia presa poco in considerazioni anche dalle campagne di salute pubblica, che si concentrano prevalentemente sui consumatori pesanti.</p>
<p style="text-align: justify;">I fumatori a bassa intensità, &#8221; (&#8230;) a differenza dei <strong>fumatori pesanti</strong>, subiscono anche meno pressioni sociali o familiari per cambiare abitudine. E in molti casi il loro fumo è legato più a fattori emotivi e psicosociali che a una vera dipendenza fisiologica dalla nicotina — il che lo rende paradossalmente più difficile da trattare con gli approcci clinici convenzionali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">In America Latina nonostante i tassi complessivi di fumo siano in calo, per quello non quotidiano e a bassa intensità si registrano aumenti. Questo non per mancanza di volontà, ma perché risulta carente la formazione nelle tecniche di consulenza breve, e gli interventi di cessazione rimangono inadeguati. Difficilmente questi fumatori vengono indirizzati ad uno specialista, quando invece beneficerebbero moltissimo di un breve intervento mirato già a livello di medicina di base.</p>
<p>Per quanto riguarda le terapie di cura attuali, esse risultano efficaci? Se per i forti fumatori, l’efficacia della farmacoterapia è consolidata, mancano studi sulla fascia dei fumatori a bassa intensità. Per colmare questa lacuna è nato il progetto pilota <strong>IMPACT</strong>, che ha dimostrato che sia la <strong>terapia sostitutiva della nicotina sia la vareniclina</strong> possono essere utili anche in questa popolazione di fumatori.</p>
<p>Uno degli elementi che emerge dallo studio riguarda in particolare le <strong>motivazioni personali</strong>.</p>
<p>&#8220;<strong>Tradizionalmente, gli interventi di cessazione sono stati progettati per chi vuole già smettere</strong>. Ma le prove più recenti indicano che gli interventi rivolti a fumatori che non sono ancora pronti a farlo possono essere efficaci quanto quelli destinati a chi è già motivato. Questo cambia radicalmente la prospettiva: i medici non dovrebbero aspettare che il paziente chieda aiuto, ma proporlo attivamente, anche al <span class="il">fumatore</span> <span class="il">leggero</span> che si sente «fuori dai radar».</p>
<p>Nelle conclusioni la ricerca sostiene che &#8221; <strong>la sfida</strong>, in definitiva, non è solo scientifica ma anche sistemica: molti paesi hanno sviluppato linee guida nazionali che considerano i fumatori a bassa intensità, ma la loro adozione è spesso incompleta e incoerente. Le ragioni sono strutturali — formazione limitata dei medici, mancanza di integrazione nei flussi di lavoro della medicina di base, accesso insufficiente alle terapie farmacologiche — e <strong>richiedono investimenti e volontà politica, non solo buone intenzioni&#8221;</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un farmaco per smettere di fumare rimborsato dallo Stato</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/04/07/un-farmaco-per-smettere-di-fumare-rimborsato-dallo-stato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 06:49:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[politiche sanitarie]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia dal 30 Marzo 2026 la citisina sarà un farmaco rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/04/07/un-farmaco-per-smettere-di-fumare-rimborsato-dallo-stato/">Un farmaco per smettere di fumare rimborsato dallo Stato</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>La citisina è uno dei principi attivi più efficaci per contrastare la dipendenza da nicotin</strong>a. Sebbene venga prodotta da molto tempo è ancora una sostanza poco conosciuta in Italia. Il principio attivo viene estratto dal Cytisus laburnum, una pianta nota con il nome di maggiociondolo, e la sua efficacia è nota da tempo. Nonostante la prima pillola a base di citisina fu prodotta nel 1964 in Bulgaria, solo<strong> nel 2024 l&#8217;Organizzazione mondiale della Sanità l&#8217;ha inserita nella lista dei farmaci essenziali per combattere la dipendenza da fumo di sigarett</strong>e.</p>
<p style="text-align: justify;">Un articolo del Post rende noto che <strong>dal 30 Marzo 2026 in Italia la citisina sarà un farmaco rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale</strong>, rendendo la terapia a costo zero per il paziente. L&#8217;unico requisito per accedere al farmaco è essersi rivolti ad un centro antifumo, e portare avanti oltre alla terapia farmacologica, un percorso psicologico e comportamentale. Il farmaco veniva venduto in precedenza come prodotto galenico in farmacia, mentre da ora in avanti sarà disponibile gratuitamente in una confezione da 100 pillole (che senza rimborso ha un costo di 90 euro). Come si legge nell&#8217;articolo l’idea è che il paziente smetta di fumare dopo cinque giorni dall’inizio della terapia e poi continui a prendere le pillole diminuendone l’assunzione gradualmente.</p>
<p style="text-align: justify;">La citisina agisce sugli stessi recettori nervosi attivati dalla nicotina, e per questo, ha un&#8217;<strong>efficacia doppia: si annullano gli effetti piacevoli legati all&#8217;uso della sigaretta e limita invece quelli negativi dell&#8217;astinenza. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo gli ultimi dati in Italia i fumatori stanno diminuendo ma gli adulti fumatori rappresentano comunque un quarto della popolazione, con un carico economico sullo Stato di spese dirette e indirette di circa 26 miliardi di euro all&#8217;anno.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Duty free e tabacco: una zona critica</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/17/duty-free-e-tabacco-una-zona-critica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 07:52:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo un recente report di Tobacco tactics, l’esistenza stessa del duty-free contraddice il principio base del controllo del tabacco: l’aumento dei prezzi riduce i consumi.<br />
Vendere tabacco a prezzo scontato incoraggia il consumo e facilita le ricadute degli ex fumatori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/17/duty-free-e-tabacco-una-zona-critica/">Duty free e tabacco: una zona critica</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un articolo sul sito <em>Tobacco Endgame </em>prende in esame la <strong>vendita di tabacco all&#8217;interno dei Duty Free degli aeroporti</strong>. Una vendita che negli aeroporti italiani ha ripreso i ritmi pre pandemia.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa ripresa delle vendite sembra dovuto a due cause: la prima riguarda i viaggiatori britannici, che dal 1° gennaio 2021, hanno riacquistato il diritto agli acquisti <em>tax-free, </em>ed essi rappresentano una fetta importante di turisti nel nostro paese. La seconda causa è relativa all&#8217;aumento delle vendite di prodotti a tabacco riscaldato (HTP).</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che l&#8217;articolo evidenzia è il fatto che <strong>le vendite nei Duty Free hanno un impatto negativo sia sulla salute pubblica che sulle entrate dello stato. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo un recente report di <a href="https://www.tobaccotactics.org/article/the-duty-free-tobacco-sector-and-lobby/">Tobacco tactics</a>, &#8220;(&#8230;) l’esistenza stessa del duty-free contraddice il principio base del controllo del tabacco: l’aumento dei prezzi riduce i consumi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vendere tabacco a prezzo scontato incoraggia il consumo e facilita le ricadute degli ex fumatori&#8221;. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a questo impatto sulla salute, l’OMS stima che <strong>le vendite duty-free sottraggano alle casse dei governi circa 7 miliardi di dollari l’anno in mancate accise. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mancate entrate a cui si aggiungono quelle relative &#8220;(&#8230;) al fenomeno del <em>contrabbando di formiche </em>(piccole quantità trasportate ripetutamente per eludere i controlli) e la deviazione di prodotti destinati all’export verso i mercati neri interni, che sono problemi endemici, come dimostrano i casi lungo il confine USA-Messico e nelle zone franche del Cile&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il report i Duty Free, che hanno tra i loro finanziatori alcune lobby del tabacco, vengono presentati come luoghi controllati, ma i gestori si dimostrano resti ad indagare più a fondo sui legami tra duty-free e commercio illecito, come è emerso durante la <strong>MOP 4</strong> (la riunione delle parti del Protocollo tenutasi a Ginevra nel novembre 2025) dove la proposta di approfondimento sul tema è stata accantonata.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a questa situazione l&#8217;articolo conclude che sarebbe importante un&#8217;applicazione rigorosa del <strong><a href="https://www.tabaccoendgame.it/news/oms-protocollo-per-eliminare-il-commercio-illegale-di-prodotti-del-tabacco-una-panoramica/">Protocollo per l’eliminazione del commercio illecito</a></strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/17/duty-free-e-tabacco-una-zona-critica/">Duty free e tabacco: una zona critica</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Droghe, legalità e interessi economici: una riflessione</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/15/droghe-legalita-e-interessi-economici-una-riflessione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 07:50:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[comportamenti e dipendenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo stato di legalità di una sostanza non significa automaticamente tutelare la salute dei consumatori, ma vanno trovate delle regolamentazioni che vadano in quel senso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/15/droghe-legalita-e-interessi-economici-una-riflessione/">Droghe, legalità e interessi economici: una riflessione</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una riflessione sulla <strong>legalità delle sostanze, diritto alla salute e interessi economici</strong>. E&#8217; quanto si può leggere sul sito droga.net a cura di Riccardo Gatti, medico, specialista in psichiatria e psicoterapeuta. Gatti parte riflettendo sulle sostanze legali (alcol e tabacco) e il loro utilizzo, che ogni anno provoca migliaia di morti ( 90.000 per il tabacco e 20.000 per l&#8217;alcol).</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Cause di morte evitabili che colpiscono meno l’attenzione di una singola overdose in un parchetto. Sembrano non importare, pur portando con sé tante storie di dipendenza e malattia.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa problematica situazione c’è anche chi pensa che, trasformando ciò che è illecito o strettamente regolamentato in modo restrittivo, in qualcosa di lecito e accessibile oppure, viceversa, qualcosa di lecito e accessibile in qualcosa di illecito o di strettamente regolamentato, si risolvano molti problemi. Purtroppo non è così e non è solo storia del passato quando gli USA inventarono il proibizionismo degli alcolici per, poi, fare marcia indietro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Stesso discorso su<strong> legalità e comportamenti additivi</strong> si può fare per il Gioco d&#8217;Azzardo. Con la narrazione che rendendolo legale si sarebbe fatto emergere il gioco illegale si è creato un mercato legale che ogni anno vede la spesa degli italiani aumentare. Nel 2024 siamo a 157,6 miliardi giocati. Gatti si chiede se è stata la strategia migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro esempio preso in considerazione è quello degli oppioidi, legali negli USA, che in pochi anni hanno fatto migliaia di morti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo stato di legalità di una sostanza non significa automaticamente tutelare la salute dei consumatori, ma vanno trovate delle regolamentazioni che vadano in quel senso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La legalizzazione della Cannabis in alcuni stati USA recentemente è stata messa in discussione da un autorevole quotidiano liberal e progressista, sostenendo che forse non è così innocua come si credeva ed i problemi che crea diventano ora evidenti. Lo stesso quotidiano però sostiene che non si tratta di fare marcia indietro, ma di trovare regolamentazioni adeguate.</p>
<p style="text-align: justify;">Fare passi indietro pone anche diverse criticità. &#8220;(&#8230;) Nel momento in cui si è consolidata una catena produttiva e di offerta che serve un numero ampio di consumatori, un passo indietro potrebbe ributtarli nelle mani del mercato illecito, mettendo anche in difficoltà imprese lecite, relativi investitori e le entrate fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;">E si noti che qualcosa di simile a quanto è accaduto per la cannabis sembra già da qualche anno in preparazione negli USA con un proclamato “<strong>rinascimento psichedelico</strong>” che nasce nella Silicon Valley e che, più del ritorno di una “controcultura”, potrebbe diventare una iniziativa commerciale in grande stile, con le conseguenze del caso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Gatti conclude che &#8220;(&#8230;) Se<strong> la repressione dei traffici illeciti rimane indispensabile</strong>, la decisione di ciò che è illecito e di ciò che non lo è, assieme alle relative regole, va meglio ponderata, anche in senso previsionale, e verificata nei suoi effetti reali: ogni scelta in questo ambito comporta vantaggi e svantaggi e l’illusione trasmessa dalla politica e dalla comunicazione che i vantaggi siano da una parte sola è, appunto, una illusione che porta, come abbiamo visto, ad errori gravi&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fumo da tabacco e riduzione del danno: uno studio italiano</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/02/22/fumo-da-tabacco-e-riduzione-del-danno-uno-studio-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 07:39:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[fumo di tabacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"La riduzione del danno rappresenta una strategia medica pragmatica, particolarmente rilevante quando l’eliminazione completa del rischio non è fattibile. Come evidenziato nello studio, un’ampia porzione di fumatori (a volte anche pazienti) trova difficile o non desidera smettere di fumare attraverso interventi farmacologici o comportamentali convenzionali, che spesso producono bassi tassi di cessazione a lungo termine</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il <strong><span class="il">fumo</span> di tabacco</strong> rimane una delle principali cause di mortalità a livello mondiale e continua a rappresentare uno dei maggiori <strong>fattori di rischio modificabili per la salute pubblica globale</strong>. Per questo <strong>ridurre l’inizio del <span class="il">fumo</span> e aumentare la cessazione </strong>sono obiettivi complessi ma perseguibili dagli enti di salute pubblica</p>
<p style="text-align: justify;">Uno studio scientifico italiano, pubblicato sulla rivista <em>Internal and Emergency Medicine,</em> fa il punto sulle conoscenze scientifiche attuali riguardo all&#8217;utilizzo<strong> dei prodotti a tabacco riscaldato</strong> (HTP, dall’inglese “heated tobacco products) <strong>come alternativa alle sigarette tradizionali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;A differenza delle sigarette convenzionali, gli HTP funzionano riscaldando il tabacco attraverso un dispositivo alimentato a batteria che regola rigorosamente la temperatura a cui il tabacco viene riscaldato. A seconda del prodotto, le unità <strong>HTP</strong> operano tipicamente entro un intervallo di temperatura controllato che può raggiungere circa <strong>350°C</strong>, mentre le sigarette convenzionali bruciano il <strong>tabacco</strong> a circa <strong>800°C.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo riscaldamento ridotto produce aerosol contenenti concentrazioni significativamente inferiori di sostanze tossiche</strong>. Gli studi hanno dimostrato che le sigarette convenzionali producono livelli significativamente più elevati di radicali liberi sia in fase particellare che gassosa rispetto agli HTP&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio dell’Università Sapienza di Roma, ha utilizzato una metodologia di “<strong>scoping review” – una revisione sistematica della letteratura scientifica disponibile</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’analisi ha incluso 17 studi focalizzati su esiti cardiovascolari, 6 su esiti respiratori e 11 su entrambi. Gli studi hanno esaminato l’associazione tra l’uso di HTP e sigarette convenzionali con esiti cardiovascolari e respiratori, includendo sia ricerche condotte indipendentemente sia studi sponsorizzati dall’industria del tabacco.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli autori dello studio evidenziano che, &#8220;(&#8230;) nonostante l’eterogeneità dei dati disponibili, le evidenze attuali suggeriscono che <strong>gli HTP sono associati a un impatto dannoso inferiore sui sistemi cardiovascolare e respiratorio rispetto alle sigarette convenzionali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> <span class="gmail_default">G</span>li HTP non sono privi di rischi per la salute<span class="gmail_default"> in quanto non esiste un <span class="il">fumo</span> innocuo</span> ma nella maggior parte dei casi il rischio appare ridotto rispetto alle sigarette convenzionali&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La riduzione del danno rappresenta una strategia medica pragmatica, particolarmente rilevante quando l’eliminazione completa del rischio non è fattibile. Come evidenziato nello studio, un’ampia porzione di fumatori (a volte anche pazienti)<u> trova difficile o non desidera smettere di fumare attraverso interventi farmacologici o comportamentali</u> convenzionali, che spesso producono bassi tassi di cessazione a lungo termine.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questo contesto, il passaggio agli HTP potrebbe rappresentare un’opzione da considerare, soprattutto per le persone con condizioni di salute croniche che non riescono a smettere completamente&#8221;. </strong></p>
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		<title>Riduzione del danno e tabagismo: una ricerca</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/02/08/riduzione-del-danno-e-tabagismo-una-ricerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Feb 2026 07:31:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco e riduzione del danno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La modellizzazione dimostra che circa la metà della riduzione della mortalità deriva dalle misure tradizionali (tasse, leggi antifumo, campagne), mentre l’altra metà proviene dall’aggiunta della riduzione del danno, del miglioramento dei servizi di cessazione e della diagnosi precoce</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Integrare la <strong>riduzione del danno da tabacco</strong> (THR) nelle politiche <span class="il">di</span> controllo del <span class="il">tabagismo potrebbe aiutare a prevenire oltre 100 milioni di vite tra gli adulti fumatori entro il 2060. E&#8217; quanto emerge da un <a href="https://tobaccoharmreduction.net/">report</a> che viene segnalato sul sito di MOHRE &#8211; Mediterranean Observatory on Harm REduction. </span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Lo studio documenta che 14 <span class="il">milioni</span> <span class="il">di</span> morti premature potrebbero essere evitate nei 23 paesi analizzati entro il 2060, con una proiezione <span class="il">di</span> oltre 3 <span class="il">milioni</span> <span class="il">di</span> morti prevenute ogni anno a livello globale applicando l’approccio su scala mondiale. I dati mostrano una riduzione dell’80% nell’esposizione a sostanze tossiche per chi passa alle alternative e una riduzione del 70% del danno rispetto al fumo tradizionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ricerche più recenti, inclusa la Cochrane Review del 2022, confermano che le<strong> e-cigarette sono circa due volte più efficaci della terapia sostitutiva tradizionale (cerotti, gomme)</strong> nell’aiutare i fumatori a smettere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il report sostiene che se il 20% dei fumatori passasse a metodi alternativi, oltre al miglioramento degli strumenti di supporto, entro il 2060 le morti si ridurrebbero del 50%</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La modellizzazione dimostra che circa la <strong>metà della riduzione della mortalità deriva dalle misure tradizionali </strong>(tasse, leggi antifumo, campagne), mentre l’<strong>altra metà proviene dall’aggiunta della riduzione del danno</strong>, del miglioramento dei servizi <span class="il">di</span> cessazione e della diagnosi precoce&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il Report ricorda che bisogna agire subito soprattutto sui fumatori adulti di oggi.  La <strong>prevenzione dell’iniziazione giovanile</strong>, pur essenziale, non ridurrà significativamente i decessi fino al post-2060.</p>
<p style="text-align: justify;">“L’opportunità <span class="il">di</span> salvare innumerevoli <span class="il">vite</span> è senza precedenti, ma dipende da innovazione coraggiosa e leadership impegnata nelle politiche globali sul tabacco.”</p>
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		<title>Aumentare il prezzo delle sigarette per contrastare il tabagismo: una campagna</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/01/30/aumentare-il-prezzo-delle-sigarette-per-contrastare-il-tabagismo-una-campagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 07:45:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'obiettivo principale della proposta di Legge è il contrasto del tabagismo, ma questa iniziativa di sanità pubblica consentirebbe anche di reperire risorse per il Servizio Sanitario Nazionale</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Parte la raccolta delle firme per una proposta di legge d’iniziativa popolare per <strong>aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina</strong>, compresi quelli di nuova generazione (sigarette elettroniche e tabacco riscaldato).</p>
<p style="text-align: justify;">La campagna (<a href="https://5eurocontroilfumo.it/">5eurocontroilfumo.it</a>), è stata promossa da Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo principale della proposta di Legge è il contrasto del tabagismo, ma questa iniziativa di sanità pubblica consentirebbe di reperire risorse per il Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i promotori la campagna in atto è una &#8220;battaglia di civiltà&#8221;. Questo perché &#8220;il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio oncologico. <strong>Il 27% di tutti i casi di cancro è determinato proprio dall’abitudine tabagica</strong>, a cui sono riconducibili 93mila morti ogni anno in Italia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Solo nel nostro Paese,<strong> le patologie provocate da questa abitudine generano costi diretti e indiretti pari a 26 miliardi di euro</strong>. Si stima che l’aumento di 5 euro del prezzo delle sigarette in Italia, che oggi è tra i più bassi in Europa, possa favorire una diminuzione del 37% del consumo. In questo modo, potremo ridurre il numero di fumatori, salvando vite. In secondo luogo, le maggiori entrate contribuiranno a finanziare il Servizio Sanitario Nazionale, dalla cui efficienza dipende la salute di milioni di cittadini”.</p>
<p style="text-align: justify;">Cambiamenti nelle abitudini dei consumatori.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L’abitudine tabagica è stata storicamente appannaggio degli uomini ma si è registrato, negli ultimi anni, un incremento tra le donne. Oggi, nel nostro Paese, <strong>il 20% della popolazione femminile è tabagista. Le nuove diagnosi di questa neoplasia negli uomini sono diminuite, ma tra le donne sono aumentate</strong>. Tra il 2003 e il 2017 l’incidenza del tumore del polmone negli uomini è diminuita del 16,7%, mentre nelle donne è aumentata dell’84,3%. È una tendenza molto pericolosa, che deve essere affrontata con provvedimenti legislativi adeguati, a partire dall’aumento del costo delle sigarette&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Le esperienze internazionali hanno dimostrato che l’incremento drastico del prezzo delle sigarette è una strategia efficace per ridurre davvero il numero di fumatori. Se questo potesse servire a ridurre la percentuale di giovani fumatori (attualmente attestati su un 10% dei giovani sotto i 19 anni) sarebbe una strada sicuramente da percorrere.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>mozziconi  di  sigarette e inquinamento ambientale</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/01/15/mozziconi-di-sigarette-e-inquinamento-ambientale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 08:35:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia ogni anno vengono prodotti circa 72 miliardi di mozziconi. Quelli gettati via in strada, spiaggia o in mare, cedono all’ambiente più di 300 tonnellate di nicotina, più di 20 tonnellate di gas tossici, 1.800 tonnellate di composti organici volatili, come benzene e toluene, oltre 1.400 tonnellate di catrame condensato, 1.872 Becquerel di Polonio-210 e oltre 12.000 tonnellate di acetato di cellulosa, una bioplastica</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/01/15/mozziconi-di-sigarette-e-inquinamento-ambientale/">mozziconi  di  sigarette e inquinamento ambientale</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La prima cosa che si pensa quando parliamo di sigarette è il danno che provocano a livello fisico a causa della combustione, ma non c&#8217;è solo questo. Un altro danno che viene riportato in un articolo del sito Tobacco endgame è quello causato <strong>dai mozziconi abbandonati nell&#8217;ambiente, che poi hanno conseguenze anche sugli essere viventi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;In Italia <strong>ogni anno vengono prodotti circa 72 miliardi di mozziconi</strong>. Quelli gettati via in strada, spiaggia o in mare, cedono all’ambiente più di 300 tonnellate di nicotina, più di 20 tonnellate di gas tossici, <strong>1.800 tonnellate di composti organici volatili, come benzene e toluene</strong>, oltre 1.400 tonnellate di catrame condensato, 1.872 Becquerel di Polonio-210 e oltre 12.000 tonnellate di acetato di cellulosa, una bioplastica&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">I mozziconi sono &#8220;(&#8230;)  un concentrato di sostanze tossiche trattenute dal filtro: nicotina, acido cianidrico, ammoniaca, acetaldeide, formaldeide, benzene, fenoli, piridine, piombo 210 e polonio 210, <strong>sostanze che si degradano molto lentamente e sono nocive per i pesci, gli uccelli e i mammiferi, uomo compreso</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Recuperare questi mozziconi dall&#8217;ambiente ha naturalmente un costo. La legge italiana cosa dice a proposito? Fino al 2019, con la <a href="https://www.google.com/search?q=Legge+28+dicembre+2015%2C+n.+221&amp;rlz=1C1CHBF_enIT1145IT1146&amp;oq=dl+196%2F21+articoli+su+mozziconi&amp;gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyBggAEEUYOTIHCAEQABjvBTIHCAIQABjvBTIKCAMQABiABBiiBDIHCAQQABjvBTIKCAUQABiABBiiBNIBCTI2NDU5ajBqN6gCALACAA&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8&amp;ved=2ahUKEwj3xMvjhsORAxWwgf0HHY0VAY4QgK4QegQIAxAE">Legge 221/2015 </a>, erano i Comuni che dovevano far fronte, con divieti e raccolta, alla dispersione dei mozziconi nell&#8217;ambiente, mentre <strong>il compito di informare e motivare i fumatori sul divieto era affidato ai produttori di sigarette</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2019, con &#8220;(&#8230;) la <a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/dir/2019/904/oj/ita">Direttiva Europea sulla Plastica Monouso</a> (Direttiva SUP da Single Use Plastics) ha incluso i filtri delle sigarette tra i prodotti di plastica usa e getta e mira a stimolare lo sviluppo di alternative biodegradabili ai filtri in acetato di cellulosa. Allo scopo, applica allo smaltimento dei mozziconi il regime della <strong>responsabilità estesa del produttore</strong> (<strong><em>Chi inquina paga</em></strong>), in base al quale i produttori sono considerati responsabili anche dello smaltimento dei prodotti che vendono&#8221;.</p>
<p>Responsabilità estesa del produttore significa che i produttori sono:</p>
<ul>
<li>tenuti a pagare per lo smaltimento dei rifiuti raccolti nei bidoni e coprire i costi di bonifica ambientale;</li>
<li>finanziare l’acquisto e la posa in opera di specifici cestini o posacenere pubblici nelle città;</li>
</ul>
<ul class="wp-block-list">
<li>rimborsare ai Comuni le spese sostenute per spazzare le strade, pulire le spiagge e svuotare i cestini pubblici dalla quota parte di mozziconi presenti (cleanup),</li>
<li>sostenere i costi di trasporto e trattamento o incenerimento,</li>
<li>pagare le campagne per educare i consumatori a non gettare i filtri a terra.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il problema per l&#8217;articolo è rappresentato dai costi di tutte queste azioni,  che l’Associazione dei Comuni Italiani (ANCI) sta negoziando con il <strong>consorzio <em>Erion Care,</em> </strong>consorzio creato dagli stessi produttori che raccoglie in un fondo comune una somma versata dalle multinazionali per ogni pacchetto immesso sul mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il negoziato dovrebbe concludersi nel 2026.&#8221; <strong>Il criterio prescelto sarebbe quello della dimensione della popolazione e il rimborso sarebbe attorno alla cifra dei 13 centesimi di euro per abitante</strong>. Un accordo di questo tipo sarebbe assai deludente per i contribuenti perchè si avrebbe un rimborso complessivo di 7,5 milioni di euro all’anno per l’insieme dei comuni italiani a fronte di una spesa per lo spazzamento e lavaggio che ammonta a circa 1,8 miliardi di euro all’anno&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La direttiva SUP applicata ai mozziconi mira a responsabilizzare le aziende del tabacco nel governo anche nella fase del post-consumo di suoi prodotti con l’obiettivo di ridurre il fenomeno del littering (abbandono dei mozziconi) e finanziare spazzamento e pulizia urbana.</p>
<p style="text-align: justify;">Per l&#8217;articolo in Italia, &#8220;(&#8230;) l’industria sta trasformando questo onere in un’opportunità per ottenere immeritati vantaggi reputazionali, cioè marketing&#8221; Vedi per esempio la campagna #CAMBIAGESTO ideata dalle stesse aziende produttrici di sigarette.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/01/15/mozziconi-di-sigarette-e-inquinamento-ambientale/">mozziconi  di  sigarette e inquinamento ambientale</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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