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	<title>TABACCO Archivi - CESDA</title>
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	<description>centro studi e documentazione su dipendenze e aids</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Jun 2026 11:54:23 +0000</lastBuildDate>
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	<title>TABACCO Archivi - CESDA</title>
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	<item>
		<title>Nicotina per tutte le tasche</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/06/27/nicotina-per-tutte-le-tasche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 06:44:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[nicotina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cuore del problema risiede nell'enorme forbice di prezzo per milligrammo (mg) di nicotina. Mentre nelle sigarette tradizionali il costo è di circa 0,34 €, nei sistemi aperti di sigarette elettroniche può scendere fino a 0,02 € per mg.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Un articolo interessante sui <strong>prodotti alla nicotina</strong> offerti dal mercato, leggibile sul sito di MOHRE, analizza la metamorfosi dell&#8217;industria del tabacco, che oggi tenta di riposizionarsi come alleata nella lotta al fumo attraverso la </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="175">diversificazione dell&#8217;offerta</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="204">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="204">Dietro la retorica di un futuro &#8220;smoke-free&#8221;, si nasconde però una strategia economica basata sulla frammentazione del mercato e sul </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="339">crollo del prezzo della nicotina</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="371">, che rischia di vanificare le attuali politiche di salute pubblica</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="438">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="439"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="439">Il cuore del problema risiede nell&#8217;enorme forbice di prezzo per milligrammo (mg) di nicotina. Mentre nelle sigarette tradizionali il costo è di circa 0,34 €, nei sistemi aperti di sigarette elettroniche può scendere fino a </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="662">0,02 € per mg</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="675">. Questa riduzione, fino a 17 volte inferiore, produce diverse conseguenze critiche:</span></div>
<ul class="ng-star-inserted" style="text-align: justify;">
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" data-start-index="759"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="759">Neutralizzazione della leva fiscale:</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="795"> il rincaro delle sigarette perde efficacia come deterrente, poiché i consumatori possono ricorrere al </span><i class="ng-star-inserted" data-start-index="898">trading down</i><span class="ng-star-inserted" data-start-index="910">, spostandosi verso prodotti più economici invece di smettere di fumare</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="981">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" data-start-index="982"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="982">Accessibilità per i giovani:</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1010"> Il costo irrisorio abbatte le barriere economiche d&#8217;ingresso per le fasce di popolazione con minore capacità di spesa, inclusi i giovanissimi</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1152">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" data-start-index="1153"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1153">Paradosso del dosaggio:</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1176"> Senza il limite del costo, scompare il vincolo al consumo giornaliero, esponendo i consumatori a livelli di nicotina nel sangue potenzialmente molto superiori a quelli del fumo tradizionale</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1366">.</span></li>
</ul>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1367"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1367">L&#8217;industria sembra quindi saturare il mercato mantenendo alti profitti con il tabacco riscaldato per i segmenti più abbienti e catturando il resto della popolazione con liquidi a basso costo</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1557">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1367"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1557">In conclusione, la narrazione del &#8220;rischio ridotto&#8221; maschera una </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1624">nuova epidemia da nicotina</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1650">. Per contrastare queste strategie insidiose, il settore del </span><i class="ng-star-inserted" data-start-index="1711">tobacco control</i><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1726"> deve aggiornare urgentemente linguaggio e finalità d&#8217;intervento.</span></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Il ritratto dei nuovi consumi</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/06/23/il-ritratto-dei-nuovi-consumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 07:17:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[nicotina]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le sigarette tradizionali continuano a perdere terreno in Italia, ma il consumo di nicotina resta sostanzialmente stabile grazie alla diffusione di nuovi prodotti</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/06/23/il-ritratto-dei-nuovi-consumi/">Il ritratto dei nuovi consumi</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il quadro che emerge dal XXVIII Congresso Nazionale Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale organizzato dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità riporta un andamento nuovo rispetto al consumo di tabacco. Un articolo della Fondazione Veronesi riprende proprio questi dati sottolineando le novità e le differenze rispetto ai consumi e alle modalità di assunzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le sigarette tradizionali continuano a perdere terreno in Italia, ma il consumo di nicotina resta sostanzialmente stabile grazie alla diffusione di nuovi prodotti</strong> come sigarette elettroniche, dispositivi a tabacco riscaldato e bustine di nicotina.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="585" data-end="965">Particolarmente preoccupante è<strong> il coinvolgimento di adolescenti e preadolescenti</strong>. Secondo un’indagine dell’ISS, oltre 850.000 ragazzi tra i 14 e i 17 anni e circa 93.000 tra gli 11 e i 13 anni hanno utilizzato almeno un prodotto contenente nicotina nell’ultimo mese. Crescono inoltre l’uso quotidiano e il cosiddetto “policonsumo”, ovvero l’utilizzo contemporaneo di più prodotti.<br />
<strong>La sigaretta elettronica è oggi il prodotto più diffuso tra gli studenti, seguita dai dispositivi a tabacco riscaldato,</strong> che per la prima volta superano le sigarette tradizionali. Tre quarti dei giovani consumatori dichiarano di aver iniziato proprio con questi nuovi prodotti, considerati spesso erroneamente meno dannosi.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1291" data-end="1532"><strong>Tra le novità emergono le bustine di nicotina</strong>, già provate da quasi un adolescente su dieci. Molti utilizzatori riferiscono effetti collaterali come nausea, capogiri e tachicardia, sintomi riconducibili a un’eccessiva assunzione di nicotina.<br />
Anche tra gli adulti il quadro appare complesso. Se il consumo esclusivo di sigarette è sceso dal 30% al 23% tra il 2008 e il 2025, considerando tutti i prodotti contenenti nicotina la riduzione è minima, passando dal 30% al 27%.<strong> Il fenomeno è particolarmente evidente tra donne e giovani adulti, che tendono a sostituire le sigarette con altri dispositivi anziché abbandonare la nicotina.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1925" data-end="2123" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Nel frattempo aumentano le richieste di aiuto per smettere, ma <strong>i Centri Antifumo attivi in Italia sono solo 221, un numero ritenuto insufficiente per rispondere alla crescente domanda di assistenza.</strong></p>
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		<item>
		<title>Come sta cambiando il consumo di tabacco</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/06/15/come-sta-cambiando-il-consumo-di-tabacco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 06:27:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco e nicotina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sebbene le sigarette tradizionali siano in calo, l'emergere di nuovi dispositivi elettronici e le aggressive strategie di marketing dell'industria mantengono alta la dipendenza, specialmente tra le nuove generazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/06/15/come-sta-cambiando-il-consumo-di-tabacco/">Come sta cambiando il consumo di tabacco</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Sul sito dell&#8217;ARS Toscana, in occasione della <em><strong>Giornata mondiale senza il tabacco</strong></em>, è possibile leggere un approfondimento che analizza come il consumo di tabacco e nicotina stia attraversando una fase di </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="113">profonda trasformazione</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="136"> piuttosto che di declino definitivo</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="172">.</span></div>
<div data-start-index="0">Il tema scelto per l’edizione 2026 è <a title="vai alla pagina sul sito Oms: World No Tobacco Day 2026: Unmasking the appeal – countering nicotine and tobacco addiction" href="https://www.who.int/news/item/17-10-2025-world-no-tobacco-day-2026--unmasking-the-appeal---countering-nicotine-and-tobacco-addiction" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Smascherare l’attrattiva – contrastare la dipendenza da nicotina e tabacco”</strong></a>, che punta il focus sul proteggere i consumatori, specialmente, i più giovani, dalle strategie ingannevoli dell’industria.</div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="172"> Sebbene le sigarette tradizionali siano in calo, l&#8217;emergere di nuovi dispositivi elettronici e le aggressive strategie di marketing dell&#8217;industria mantengono alta la dipendenza, specialmente tra le </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="372">nuove generazioni</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="389">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="390"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="390">Di seguito una sintesi dei singoli temi trattati:</span></div>
<ul class="ng-star-inserted">
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="439"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="439">L&#8217;attrattiva del tabacco e le strategie di marketing:</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="492"> l&#8217;industria utilizza design curati, aromi vari e i social media per rendere i prodotti alla nicotina simboli di successo e libertà, puntando a catturare i giovani e a veicolare un&#8217;immagine di innocuità dei nuovi dispositivi</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="716">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="717"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="717">Il nuovo mercato della nicotina:</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="749"> il consumo complessivo di nicotina non è diminuito, è solo cambiato il modo di assumerla</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="838">. L&#8217;introduzione delle sigarette elettroniche ha </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="887">abbassato l&#8217;età di inizio</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="912"> del fumo e ha favorito il fenomeno dei &#8220;fumatori duali&#8221;, che usano sia e-cig che sigarette tradizionali</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1016">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1017"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1017">Previsioni globali e scenario europeo:</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1055"> a livello mondiale si stima un calo della prevalenza del fumo entro il 2050, con un conseguente aumento dell&#8217;aspettativa di vita</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1184">. L&#8217;Unione Europea si è posta l&#8217;obiettivo di una </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1233">&#8220;generazione tobacco-free&#8221; entro il 2040</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1273">, nonostante l&#8217;alta diffusione di e-cig tra gli adolescenti europei</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1340">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1341"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1341">I fumatori in Italia:</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1362"> nel 2025, il </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1376">18,6% della popolazione italiana</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1408"> sopra gli 11 anni fuma regolarmente</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1444">. Dopo un calo pre-pandemia, i dati si sono stabilizzati, mostrando inoltre una riduzione del divario di genere: gli uomini fumano meno rispetto al passato, mentre il consumo tra le donne è lievemente aumentato</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1654">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1655"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1655">I giovani in Toscana (Dati EDIT):</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1688"> quasi la metà degli studenti toscani ha provato a fumare nella vita</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1756">. È preoccupante l&#8217;aumento dell&#8217;uso di sigarette elettroniche tra le ragazze (53,2%) e la diffusione del </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1861">policonsumo</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1872">, ovvero l&#8217;utilizzo combinato di diversi prodotti a base di nicotina</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1940">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1941"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1941">Popolazione adulta e anziana in Toscana (Dati PASSI):</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1994"> circa il 20,5% degli adulti toscani fuma, con una prevalenza maggiore tra i giovani adulti (25-34 anni) e in contesti di </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="2116">disagio socioeconomico</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2138">. Tra gli over 65, la quota di fumatori scende al 9,5%, con un&#8217;alta percentuale di ex fumatori</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2232">.</span></li>
</ul>
<p><b class="ng-star-inserted" data-start-index="2233">Conclusioni e sfide per la prevenzione:</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2272"> il monitoraggio costante e il rafforzamento delle politiche di prevenzione sono essenziali per contrastare il marketing rivolto ai minori e per ridurre le disuguaglianze sociali e sanitarie legate al tabagismo.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/06/15/come-sta-cambiando-il-consumo-di-tabacco/">Come sta cambiando il consumo di tabacco</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aumentare il prezzo delle sigarette</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/06/10/aumentare-il-prezzo-delle-sigarette/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 07:31:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[fumo]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[sigarette]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia il fumo continua ad avere numeri elevati e nonostante questo, il costo delle sigarette resta tra i più bassi d’Europa.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" data-start="0" data-end="419">Un articolo del Post riporta il <strong>dibattito circa la misura preventiva di aumentare il prezzo del tabacco per disincentivarne il consumo. </strong><br />
La proposta di aumentare di 5 euro il prezzo delle sigarette e dei prodotti con nicotina è vicina al traguardo delle 50mila firme necessarie per approdare in Parlamento come legge di iniziativa popolare. Tra i promotori dell’iniziativa c’è l’<span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Associazione Italiana di Oncologia Medica</span></span>, che stima per lo Stato un possibile gettito aggiuntivo fino a 13,8 miliardi di euro l’anno e una riduzione dei consumi di tabacco del 37%.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="421" data-end="818"><strong>In Italia il fumo continua ad avere numeri elevati:</strong> fuma circa un adulto su quattro, con una media di 12 sigarette al giorno, mentre più di un adolescente su tre utilizza prodotti contenenti nicotina. <strong>Nonostante questo, il costo delle sigarette resta tra i più bassi d’Europa</strong>. Un pacchetto costa in media 6,37 euro, meno della media europea e molto lontano dai quasi 19 euro registrati in Irlanda.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="820" data-end="1263"><strong>Secondo gli esperti, aumentare il prezzo delle sigarette è una delle strategie più efficaci per contrastare il tabagismo.</strong> Una posizione sostenuta anche dall’<span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Organizzazione Mondiale della Sanità</span></span>, che da anni indica la leva fiscale come il principale strumento di prevenzione. Diversi studi internazionali confermano infatti che prezzi più alti riducono i consumi, soprattutto tra i giovani e le fasce di popolazione economicamente più fragili.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1265" data-end="1665">Proprio su questo punto si concentra però il dibattito. <strong>Le associazioni e gli economisti ricordano che le tasse sul tabacco hanno un effetto regressivo, perché pesano maggiormente sui redditi più bassi. In Italia oltre un terzo dei fumatori vive già difficoltà economiche e l’aumento dei prezzi potrebbe incidere sui bilanci familiari, spingendo alcune persone a rinunciare ad altre spese essenziali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1667" data-end="2109" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Gli studiosi di economia comportamentale evidenziano tuttavia come <strong>il rincaro possa diventare un incentivo concreto a smettere di fumare, rendendo meno immediato l’acquisto di un nuovo pacchetto.</strong> Restano però <strong>le incognite legate al contrabbando, al passaggio verso prodotti più economici e alle strategie dell’industria del tabacco</strong>, che spesso interviene sui prezzi o sulle confezioni per limitare l’impatto delle nuove tasse sui consumatori.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rassegna clinica sul tabagismo</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/20/rassegna-clinica-sul-tabagismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 06:37:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco e nicotina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31855</guid>

					<description><![CDATA[<p>I risultati di una recentissima survey promossa da FeDerSerD a livello nazionale confermano in modo aggiornato e approfondito la realtà e le esperienze nei contesti territoriali e offrono spunti operativi per rafforzare le competenze cliniche e implementare modelli di analisi e intervento territoriali</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/20/rassegna-clinica-sul-tabagismo/">Rassegna clinica sul tabagismo</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La rivista <em>Mission</em> del mese di marzo 2026, n° 73, propone una interessante <strong>rassegna clinica del Tabagismo</strong>. Nel presentare questa rassegna Alfio Lucchini ci ricorda che il tabagismo rappresenta una delle sfide più importanti per la sanità pubblica a livello globale. Questo non solo dal punto di vista clinico ed epidemiologico, ma anche in termini di anni di vita persi per disabilità e mortalità prematura.</p>
<p>&#8221; A livello mondiale otto milioni di persone muoiono ogni anno a causa dell’uso diretto di prodotti del tabacco, mentre il fumo passivo è responsabile di oltre un milione di decessi&#8221;. In Italia i dati sono di 90.000 decessi l&#8217;anno, che hanno costi sanitari e sociali stimati superiori ai 26 miliardi di euro annui.</p>
<p>Nonostante le politiche messe in atto nel nostro paese per contrastare il fumo di tabacco, ancora una percentuale significativa di adulti (il 20%) continua a fare uso di tabacco, con tassi crescenti tra i giovani adulti e una <strong>preoccupante diffusione del “policonsumo” (sigarette tradizionali, tabacco riscaldato, sigarette elettroniche).</strong></p>
<p>Presidi fondamentali per contrastare questo fenomeno sono rappresentati dai Ser.D., un punti di riferimento strategico per l’intercettazione precoce, la diagnosi e il trattamento della dipendenza da nicotina.</p>
<p>I risultati di una recentissima survey promossa da FeDerSerD a livello nazionale confermano in modo aggiornato e approfondito la realtà e le esperienze nei contesti territoriali e offrono <strong>spunti operativi per rafforzare le competenze cliniche e implementare modelli di analisi e intervento territoriali.</strong></p>
<p>FeDerSerD ha deciso di valorizzare ulteriormente l’area della dipendenza da nicotina, avvalendosi della competenza del suo Settore tematico nazionale Tabagismo, con il quale promuove questa Rassegna Clinica del Tabagismo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/20/rassegna-clinica-sul-tabagismo/">Rassegna clinica sul tabagismo</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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		<title>Fumo di tabacco e riduzione dei rischi</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/11/fumo-di-tabacco-e-riduzione-dei-rischi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 06:26:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[nicotina e tabacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Decenni di evidenze scientifiche dimostrano che è l’esposizione al fumo prodotto dalla combustione — non la nicotina in sé — a causare le malattie correlate al tabacco.<br />
Questa distinzione è fondamentale: mentre la nicotina crea dipendenza, sono le migliaia di sostanze tossiche generate dalla sigaretta tradizionale a causare cancro e patologie cardiovascolari.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Un articolo pubblicato sul sito MOHRE ci ricorda che nonostante decenni di campagne antifumo il mondo conta ancora </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="63">un miliardo di fumatori</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="86"> e oltre </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="95">7 milioni di decessi annui</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="121">. Tuttavia, una nuova prospettiva scientifica pubblicata su </span><i class="ng-star-inserted" data-start-index="181">Nature Health</i><span class="ng-star-inserted" data-start-index="194"> suggerisce che la chiave per accelerare il declino del tabagismo non sia vietare la nicotina, ma eliminare la combustione</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="316">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="317"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="345">Decenni di evidenze scientifiche dimostrano che è l’esposizione al fumo prodotto dalla combustione — non la nicotina in sé — a causare le malattie correlate al tabacco</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="514">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="317"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="514"> Questa distinzione è fondamentale: mentre la nicotina crea dipendenza, sono le migliaia di sostanze tossiche generate dalla sigaretta tradizionale a causare cancro e patologie cardiovascolari</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="707">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="708"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="708">I dati internazionali confermano l&#8217;efficacia delle alternative </span><i class="ng-star-inserted" data-start-index="771">smoke-free</i><span class="ng-star-inserted" data-start-index="781">. La </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="786">Svezia</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="792">, grazie all&#8217;uso dello snus, vanta tassi di cancro ai polmoni inferiori alla metà della media UE</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="888">. </span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="708"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="888">La </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="893">Nuova Zelanda</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="906"> ha visto un crollo drastico del fumo dopo il 2018, rendendo le sigarette elettroniche regolamentate più accessibili</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1022">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1023"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1023">Il problema attuale, secondo gli esperti, è il paradosso normativo per cui i prodotti più letali restano ampiamente disponibili, mentre le alternative meno dannose affrontano restrizioni severe</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1216">. Johann Rossi Mason, direttrice di MOHRE, spiega: </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1267">&#8220;L&#8217;idea è apparentemente semplice: poiché non tutti i prodotti al nicotina sono ugualmente pericolosi, non dovrebbero essere trattati dalla legge come se lo fossero&#8221;</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1432">.</span></div>
<div class="paragraph is-rich-chat-ui normal ng-star-inserted" style="text-align: justify;" data-start-index="1433"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1433">Per raggiungere l&#8217;obiettivo di una prevalenza di fumatori inferiore al </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1504">5% entro il 2040</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1520">, è necessaria una volontà politica che integri la riduzione del danno, superando le resistenze ideologiche e puntando su una regolamentazione proporzionata al rischio reale dei prodotti.</span></div>
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		<title>I fumatori a bassa intensità non sono esenti da rischi: una ricerca</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/04/10/i-fumatori-a-bassa-intensita-non-sono-esenti-da-rischi-una-ricerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 06:44:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[fumo da tabacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I fumatori a bassa intensità, a differenza dei fumatori pesanti, subiscono anche meno pressioni sociali o familiari per cambiare abitudine. E in molti casi il loro fumo è legato più a fattori emotivi e psicosociali che a una vera dipendenza fisiologica dalla nicotina — il che lo rende paradossalmente più difficile da trattare con gli approcci clinici convenzionali.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>I fumatori non quotidiani o a bassa intensità</strong> non sono esenti da rischi per la salute. E&#8217; quanto riporta un articolo sul sito di MOHRE (Mediterranean Observatory on Harm REduction) riprendendo i risultati di una ricerca pubblicata sul New England Journal of Medicine che si è concentrata sull&#8217;America Latina.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio prende in esame quella&#8221;(&#8230;) <strong>fascia silenziosa di consumatori</strong> che si sente esentata dai rischi: chi fuma cinque sigarette al giorno, chi accende una sigaretta solo al weekend, chi giura di poter smettere quando vuole&#8221;. Bassi consumi che portano le persone a sottovalutare i rischi che corrono, mostrando nei fatti una minore motivazione a smettere in quanto <strong>convinti che il loro consumo sia sostanzialmente innocuo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una fascia presa poco in considerazioni anche dalle campagne di salute pubblica, che si concentrano prevalentemente sui consumatori pesanti.</p>
<p style="text-align: justify;">I fumatori a bassa intensità, &#8221; (&#8230;) a differenza dei <strong>fumatori pesanti</strong>, subiscono anche meno pressioni sociali o familiari per cambiare abitudine. E in molti casi il loro fumo è legato più a fattori emotivi e psicosociali che a una vera dipendenza fisiologica dalla nicotina — il che lo rende paradossalmente più difficile da trattare con gli approcci clinici convenzionali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">In America Latina nonostante i tassi complessivi di fumo siano in calo, per quello non quotidiano e a bassa intensità si registrano aumenti. Questo non per mancanza di volontà, ma perché risulta carente la formazione nelle tecniche di consulenza breve, e gli interventi di cessazione rimangono inadeguati. Difficilmente questi fumatori vengono indirizzati ad uno specialista, quando invece beneficerebbero moltissimo di un breve intervento mirato già a livello di medicina di base.</p>
<p>Per quanto riguarda le terapie di cura attuali, esse risultano efficaci? Se per i forti fumatori, l’efficacia della farmacoterapia è consolidata, mancano studi sulla fascia dei fumatori a bassa intensità. Per colmare questa lacuna è nato il progetto pilota <strong>IMPACT</strong>, che ha dimostrato che sia la <strong>terapia sostitutiva della nicotina sia la vareniclina</strong> possono essere utili anche in questa popolazione di fumatori.</p>
<p>Uno degli elementi che emerge dallo studio riguarda in particolare le <strong>motivazioni personali</strong>.</p>
<p>&#8220;<strong>Tradizionalmente, gli interventi di cessazione sono stati progettati per chi vuole già smettere</strong>. Ma le prove più recenti indicano che gli interventi rivolti a fumatori che non sono ancora pronti a farlo possono essere efficaci quanto quelli destinati a chi è già motivato. Questo cambia radicalmente la prospettiva: i medici non dovrebbero aspettare che il paziente chieda aiuto, ma proporlo attivamente, anche al <span class="il">fumatore</span> <span class="il">leggero</span> che si sente «fuori dai radar».</p>
<p>Nelle conclusioni la ricerca sostiene che &#8221; <strong>la sfida</strong>, in definitiva, non è solo scientifica ma anche sistemica: molti paesi hanno sviluppato linee guida nazionali che considerano i fumatori a bassa intensità, ma la loro adozione è spesso incompleta e incoerente. Le ragioni sono strutturali — formazione limitata dei medici, mancanza di integrazione nei flussi di lavoro della medicina di base, accesso insufficiente alle terapie farmacologiche — e <strong>richiedono investimenti e volontà politica, non solo buone intenzioni&#8221;</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un farmaco per smettere di fumare rimborsato dallo Stato</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/04/07/un-farmaco-per-smettere-di-fumare-rimborsato-dallo-stato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 06:49:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[politiche sanitarie]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia dal 30 Marzo 2026 la citisina sarà un farmaco rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/04/07/un-farmaco-per-smettere-di-fumare-rimborsato-dallo-stato/">Un farmaco per smettere di fumare rimborsato dallo Stato</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>La citisina è uno dei principi attivi più efficaci per contrastare la dipendenza da nicotin</strong>a. Sebbene venga prodotta da molto tempo è ancora una sostanza poco conosciuta in Italia. Il principio attivo viene estratto dal Cytisus laburnum, una pianta nota con il nome di maggiociondolo, e la sua efficacia è nota da tempo. Nonostante la prima pillola a base di citisina fu prodotta nel 1964 in Bulgaria, solo<strong> nel 2024 l&#8217;Organizzazione mondiale della Sanità l&#8217;ha inserita nella lista dei farmaci essenziali per combattere la dipendenza da fumo di sigarett</strong>e.</p>
<p style="text-align: justify;">Un articolo del Post rende noto che <strong>dal 30 Marzo 2026 in Italia la citisina sarà un farmaco rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale</strong>, rendendo la terapia a costo zero per il paziente. L&#8217;unico requisito per accedere al farmaco è essersi rivolti ad un centro antifumo, e portare avanti oltre alla terapia farmacologica, un percorso psicologico e comportamentale. Il farmaco veniva venduto in precedenza come prodotto galenico in farmacia, mentre da ora in avanti sarà disponibile gratuitamente in una confezione da 100 pillole (che senza rimborso ha un costo di 90 euro). Come si legge nell&#8217;articolo l’idea è che il paziente smetta di fumare dopo cinque giorni dall’inizio della terapia e poi continui a prendere le pillole diminuendone l’assunzione gradualmente.</p>
<p style="text-align: justify;">La citisina agisce sugli stessi recettori nervosi attivati dalla nicotina, e per questo, ha un&#8217;<strong>efficacia doppia: si annullano gli effetti piacevoli legati all&#8217;uso della sigaretta e limita invece quelli negativi dell&#8217;astinenza. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo gli ultimi dati in Italia i fumatori stanno diminuendo ma gli adulti fumatori rappresentano comunque un quarto della popolazione, con un carico economico sullo Stato di spese dirette e indirette di circa 26 miliardi di euro all&#8217;anno.</p>
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		<title>Duty free e tabacco: una zona critica</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/17/duty-free-e-tabacco-una-zona-critica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 07:52:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=31161</guid>

					<description><![CDATA[<p>Secondo un recente report di Tobacco tactics, l’esistenza stessa del duty-free contraddice il principio base del controllo del tabacco: l’aumento dei prezzi riduce i consumi.<br />
Vendere tabacco a prezzo scontato incoraggia il consumo e facilita le ricadute degli ex fumatori.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un articolo sul sito <em>Tobacco Endgame </em>prende in esame la <strong>vendita di tabacco all&#8217;interno dei Duty Free degli aeroporti</strong>. Una vendita che negli aeroporti italiani ha ripreso i ritmi pre pandemia.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa ripresa delle vendite sembra dovuto a due cause: la prima riguarda i viaggiatori britannici, che dal 1° gennaio 2021, hanno riacquistato il diritto agli acquisti <em>tax-free, </em>ed essi rappresentano una fetta importante di turisti nel nostro paese. La seconda causa è relativa all&#8217;aumento delle vendite di prodotti a tabacco riscaldato (HTP).</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che l&#8217;articolo evidenzia è il fatto che <strong>le vendite nei Duty Free hanno un impatto negativo sia sulla salute pubblica che sulle entrate dello stato. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo un recente report di <a href="https://www.tobaccotactics.org/article/the-duty-free-tobacco-sector-and-lobby/">Tobacco tactics</a>, &#8220;(&#8230;) l’esistenza stessa del duty-free contraddice il principio base del controllo del tabacco: l’aumento dei prezzi riduce i consumi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vendere tabacco a prezzo scontato incoraggia il consumo e facilita le ricadute degli ex fumatori&#8221;. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a questo impatto sulla salute, l’OMS stima che <strong>le vendite duty-free sottraggano alle casse dei governi circa 7 miliardi di dollari l’anno in mancate accise. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mancate entrate a cui si aggiungono quelle relative &#8220;(&#8230;) al fenomeno del <em>contrabbando di formiche </em>(piccole quantità trasportate ripetutamente per eludere i controlli) e la deviazione di prodotti destinati all’export verso i mercati neri interni, che sono problemi endemici, come dimostrano i casi lungo il confine USA-Messico e nelle zone franche del Cile&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il report i Duty Free, che hanno tra i loro finanziatori alcune lobby del tabacco, vengono presentati come luoghi controllati, ma i gestori si dimostrano resti ad indagare più a fondo sui legami tra duty-free e commercio illecito, come è emerso durante la <strong>MOP 4</strong> (la riunione delle parti del Protocollo tenutasi a Ginevra nel novembre 2025) dove la proposta di approfondimento sul tema è stata accantonata.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a questa situazione l&#8217;articolo conclude che sarebbe importante un&#8217;applicazione rigorosa del <strong><a href="https://www.tabaccoendgame.it/news/oms-protocollo-per-eliminare-il-commercio-illegale-di-prodotti-del-tabacco-una-panoramica/">Protocollo per l’eliminazione del commercio illecito</a></strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/17/duty-free-e-tabacco-una-zona-critica/">Duty free e tabacco: una zona critica</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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		<title>Droghe, legalità e interessi economici: una riflessione</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/15/droghe-legalita-e-interessi-economici-una-riflessione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 07:50:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[CANNABIS]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[comportamenti e dipendenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo stato di legalità di una sostanza non significa automaticamente tutelare la salute dei consumatori, ma vanno trovate delle regolamentazioni che vadano in quel senso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/15/droghe-legalita-e-interessi-economici-una-riflessione/">Droghe, legalità e interessi economici: una riflessione</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una riflessione sulla <strong>legalità delle sostanze, diritto alla salute e interessi economici</strong>. E&#8217; quanto si può leggere sul sito droga.net a cura di Riccardo Gatti, medico, specialista in psichiatria e psicoterapeuta. Gatti parte riflettendo sulle sostanze legali (alcol e tabacco) e il loro utilizzo, che ogni anno provoca migliaia di morti ( 90.000 per il tabacco e 20.000 per l&#8217;alcol).</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Cause di morte evitabili che colpiscono meno l’attenzione di una singola overdose in un parchetto. Sembrano non importare, pur portando con sé tante storie di dipendenza e malattia.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa problematica situazione c’è anche chi pensa che, trasformando ciò che è illecito o strettamente regolamentato in modo restrittivo, in qualcosa di lecito e accessibile oppure, viceversa, qualcosa di lecito e accessibile in qualcosa di illecito o di strettamente regolamentato, si risolvano molti problemi. Purtroppo non è così e non è solo storia del passato quando gli USA inventarono il proibizionismo degli alcolici per, poi, fare marcia indietro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Stesso discorso su<strong> legalità e comportamenti additivi</strong> si può fare per il Gioco d&#8217;Azzardo. Con la narrazione che rendendolo legale si sarebbe fatto emergere il gioco illegale si è creato un mercato legale che ogni anno vede la spesa degli italiani aumentare. Nel 2024 siamo a 157,6 miliardi giocati. Gatti si chiede se è stata la strategia migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro esempio preso in considerazione è quello degli oppioidi, legali negli USA, che in pochi anni hanno fatto migliaia di morti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo stato di legalità di una sostanza non significa automaticamente tutelare la salute dei consumatori, ma vanno trovate delle regolamentazioni che vadano in quel senso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La legalizzazione della Cannabis in alcuni stati USA recentemente è stata messa in discussione da un autorevole quotidiano liberal e progressista, sostenendo che forse non è così innocua come si credeva ed i problemi che crea diventano ora evidenti. Lo stesso quotidiano però sostiene che non si tratta di fare marcia indietro, ma di trovare regolamentazioni adeguate.</p>
<p style="text-align: justify;">Fare passi indietro pone anche diverse criticità. &#8220;(&#8230;) Nel momento in cui si è consolidata una catena produttiva e di offerta che serve un numero ampio di consumatori, un passo indietro potrebbe ributtarli nelle mani del mercato illecito, mettendo anche in difficoltà imprese lecite, relativi investitori e le entrate fiscali.</p>
<p style="text-align: justify;">E si noti che qualcosa di simile a quanto è accaduto per la cannabis sembra già da qualche anno in preparazione negli USA con un proclamato “<strong>rinascimento psichedelico</strong>” che nasce nella Silicon Valley e che, più del ritorno di una “controcultura”, potrebbe diventare una iniziativa commerciale in grande stile, con le conseguenze del caso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Gatti conclude che &#8220;(&#8230;) Se<strong> la repressione dei traffici illeciti rimane indispensabile</strong>, la decisione di ciò che è illecito e di ciò che non lo è, assieme alle relative regole, va meglio ponderata, anche in senso previsionale, e verificata nei suoi effetti reali: ogni scelta in questo ambito comporta vantaggi e svantaggi e l’illusione trasmessa dalla politica e dalla comunicazione che i vantaggi siano da una parte sola è, appunto, una illusione che porta, come abbiamo visto, ad errori gravi&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/15/droghe-legalita-e-interessi-economici-una-riflessione/">Droghe, legalità e interessi economici: una riflessione</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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