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	<title>POLITICHE SOCIALI E SANITARIE Archivi - CESDA</title>
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	<description>centro studi e documentazione su dipendenze e aids</description>
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	<title>POLITICHE SOCIALI E SANITARIE Archivi - CESDA</title>
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	<item>
		<title>Politiche sulle droghe e diritti dei minori</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/10/01/politiche-sulle-droghe-e-diritti-dei-minori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 06:09:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[droghe e minori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando la protezione viene ridotta alla sola proibizione, le conseguenze reali su salute, istruzione e relazioni familiari rischiano infatti di rimanere invisibili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/10/01/politiche-sulle-droghe-e-diritti-dei-minori/">Politiche sulle droghe e diritti dei minori</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="0">Il sito di <strong>Fuoriluogo</strong> riporta i risultati del lavoro di una commissione internazionale che si è occupata di diritti dell&#8217;infanzia e politiche sulle droghe.</div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="61"><span data-start-index="61">Il policy brief della<strong> Global Commission on Drug Policy</strong>, intitolato </span><i data-start-index="128">Making children and young people visible in drug policy: a child rights-based agenda for reform</i><span data-start-index="223">, invita a superare una prospettiva puramente proibizionista</span><span data-start-index="283">. Come sottolinea il rapporto «salute, ascolto e diritti dei minori devono guidare le politiche sulle droghe», lasciando alle spalle la semplice retorica della tutela</span><span data-start-index="448">. </span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="61"><span data-start-index="448">Quando la protezione viene ridotta alla sola proibizione, le conseguenze reali su salute, istruzione e relazioni familiari rischiano infatti di rimanere invisibili</span><span data-start-index="613">.</span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="61"><span data-start-index="613"> Fondando le sue tesi sulla Convenzione ONU sui diritti dell&#8217;infanzia, la Commissione richiama gli Stati al rispetto dell&#8217;articolo 33, integrato però con i principi di non discriminazione, superiore interesse del minore e diritto all&#8217;ascolto</span><span data-start-index="855">.</span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="856"><span data-start-index="856">Per orientare questo cambiamento, il rapporto individua quattro priorità fondamentali</span><span data-start-index="941">. La prima urgenza riguarda la </span><b data-start-index="972">privazione della libertà</b><span data-start-index="996"> e l&#8217;impatto delle risposte punitive</span><span data-start-index="1032">. Arresti, precedenti penali e persino strutture terapeutiche coercitive — ricordando che «il nome terapeutico di una struttura non basta a renderla rispettosa dei diritti» — finiscono per compromettere il futuro dei giovani</span><span data-start-index="1256">. </span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="856"><span data-start-index="1256">La Commissione chiede di depenalizzare l&#8217;uso e il possesso personale tra i minori, promuovere la giustizia riparativa ed evitare l&#8217;automatismo che separa i figli dai genitori per il solo consumo di sostanze</span><span data-start-index="1464">. </span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="856"><span data-start-index="1464">La seconda priorità investe l&#8217;</span><b data-start-index="1496">accesso ai medicinali controllati</b><span data-start-index="1529">, denunciando come il timore della diversione dei farmaci blocchi spesso la distribuzione di cure palliative, anestetici e medicinali per il dolore pediatrico</span><span data-start-index="1687">. </span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="1849"><span data-start-index="1849">La terza priorità si concentra sulla </span><b data-start-index="1886">prevenzione dei danni evitabili</b><span data-start-index="1917">. Rifiutando una rigida pedagogia della paura — fatta di test antidroga, sospensioni o espulsioni che spingono gli adolescenti a nascondere i propri bisogni — il brief propone un&#8217;informazione accurata e interventi di riduzione del danno</span><span data-start-index="2153">. Viene citato il modello statunitense </span><i data-start-index="2192">Safety First</i><span data-start-index="2204">, da cui deriva l&#8217;adattamento italiano «Adolescenti e droghe», basato sull&#8217;ascolto e la consapevolezza</span><span data-start-index="2306">. </span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="1849"><span data-start-index="2306">La quarta priorità affronta la </span><b data-start-index="2339">protezione dallo sfruttamento nelle economie illegali</b><span data-start-index="2392">: i ragazzi reclutati dal narcotraffico devono essere riconosciuti come vittime di coercizione e povertà da tutelare, anziché semplici criminali da sanzionare</span><span data-start-index="2550">. Viene inoltre chiesta la proibizione di pratiche invasive come le fumigazioni aeree delle coltivazioni</span><span data-start-index="2654">.</span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="2655"><span data-start-index="2655">Il rapporto segnala un profondo problema metodologico: «se l’unico esito osservato è l’assenza di consumo, diventano secondarie la continuità scolastica, la possibilità di chiedere aiuto, la tutela dalla violenza, l’accesso ai medicinali»</span><span data-start-index="2893">. </span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="2655"><span data-start-index="2893">Per questa ragione, le undici raccomandazioni finali sollecitano verifiche di impatto, dati disaggregati e meccanismi permanenti di partecipazione giovanile</span><span data-start-index="3051">. Come si legge in chiusura, «la protezione comincia quando queste domande incidono sulle scelte e sui bilanci. Finché i giovani sono soggetti da evocare soltanto per giustificare la punizione, rimangono nascosti dietro lo scudo che gli adulti dicono di alzare per loro».</span></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Le politiche sulle droghe del Portogallo</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/09/27/le-politiche-sulle-droghe-del-portogallo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 06:04:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OPPIACEI]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze psichedeliche]]></category>
		<category><![CDATA[riduzione del danno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'approccio portoghese suscita un forte interesse globale perché ha dimostrato la possibilità di affrontare la tossicodipendenza attraverso metodi non punitivi e pragmatici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/09/27/le-politiche-sulle-droghe-del-portogallo/">Le politiche sulle droghe del Portogallo</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="58"><span data-start-index="58">Il <strong>Portogallo</strong> rappresenta un </span><b data-start-index="87">modello a livello internazionale per la riforma delle politiche sulla droghe</b><span data-start-index="152"> poiché, nel 2001, ha depenalizzato il possesso di tutte le sostanze per uso personale, ponendo la salute pubblica e la riduzione del danno al centro della risposta nazionale</span><span data-start-index="326">. Sul sito di <em>Aduc </em>è possibile leggere un approfondimento a tale riguardo<em>. </em></span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="58"><span data-start-index="326">Questa scelta storica è nata per fronteggiare una devastante </span><b data-start-index="389">crisi di eroina</b><span data-start-index="404"> alla fine degli anni &#8217;90, caratterizzata da un elevato tasso di mortalità per overdose e dalla più alta incidenza di HIV tra le persone che facevano uso di droghe iniettabili nell&#8217;Unione Europea</span><span data-start-index="599">.</span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="58"><span data-start-index="599"> L&#8217;approccio portoghese suscita un forte interesse globale perché ha dimostrato la possibilità di affrontare la tossicodipendenza attraverso metodi non punitivi e pragmatici</span><span data-start-index="773">.</span></div>
<div class="paragraph heading3" dir="auto" style="text-align: justify;" role="heading" data-start-index="775" aria-level="3"><span data-start-index="775">Ma come funziona questo modello?</span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="810"><span data-start-index="810">Il modello si basa sull&#8217;assunto pragmatico che il consumo di sostanze si verificherà comunque e che l&#8217;obiettivo prioritario debba essere la </span><b data-start-index="950">riduzione dei danni associati</b><span data-start-index="979">. La strategia nazionale, sviluppata su raccomandazione di una commissione multidisciplinare di esperti istituita nel 1998 e adottata nel 1999, <em><strong>integra prevenzione, trattamento, riduzione del danno e reinserimento sociale</strong></em></span><em><strong>.</strong></em></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="1201"><span data-start-index="1201">In pratica, la depenalizzazione non equivale a una legalizzazione o a una totale indifferenza</span><span data-start-index="1294">:</span></div>
<ul dir="auto" style="text-align: justify;">
<li class="paragraph list-item normal" data-start-index="1295"><b data-start-index="1295">Nessuna sanzione penale o carcere</b><span data-start-index="1328">: chi viene trovato in possesso di piccole quantità per uso personale non viene incriminato penalmente</span><span data-start-index="1430">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal" data-start-index="1431"><b data-start-index="1431">Commissioni di dissuasione multidisciplinari</b><span data-start-index="1475">: le persone vengono indirizzate a queste commissioni specializzate, le quali possono offrire collegamenti con i servizi sanitari e di supporto oppure applicare sanzioni amministrative minori</span><span data-start-index="1666">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal" data-start-index="1667"><b data-start-index="1667">Servizi di riduzione del danno e assistenza</b><span data-start-index="1710">: il sistema fornisce attrezzature sterili e gestisce </span><b data-start-index="1764">centri di prevenzione delle overdose</b><span data-start-index="1800"> con consumo sotto supervisione medica, senza pretendere l&#8217;astinenza come condizione preliminare per accedere all&#8217;aiuto</span><span data-start-index="1919">.</span></li>
</ul>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="1950"><span data-start-index="1950">I<strong> principali vantaggi</strong> riscontrati in Portogallo riguardano un drastico miglioramento degli indicatori di salute pubblica e un profondo cambiamento culturale</span><span data-start-index="2106">:</span></div>
<ul dir="auto" style="text-align: justify;">
<li class="paragraph list-item normal" data-start-index="2107"><b data-start-index="2107">Crollo delle infezioni da HIV</b><span data-start-index="2136">: le nuove diagnosi di HIV legate all&#8217;uso di droghe per via iniettiva sono diminuite da 583 nel 2005 a sole 19 nel 2024, registrando un calo di circa il </span><b data-start-index="2289">97%</b><span data-start-index="2292">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal" data-start-index="2293"><b data-start-index="2293">Ampio accesso ai trattamenti</b><span data-start-index="2321">: nel 2023, oltre </span><b data-start-index="2339">24.000 persone</b><span data-start-index="2353"> hanno ricevuto assistenza attraverso la rete pubblica di équipe multidisciplinari specializzate</span><span data-start-index="2449">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal" data-start-index="2450"><b data-start-index="2450">Cambiamento della percezione sociale</b><span data-start-index="2486">: l&#8217;uso problematico di sostanze ha smesso di essere visto come uno stigma, ma è stato riconosciuto come un </span><b data-start-index="2633">problema sanitario e sociale</b><span data-start-index="2661">.</span></li>
</ul>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="2705"><span data-start-index="2705">L&#8217;esperienza portoghese ha evidenziato che l&#8217;approccio è efficace, ma difficile da</span><b data-start-index="2762"> replicare</b><span data-start-index="2801"> e presenta precisi limiti strutturali</span><span data-start-index="2839">:</span></div>
<ul dir="auto">
<li class="paragraph list-item normal" style="text-align: justify;" data-start-index="2840"><b data-start-index="2840">Nessun beneficio dalla sola depenalizzazione</b><span data-start-index="2884">: modificare le leggi non basta se non si costruisce e mantiene un sistema integrato di servizi sanitari e sociali, accompagnato da un costante sostegno politico e dal coinvolgimento attivo delle forze dell&#8217;ordine</span><span data-start-index="3097">.</span></li>
<li class="paragraph list-item normal" style="text-align: justify;" data-start-index="3098"><b data-start-index="3098">Rischio di fallimento nei contesti frammentati</b><span data-start-index="3144">: esperimenti condotti altrove mostrano i limiti di interventi parziali</span><span data-start-index="3215">. Ad esempio, il progetto pilota in </span><b data-start-index="3251">Columbia Britannica</b><span data-start-index="3270"> non ha vincolato la polizia a indirizzare i cittadini ai servizi e non ha fornito fondi aggiuntivi ai trattamenti, senza mostrare benefici significativi per la salute pubblica</span><span data-start-index="3446">. In </span><b data-start-index="3451">Oregon</b><span data-start-index="3457">, l&#8217;instabilità della leadership, i ritardi nei servizi, l&#8217;opposizione della polizia e l&#8217;aumento dei decessi da fentanil hanno portato al malcontento pubblico e alla reintroduzione del reato di possesso nel 2024.</span></li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>I rischi dell&#8217;esposizione al fumo passivo</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/09/23/i-rischi-dellesposizione-al-fumo-passivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 06:43:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[fumo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'assenza della bruciatura del tabacco fa sì che le emissioni ambientali di numerose sostanze tossiche risultino generalmente inferiori rispetto al fumo tradizionale. Ciononostante, gli esperti precisano che l'aerosol o il vapore espirato non può essere equiparato ad aria pulita, in quanto contiene pur sempre nicotina, particelle ultrafini, metalli e composti organici volatili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/09/23/i-rischi-dellesposizione-al-fumo-passivo/">I rischi dell&#8217;esposizione al fumo passivo</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal" dir="auto" data-start-index="0"><span data-start-index="0">Il <strong>fumo passivo</strong> rappresenta un&#8217;emergenza sanitaria globale che, secondo i dati dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, provoca ogni anno la morte di oltre </span><b data-start-index="158">1,6 milioni di non fumatori</b><span data-start-index="185">. E&#8217; da questo dato che parte una riflessione contenuta in un articolo sul sito Mondosanità.</span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" data-start-index="0"><span data-start-index="185">Per quanto riguarda le <strong>sigarette tradizionali,</strong> la ricerca evidenzia come </span><b data-start-index="260">non esista alcuna soglia di esposizione considerata sicura</b><span data-start-index="318">. </span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span data-start-index="318">Il motivo principale risiede nella </span><b data-start-index="355">combustione</b><span data-start-index="366">: le sigarette convenzionali bruciano infatti il tabacco ad alte temperature, rilasciando una miscela complessa di gas, particolato e sostanze cancerogene, oltre a continuare a emettere fumo nell&#8217;ambiente anche negli intervalli tra una boccata e l&#8217;altra</span><span data-start-index="619">.</span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="620"><span data-start-index="620">Il quadro cambia quando si prendono in esame le </span><b data-start-index="668">sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato</b><span data-start-index="724">, la cui caratteristica fondamentale è l&#8217;</span><b data-start-index="765">assenza di combustione</b><span data-start-index="787">. L&#8217;assenza della bruciatura del tabacco fa sì che le emissioni ambientali di numerose sostanze tossiche risultino generalmente inferiori rispetto al fumo tradizionale</span><span data-start-index="954">. Ciononostante, gli esperti precisano che l&#8217;aerosol o il vapore espirato </span><b data-start-index="1028">non può essere equiparato ad aria pulita</b><span data-start-index="1068">, in quanto contiene pur sempre </span><b data-start-index="1100">nicotina, particelle ultrafini, metalli e composti organici volatili</b><span data-start-index="1168">. Inoltre, riscontrare una riduzione nelle emissioni di contaminanti non dimostra automaticamente una diminuzione equivalente di infarti, tumori o mortalità nei soggetti esposti passivamente, un aspetto che dovrà essere confermato nel tempo da studi indipendenti</span><span data-start-index="1430">.</span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="1431"><span data-start-index="1431">In questa cornice si colloca la strategia di </span><b data-start-index="1476">riduzione del rischio</b><span data-start-index="1497">, che richiede di distinguere la posizione dei fumatori da quella dei non fumatori</span><span data-start-index="1579">. </span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="1431"><span data-start-index="1579">Per un fumatore adulto che non intende o non riesce a smettere, la </span><b data-start-index="1648">sostituzione completa</b><span data-start-index="1669"> della sigaretta tradizionale con dispositivi privi di combustione diminuisce l&#8217;esposizione ai tossici per sé e, plausibilmente, per le persone vicine</span><span data-start-index="1819">. Per i non fumatori, invece, l&#8217;obiettivo prioritario resta evitare del tutto l&#8217;esposizione, poiché l&#8217;assenza totale di sostanze nocive è sempre preferibile rispetto a un&#8217;esposizione ridotta</span><span data-start-index="2009">.</span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="1431">&#8221; La sanità pubblica dovrebbe riuscire a tenere insieme entrambe le verità: <strong>la combustione resta il principale moltiplicatore del danno</strong>, ma nessun aerosol contenente nicotina e sostanze tossiche può essere considerato aria pulita&#8221;.</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/09/23/i-rischi-dellesposizione-al-fumo-passivo/">I rischi dell&#8217;esposizione al fumo passivo</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dalla lobby al bancone</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/09/20/dalla-lobby-al-bancone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 06:46:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=32565</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli autori sostengono che per difendere i propri mercati, la lobby del vino impiega articolate strategie cognitive e narrative. In primo luogo, finanzia e diffonde studi scientifici di minoranza per alimentare il dubbio sui rischi medici dell'alcol, attribuendo l'insorgenza di malattie a concause legate allo stile di vita individuale, come l'età o la sedentarietà. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/09/20/dalla-lobby-al-bancone/">Dalla lobby al bancone</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span data-start-index="0">In Francia, l&#8217;alcol provoca </span><b data-start-index="28">almeno 41.000 morti all&#8217;anno</b><span data-start-index="56"> e costa allo Stato circa 102 miliardi di euro tra spese sanitarie e perdita di produttività</span><span data-start-index="148">. Nonostante la crescita degli episodi di consumo eccessivo tra i giovani e il coinvolgimento dell&#8217;alcol in numerosi casi di violenza</span><span data-start-index="281">, la tutela della salute pubblica si scontra costantemente con l&#8217;enorme potere economico del comparto vinicolo</span><span data-start-index="391">. Di questo argomento parla un&#8217;articolo sul sito di <em>Altreconomia</em>, che intervista uno dei due autori del libro intitolato: <a href="https://www.raisonsdagir-editions.org/catalogue/lobbys-au-comptoir/" target="_blank" rel="noopener">“Des lobbys au comptoir”</a> (dalla <em>lobby</em> al bancone), pubblicato da Raisons d’agir nel novembre 2025. </span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="392"><span data-start-index="392">Gli autori sostengono che per difendere i propri mercati, la <strong>lobby del vino</strong> impiega articolate </span><b data-start-index="461">strategie cognitive e narrative</b><span data-start-index="492">. In primo luogo, finanzia e diffonde studi scientifici di minoranza per alimentare il dubbio sui rischi medici dell&#8217;alcol, attribuendo l&#8217;insorgenza di malattie a concause legate allo stile di vita individuale, come l&#8217;età o la sedentarietà</span><span data-start-index="731">. </span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="392"><span data-start-index="731">In secondo luogo, gli attori economici spostano il dibattito sul piano sociale e culturale, ridefinendo il vino non come un pericolo per la salute, ma come uno strumento di </span><b data-start-index="906">socializzazione, identità e patrimonio territoriale</b><span data-start-index="957">. </span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="392"><span data-start-index="957">Quando la comunità medica solleva obiezioni, la lobby tenta di minarne la credibilità, dipingendo ricercatori e dottori come &#8220;militanti&#8221; o &#8220;igienisti&#8221; moralisti</span><span data-start-index="1119">. Infine, promuove politiche di prevenzione incentrate solo sull&#8217;informazione individuale, facendo ricadere la responsabilità sul singolo consumatore ed evitando vincoli al marketing, alla pubblicità o ai prezzi</span><span data-start-index="1330">.</span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="1331"><span data-start-index="1331">D&#8217;altra parte, il fronte della salute pubblica fatica a far valere le proprie istanze a causa di una profonda </span><b data-start-index="1441">asimmetria di risorse</b><span data-start-index="1462">. I sostenitori della sanità dispongono infatti di un peso politico, organizzativo ed economico nettamente inferiore rispetto ai produttori</span><span data-start-index="1601">. Questi ultimi vantano una presenza diretta nelle istituzioni tramite l&#8217;ANEV, un gruppo di eletti transpartitico all&#8217;Assemblea nazionale dedicato alla difesa della filiera vinicola, che non ha equivalenti in ambito sanitario</span><span data-start-index="1826">. </span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="1331"><span data-start-index="1826">Inoltre, nelle commissioni parlamentari la quasi totalità delle audizioni coinvolge unicamente le organizzazioni dei produttori, escludendo gli esperti di sanità</span><span data-start-index="1989">. </span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="1331"><span data-start-index="1989">Di fatto questa sproporzione ha favorito il progressivo </span><b data-start-index="2038">indebolimento delle norme di prevenzione</b><span data-start-index="2078">, come avvenuto nel 2015 con la Legge Macron, che ha liberalizzato la promozione del vino facendola passare per semplice informazione enologica.</span></div>
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		<item>
		<title>Overdose: un problema di salute pubblica</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/09/17/32524/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 06:28:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OPPIACEI]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[overdose oppiacei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La criminalizzazione delle droghe crea un contesto in cui il consumo di stupefacenti viene percepito prima come un reato e solo in seguito come un problema di salute</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal" dir="auto" data-start-index="0"><span data-start-index="0">Un’<strong>overdose di droga</strong> rappresenta, a tutti gli effetti, un’emergenza medica trattabile rapidamente con i farmaci appropriati</span><span data-start-index="123">. Tuttavia, in Libano, la salute passa in secondo piano a causa di politiche fortemente punitive</span><span data-start-index="242">. Come evidenziato dall&#8217;articolo disponibile sul sito <em>Talking drugs</em> , </span><b data-start-index="274">&#8220;la criminalizzazione delle droghe crea un contesto in cui il consumo di stupefacenti viene percepito prima come un reato e solo in seguito come un problema di salute&#8221;</b><span data-start-index="441">. </span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" data-start-index="0"><span data-start-index="441">Questa distorsione trasforma un&#8217;emergenza medica in una questione di ordine pubblico, controllo delle forze dell&#8217;ordine e stigmatizzazione</span><span data-start-index="581">.</span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" data-start-index="582"><span data-start-index="582">La conseguenza più drammatica di questo approccio è la<strong> paura di chiedere soccorso</strong></span><span data-start-index="663">. In una normale emergenza medica, ad esempio una crisi glicemica, non si esita a chiamare un&#8217;ambulanza poiché la priorità assoluta è tenere in vita la persona</span><span data-start-index="822">. Nel caso delle sostanze illegali, invece, chi assiste a un&#8217;overdose deve compiere calcoli angoscianti</span><span data-start-index="925">. Chi fa uso di stupefacenti deve valutare se rivelare l&#8217;emergenza comporterà l&#8217;arrivo della polizia, dato che in Libano il solo possesso può costare fino a tre anni di carcere</span><span data-start-index="1101">. Di conseguenza, </span><b data-start-index="1119">&#8220;le persone non cercano aiuto finché non è troppo tardi o la situazione non è grave&#8221;</b><span data-start-index="1203">. </span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" data-start-index="582"><strong>La sopravvivenza non dipende quindi solo dalla medicina, ma dal sentirsi abbastanza al sicuro da chiedere aiuto.</strong></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" data-start-index="1317"><span data-start-index="1317">Oltre a ostacolare i soccorsi immediati, la criminalizzazione produce gravi danni collaterali sistemici</span><span data-start-index="1420">. Da un lato, alimenta un mercato illegale privo di regolamentazione in cui la potenza e la composizione delle sostanze sono sconosciute, aumentando esponenzialmente il rischio di decessi</span><span data-start-index="1607">. Dall&#8217;altro, inficia il sistema sanitario pubblico</span><span data-start-index="1658">.</span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" data-start-index="1317"><span data-start-index="1658"> In Libano, la circolare 55/1 del 2006 – che imponeva la segnalazione alla polizia di incidenti causati da terzi – è stata erroneamente estesa alle overdose</span><span data-start-index="1815">. Sebbene lo Stato abbia cercato di correggere l&#8217;interpretazione e vi siano alcuni ospedali &#8220;sicuri&#8221; che non segnalano i casi, la mancanza di monitoraggio e lo </span><b data-start-index="1975">&#8220;stigma latente da parte degli operatori sanitari&#8221;</b><span data-start-index="2025"> mantengono il rischio di arresto estremamente concreto</span><span data-start-index="2080">.</span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" data-start-index="2081"><span data-start-index="2081">Questa situazione dimostra che la perdita di vite umane non è una colpa del singolo, ma delle istituzioni: </span><b data-start-index="2188">&#8220;Le morti per overdose sono il risultato di un fallimento delle politiche, non di un fallimento morale&#8221;</b><span data-start-index="2291">. La criminalizzazione costringe a distinguere tra forme di sofferenza meritevoli di soccorso e forme che meritano punizione</span><span data-start-index="2415">. Per salvare vite, è necessario superare la logica repressiva</span><span data-start-index="2477">. </span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" data-start-index="2081"><span data-start-index="2477">L&#8217;introduzione di leggi sul &#8220;Buon Samaritano&#8221; e l&#8217;accesso universale al naloxone (attualmente limitato ai soli iscritti ai programmi di trattamento) sarebbero passi fondamentali per rimettere la salute pubblica al centro dell&#8217;intervento</span><span data-start-index="2715">. Fino a quando si privilegerà la punizione rispetto alla cura, le barriere create dallo Stato continueranno a ostacolare la sopravvivenza.</span></div>
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		<title>Prevenzione del virus HIV e diritti negati nei paesi africani</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/09/15/prevenzione-del-virus-hiv-e-diritti-negati-nei-paesi-africani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 06:41:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HIV/AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[Infezioni sessualmente trasmissibili]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[HIV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Ghana, la proposta di legge del 2026 estende la punibilità a livelli estremi, criminalizzando non solo l'identità, ma anche l'attivismo (advocacy), l'alleanza (allyship), le cure di affermazione di genere e qualsiasi programma di supporto mirato alla comunità. La legge promuove persino lo spionaggio sociale, incoraggiando i cittadini a denunciare i sospetti omosessuali.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span data-start-index="0">In occasione del<span dir="auto">la </span><a href="https://www.aidsmap.com/conferences/aids-2026"><span dir="auto">26ª Conferenza internazionale sull’AIDS (AIDS 2026) </span></a><span dir="auto">si è parlato anche</span> di norme discriminatorie e accesso alle cure per l&#8217;HIV.</span></div>
<div class="paragraph normal" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="991">
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Le riforme legislative in atto in paesi africani come Uganda e Ghana mostrano una grave escalation nella criminalizzazione non solo delle identità, ma di un&#8217;ampia gamma di comportamenti legati alla comunità LGBTQ+</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="205">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" data-start-index="206"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="206">Quali comportamenti vengono criminalizzati?</b> <span class="ng-star-inserted" data-start-index="250">Oltre alla criminalizzazione dell&#8217;</span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="284">identità LGBTQ+</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="299"> in sé</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="305">, le leggi colpiscono in modo mirato i comportamenti a essa interconnessi. In Uganda, la normativa si innesta in un contesto in cui il sex work e l&#8217;uso di droghe sono già sanzionati penalmente</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="497">. Inoltre, avere rapporti sessuali convivendo con l&#8217;HIV è fortemente penalizzato: l&#8217;atto può essere interpretato come &#8220;omosessualità aggravata&#8221; — punibile con la pena di morte — se il partner contrae una malattia terminale</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="719">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" data-start-index="206"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="719">In Ghana, la proposta di legge del 2026 estende la punibilità a livelli estremi, criminalizzando non solo l&#8217;identità, ma anche l&#8217;</span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="850">attivismo (advocacy), l&#8217;alleanza (allyship), le cure di affermazione di genere</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="928"> e qualsiasi programma di supporto mirato alla comunità</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="983">. La legge promuove persino lo </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1014">spionaggio sociale</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1032">, incoraggiando i cittadini a denunciare i sospetti omosessuali</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1095">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" data-start-index="1096"><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1096">Quali sono le conseguenze negative sulle cure?</b> <span class="ng-star-inserted" data-start-index="1131">Questo clima di repressione e la paura di arresti, stigma e violenza incide negativamente sulla salute pubblica, spingendo le persone lontano dai servizi sanitari</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1276">. I membri di queste comunità evitano o ritardano i test per l&#8217;HIV, la prevenzione e l&#8217;inizio dei trattamenti</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1385">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" data-start-index="1386"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1386">In Uganda, l&#8217;approvazione della legge<a href="https://www.aidsmap.com/news/aug-2023/whats-happened-services-key-populations-uganda-following-anti-homosexuality-act"><span dir="auto"> anti-omosessualità</span></a> e il congelamento dei finanziamenti statunitensi del 2025 hanno causato un </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="1499">calo di 14 punti percentuali nell&#8217;accesso ai servizi per l&#8217;HIV</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1561"> e di 12 punti nei servizi psicosociali</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1600">, lasciando i pazienti senza tutele</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1635">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" data-start-index="1386"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1635"> In Ghana, le forti pressioni sociali — tra cui ricatti (subiti dal 31% degli intervistati) e minacce di morte (17%) — hanno indotto il 5% delle persone a non cercare più servizi per l&#8217;HIV e il 23% a smettere di frequentare i programmi sanitari di gruppo</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1890">. Lo stigma e le violenze alimentano depressione, disturbi da uso di alcol e rischio di suicidio</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1986">. La depressione, in particolare, mina direttamente l&#8217;aderenza alla </span><b class="ng-star-inserted" data-start-index="2054">terapia antiretrovirale (ART)</b><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2083">, portando il 31% dei pazienti intervistati in Ghana a saltare almeno quattro dosi consecutive</span></div>
</div>
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		<title>In Colombia si torna a parlare di guerra chimica alla coca</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/09/12/in-colombia-si-torna-a-parlare-di-guerra-chimica-alla-coca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 07:43:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COCAINA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[cocaina]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=32486</guid>

					<description><![CDATA[<p>La storia colombiana dimostra che distruggere le piante di coca non significa eliminare il problema del narcotraffico</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/09/12/in-colombia-si-torna-a-parlare-di-guerra-chimica-alla-coca/">In Colombia si torna a parlare di guerra chimica alla coca</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Colombia potrebbe tornare a utilizzare gli aerei per distruggere le coltivazioni di coca. Il nuovo governo di Abelardo de la Espriella sta infatti preparando<strong> un progetto pilota che prevede l’impiego del glufosinato d’ammonio, un erbicida che dovrebbe sostituire il glifosato, utilizzato per anni durante il Plan Colombia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto, secondo quanto riportato dalla stampa colombiana, dovrà prima ottenere le necessarie autorizzazioni sanitarie e ambientali. La scelta del <strong>glufosinato,</strong> però, non elimina le preoccupazioni. La <strong>sostanza è classificata nell’Unione Europea come tossica per la riproduzione e può provocare danni alla fertilità e al feto.</strong> Cambiare erbicida, quindi, non significa necessariamente rendere più sicura la pratica delle fumigazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La storia colombiana mostra inoltre che distruggere le piante di coca non significa eliminare il problema del narcotraffico.</strong> Per oltre vent’anni le campagne di irrorazione hanno colpito milioni di ettari, ma le coltivazioni sono spesso semplicemente ricomparse altrove. <strong>Quando un campo viene distrutto, i contadini possono spostarsi verso zone più isolate, contribuendo anche alla deforestazione.</strong> È il cosiddetto <em>“balloon effect”</em>: la produzione viene ridotta in un territorio, ma si espande in un altro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le fumigazioni hanno avuto conseguenze anche sulle comunità rurali.</strong> Gli erbicidi possono danneggiare coltivazioni alimentari, contaminare le fonti d’acqua e provocare problemi di salute. Nel 2015 la Colombia aveva quindi sospeso le irrorazioni aeree con glifosato, anche in seguito alle preoccupazioni legate ai suoi possibili effetti sulla salute.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il presidente Gustavo Petro era stata adottata una strategia diversa, basata sulla sostituzione volontaria delle coltivazioni di coca, sullo sviluppo rurale e sul contrasto alle organizzazioni criminali più che ai piccoli agricoltori.<br />
<strong>Il ritorno alle fumigazioni rischia invece di riproporre un modello già sperimentato.</strong> Finché rimarranno povertà, isolamento delle aree rurali e mancanza di alternative economiche, distruggere i raccolti potrebbe significare soltanto spostare il problema. La storia degli ultimi venticinque anni suggerisce che la guerra alla coca non si può vincere semplicemente combattendo contro la pianta.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Smettere di fumare</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/09/09/smettere-di-fumare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 08:17:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[sigarette elettroniche]]></category>
		<category><![CDATA[smettere di fumare]]></category>
		<category><![CDATA[tabacco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=32467</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cerotti, gomme e altri prodotti sostitutivi della nicotina rappresentano le opzioni tradizionalmente più utilizzate, ma le evidenze scientifiche più recenti stanno rivalutando anche il ruolo delle sigarette elettroniche con nicotina</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Un articolo di Mohre riprende la questione delle strategie per smettere di fumare.<br />
Per chi cerca di smettere di fumare, la scelta dello strumento più efficace è da anni al centro del dibattito. <strong>Cerotti, gomme e altri prodotti sostitutivi della nicotina rappresentano le opzioni tradizionalmente più utilizzate, ma le evidenze scientifiche più recenti stanno rivalutando anche il ruolo delle sigarette elettroniche con nicotina.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Secondo una recente revisione della <em>Cochrane Collaboration</em>, che raccoglie i risultati di numerosi studi clinici, le sigarette elettroniche contenenti nicotina possono aumentare le probabilità di smettere di fumare rispetto alle tradizionali terapie sostitutive. <strong>I risultati suggeriscono quindi che, per alcuni fumatori adulti, lo svapo potrebbe rappresentare uno strumento utile nel percorso di cessazione.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;"><strong>Questo non significa, però, che le sigarette elettroniche siano innocue.</strong> Il loro utilizzo comporta comunque l&#8217;esposizione alla nicotina e ad altre sostanze e gli effetti sulla salute nel lungo periodo sono ancora oggetto di studio. Il principale vantaggio rispetto alle sigarette tradizionali è l&#8217;assenza della combustione del tabacco, responsabile della produzione di molte delle sostanze tossiche presenti nel fumo.<br />
La questione assume particolare rilevanza per la salute pubblica. Da un lato, è necessario evitare che i non fumatori, soprattutto i giovani, inizino a utilizzare prodotti contenenti nicotina. Dall&#8217;altro, per un adulto fortemente dipendente dal tabacco, un&#8217;alternativa senza combustione potrebbe rappresentare un passaggio verso la completa cessazione.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;"><strong>In Italia l&#8217;approccio resta prudente e privilegia il counselling, le terapie sostitutive e i farmaci specifici per la cessazione.</strong> Il dibattito, tuttavia, è destinato a proseguire con l&#8217;arrivo di nuove evidenze.</p>
<p style="text-align: justify;">La domanda centrale, quindi, non è soltanto se le sigarette elettroniche siano sicure, ma se possano aiutare concretamente i fumatori a liberarsi dalla dipendenza. Per la scienza, la risposta sembra essere sempre più articolata: <strong>possono essere uno strumento efficace, ma non privo di rischi e da utilizzare nel contesto di un percorso consapevole di cessazione.</strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il razzismo come fattore determinante nell&#8217;evoluzione dell&#8217;HIV</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/09/06/il-razzismo-come-fattore-determinante-nellevoluzione-dellhiv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2026 06:15:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HIV/AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[Infezioni sessualmente trasmissibili]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[HIV]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.cesda.net/?p=32449</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il razzismo rappresenta un fattore trainante centrale e persistente nelle epidemie globali di HIV, che nel caso del Brasile in particolare colpisce in modo sproporzionato le comunità nere (Preto), di etnia mista (Pardo) e indigene. Da oltre quarant'anni, queste popolazioni registrano un accesso iniquo alla prevenzione e alle cure, nonché tassi di mortalità più elevati per complicazioni legate all'AIDS rispetto alle persone bianche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/09/06/il-razzismo-come-fattore-determinante-nellevoluzione-dellhiv/">Il razzismo come fattore determinante nell&#8217;evoluzione dell&#8217;HIV</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Uno dei temi discussi alla<span dir="auto">2</span><span dir="auto">6ª </span><span dir="auto">Conferenza Internazionale sull&#8217;AIDS (AIDS 2026) che si è tenuta a Rio de Janeiro, è stato quello del</span></span><strong><span dir="auto"> razzismo e delle sue conseguenze nella diffusione del virus HIV</span></strong><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0"><span dir="auto">.</span></span></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="0"></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="0">Il razzismo rappresenta un fattore trainante centrale e persistente nelle epidemie globali di HIV, che nel caso del Brasile in particolare colpisce in modo sproporzionato le comunità nere (Preto), di etnia mista (Pardo) e indigene</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="175">. Da oltre quarant&#8217;anni, queste popolazioni registrano un <strong>accesso iniquo alla prevenzione e alle cure</strong>, nonché tassi di mortalità più elevati per complicazioni legate all&#8217;AIDS rispetto alle persone bianche</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="379">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" data-start-index="1801">
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="332">I relatori del panel hanno sottolineato come non si tratti di semplici pregiudizi individuali, bensì di un vero e proprio <strong>razzismo strutturale</strong> che modella la società</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="554">. Il relatore Thiago Jerohan Albuquerque da Cruz ha definito chiaramente questo fenomeno spiegando che il razzismo è un&#8217;organizzazione strutturale del potere nella nostra società</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="732">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="732">Cruz ha inoltre contestato il mito della democrazia razziale o della meritocrazia in Brasile, che viene spesso riassunto nell&#8217;idea illusoria secondo cui, poiché tutti sono meticci, allora tutti sono uguali, scontrandosi tuttavia con dati che mostrano una netta stratificazione sociale, economica e sanitaria a scapito delle minoranze</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1069">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="0"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1069">Su questa stessa linea, la dottoressa Oni Blackstock ha rafforzato il concetto, definendo il razzismo strutturale come un sistema di potere e oppressione, di vantaggio e svantaggio, che va ben oltre il solo pregiudizio razziale</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1297">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="1298"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1298">Questo quadro di disuguaglianza sistemica è storicamente legato alle<strong> dinamiche coloniali</strong>, come evidenziato dal professor E. Roberto Orellana, il quale ha spiegato che non si può parlare di razzismo senza parlare di colonialismo e di come queste due cose si intersechino</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1567">. Orellana ha inoltre denunciato l&#8217;invisibilità statistica dei popoli nativi, affermando che la mancanza di dati accurati sulle popolazioni indigene a livello globale fa parte di un progetto di colonialismo di insediamento ancora in corso, in cui i popoli indigeni vengono semplicemente considerati come non esistenti</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1884">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="1885"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1885">L&#8217;impatto di queste barriere strutturali si traduce in<strong> disparità sanitarie</strong> gravissime e misurabili</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="1983">. La dottoressa Paula Luz ha illustrato questa asimmetria analizzando l&#8217;adozione della profilassi pre-esposizione (PrEP) in Brasile, dove a fronte di una popolazione nera e &#8220;Pardo&#8221; che rappresenta il 64% dei nuovi casi di HIV, solo il 45% degli utilizzatori di PrEP appartiene a questo gruppo</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2275">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="1885"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2275">Luz ha sintetizzato la situazione affermando significativamente che le persone che accedono alla PrEP non sono le persone che contraggono l&#8217;HIV</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2420">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="1885"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2420"><strong> Le minoranze</strong> mostrano inoltre tassi più alti di interruzione precoce dei trattamenti e una minore aderenza terapeutica</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2540">. Un vasto studio condotto su oltre 28 milioni di brasiliani ha svelato che il rischio di morte per complicanze legate all&#8217;AIDS è più che raddoppiato per le donne nere rispetto alle donne bianche, un divario che sale a oltre sette volte quando si cumulano gli effetti intersecati di razza, povertà estrema e bassa scolarizzazione</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="2869">. Una dinamica simile si riscontra negli Stati Uniti, dove la popolazione nera costituisce il 13% del totale ma rappresenta circa il 40% delle nuove diagnosi di HIV, concentrate soprattutto tra gli uomini gay e bisessuali neri</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="3095">.</span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="3096"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="3096">Di fronte a questa realtà, gli esperti concordano sul fatto che l&#8217;accesso universale e gratuito alle cure mediche, pur presente in Brasile dal 1996, non sia da solo sufficiente a scardinare disuguaglianze così profonde</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="3314">. La dottoressa Luz ha proposto un cambio di prospettiva fondamentale, spiegando che il <strong>supporto socioeconomico</strong> è essenziale per sostenere l&#8217;impegno nella cura dell&#8217;HIV e che un intervento davvero efficace contro l&#8217;HIV potrebbe non essere affatto un intervento medico sull&#8217;HIV, ma piuttosto un programma di protezione sociale capace di rimodellare l&#8217;ambiente economico in cui sono radicate le vulnerabilità al virus</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="3729">. </span></div>
<div class="paragraph normal ng-star-inserted" dir="auto" style="text-align: justify;" data-start-index="3096"><span class="ng-star-inserted" data-start-index="3729">A riprova di ciò, il programma di trasferimento monetario condizionato </span><i class="ng-star-inserted" data-start-index="3802">Bolsa Família</i><span class="ng-star-inserted" data-start-index="3815"> ha ridotto i casi di AIDS del 41% e i decessi del 39% tra le famiglie beneficiarie</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="3898">. Luz ha concluso evidenziando che la risposta all&#8217;HIV è disuguale per progettazione e non per caso</span><span class="ng-star-inserted" data-start-index="3997">. Per scardinare questo disegno discriminatorio, Blackstock ha invitato ciascuno ad agire attivamente contro il razzismo nei propri sistemi di appartenenza e a reindirizzare le risorse verso le comunità emarginate, mentre Cruz ha richiamato l&#8217;urgenza di creare spazi di dibattito dedicati al tema, lamentando la scarsità di occasioni di confronto persino all&#8217;interno delle grandi conferenze scientifiche.</span></div>
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		<title>Le politiche USA sulle morti da fentanyl</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/09/01/le-politiche-usa-sulle-morti-da-fentanyl/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 06:27:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OPPIACEI]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[fentanyl]]></category>
		<category><![CDATA[riduzione del danno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli Stati Uniti le morti per overdose da oppioidi sintetici continuano a diminuire, ma proprio mentre i dati mostrano l'efficacia di alcune politiche di riduzione del danno, l'amministrazione Trump sceglie di ridimensionarne una parte dei finanziamenti federali.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;">Un articolo di Fuoriluogo riporta l&#8217;attenzione sul tema del fentanyl e delle strategie per contrastarne l&#8217;utilizzo.<br />
<strong>Negli Stati Uniti le morti per overdose da oppioidi sintetici sono in calo, ma la politica sulla riduzione del danno torna al centro dello scontro tra amministrazione federale e Stati.</strong> I dati provvisori del Centro nazionale per le statistiche sanitarie, relativi ai 12 mesi terminati a marzo 2025, stimano 38.084 decessi legati agli oppioidi sintetici, in diminuzione rispetto ai 48.913 dell&#8217;anno precedente.<strong> Il fentanyl resta tuttavia la principale causa di overdose mortali a livello federale.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;"><strong>La discesa dei decessi è arrivata dopo anni di interventi di riduzione del danno,</strong> avviati dall&#8217;amministrazione Biden e in parte mantenuti durante il primo anno della nuova amministrazione Trump.<strong> A luglio, però, Donald Trump e il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. hanno deciso di ridimensionare i finanziamenti federali destinati ad alcuni programmi</strong>, tra cui lo scambio di siringhe e le strisce reattive per individuare sostanze pericolose.</p>
<p class="isSelectedEnd" style="text-align: justify;"><strong>La linea federale, tuttavia, non coincide con quella di diversi Stati guidati dai repubblicani.</strong> In Florida sono state legalizzate le strisce per verificare la presenza di sostanze pericolose; in Kentucky sono stati stanziati fondi per le organizzazioni che si occupano di dipendenze; in Indiana proseguono i programmi di distribuzione di siringhe sterili e in Ohio è stato ampliato l&#8217;accesso a test e kit per individuare fentanyl e xilazina.<br />
<strong>La spaccatura riflette anche una considerazione pragmatica:</strong> gli studi mostrano che il naloxone riduce le morti per overdose e che i programmi di siringhe sterili contribuiscono a limitare la diffusione di HIV ed epatite C. Più recenti, ma incoraggianti, sono le evidenze su strisce reattive e centri di prevenzione delle overdose.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte al calo dei decessi, dunque, anche una parte del mondo conservatore sembra disposta a mettere da parte l&#8217;ideologia. Resta da vedere se gli Stati continueranno a finanziare ciò che funziona, anche mentre Washington riduce le risorse per la ricerca e la riduzione del danno.</p>
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