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	<title>medicina di genere Archivi - CESDA</title>
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	<description>centro studi e documentazione su dipendenze e aids</description>
	<lastBuildDate>Mon, 04 May 2026 09:09:58 +0000</lastBuildDate>
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	<title>medicina di genere Archivi - CESDA</title>
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	<item>
		<title>Onde di salute</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/05/10/onde-di-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 06:55:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[medicina di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>il podcast che ti informa, in modo semplice e chiaro, sui principali temi riguardanti la salute, in un’ottica di genere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/10/onde-di-salute/">Onde di salute</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fondazione Onda ETS è l&#8217;Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere che dal 2005 promuove un approccio alla salute orientato al genere.</strong></p>
<p>La necessità nello studio della medicina di adottare un approccio orientato al genere nasce dal fatto che uomini e donne, infatti, pur essendo soggetti alle medesime patologie, presentano sintomi, progressione delle malattie e risposta ai trattamenti molto diversi tra loro. L&#8217;obiettivo della Fondazione è quello di costruire una cultura della salute di genere a diversi livelli: <strong>istituzionale, sanitario-assistenziale, scientifico-accademico e sociale. </strong></p>
<p><strong>Il podcast Onde di salute</strong> è uno strumento per informare in modo semplice e chiaro sulle diverse tematiche legate alla medicina di genere. Ogni puntata tratta una tematica diversa, dai fattori di rischio, alle malattie croniche, l&#8217;invecchiamento e ancora la violenza contro le donne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/05/10/onde-di-salute/">Onde di salute</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impatto dell&#8217;endometriosi su percorsi di studio e lavoro</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/04/04/limpatto-dellendometriosi-su-percorsi-di-studio-e-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 08:04:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[medicina di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'impatto dell'endometriosi, oltre che invalidante a livello di salute delle donne, diventa una questione di diseguaglianze sociali ed economiche. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/04/04/limpatto-dellendometriosi-su-percorsi-di-studio-e-lavoro/">L&#8217;impatto dell&#8217;endometriosi su percorsi di studio e lavoro</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel mese dedicato alla consapevolezza sull&#8217;endometriosi esce la ricerca condotta presso l&#8217;Unità Cattolica di Milano da Federica Facchin, Associata di Psicologia Dinamica al Dipartimento di Psicologia. Lo studio, ripreso in un articolo di Vita, indaga <strong>l&#8217;impatto dell&#8217;endometriosi sulla qualità della vita delle donne che convivono con tale patologie, e le conseguenze che si riversano sui percorsi formativi e di lavoro. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;endometriosi è una patologia caratterizzata dalla crescita di tessuto simil-endometriale al di fuori dell&#8217;utero e coinvolge un numero significativo tra la popolazione femminile. L&#8217;endometriosi stimata tra il 5% e il 10% nelle donne in età riproduttiva, ma può riguardare il 30%-50% delle donne con infertilità, il 50% di quelle con dolore pelvico cronico e il 65-75% delle adolescenti con sintomi di dolore pelvico. Una delle principali problematiche legate a questa patologia è proprio <strong>il ritardo diagnostico (tra i 5 e i 12 anni) e che può causare conseguenze a catena come depressione, stress, compromissione della sessualità e delle relazioni intime</strong>. Si aggiunge inoltre un ulteriore livello che riguarda l<strong>&#8216;aspetto economico:</strong> le spese mediche sono molto elevate, assenze dal lavoro e perdita di produttività.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;indagine condotta mostra come nel campione complessivo l&#8217;endometriosi ha un impatto da moderato a elevato nel percorso di studi in circa una donna su sei, ma la quota sale ad una su quattro su chi ha manifestato i sintomi in adolescenza e ha ricevuto una diagnosi tardiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la vita lavorativa il 22% delle donne riporta un impatto moderato-alto sul proprio percorso professionale, si sale al 28% per chi ha subito ritardo diagnostico.<br />
Un altro dato analizzato riguarda l&#8217;aspetto delle disuguaglianza sociali: il 24% delle partecipanti, ad esempio, ha riportato episodi di discriminazione sul lavoro, percentuale che sale a circa il 29% nel sottogruppo con esordio dei sintomi in adolescenza e ritardo diagnostico.</p>
<p style="text-align: justify;">Si evidenzia un processo a cascata per cui <em>l’insorgenza dei sintomi in adolescenza danneggia il percorso di istruzione, il quale, a sua volta, pregiudica le opportunità lavorative future.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>HIV e Sifilide: eliminazione nella trasmissione madre-figlio per la Danimarca</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/03/09/hiv-e-sifilide-eliminazione-nella-trasmissione-madre-figlio-per-la-danimarca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 08:24:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HIV/AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[Infezioni sessualmente trasmissibili]]></category>
		<category><![CDATA[medicina di genere]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[HIV]]></category>
		<category><![CDATA[politiche sociali e sanitarie]]></category>
		<category><![CDATA[sifilide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’eliminazione della trasmissione madre-figlio dell’HIV e della sifilide rappresenta un importante traguardo in termini di salute pubblica per la Danimarca</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/03/09/hiv-e-sifilide-eliminazione-nella-trasmissione-madre-figlio-per-la-danimarca/">HIV e Sifilide: eliminazione nella trasmissione madre-figlio per la Danimarca</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“<em>L’eliminazione della trasmissione madre-figlio dell’HIV e della sifilide rappresenta<strong> un importante traguardo in termini di salute pubblica per la Danimarca</strong></em>&#8221; dichiara il Direttore Generale dell&#8217;Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus.</p>
<p style="text-align: justify;">È importante sottolineare come questo traguardo, ribadisce il Direttore,  sia stato raggiunto grazie ad un <strong>forte impegno politico e investimenti costanti nell&#8217;assistenza primaria e nei servizi integrati di salute materno-infantile.</strong> La Danimarca da anni si impegna per il rispetto dei diritti delle donne attraverso la costruzione di un&#8217;assistenza prenatale solida e un sistema di dati affidabili per la ricerca continua.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle parole del Dott. Hans Henri P. Kluge, Direttore Regionale dell&#8217;Omsper, si evince che il successo di questo paese trova le sue basi nell&#8217;impegno di lunga durata riservato alle cure adeguate per ogni donna incinta. L&#8217;eliminazione della trasmissione significa <strong>testare e curare almeno 95 donne in gravidanza su 100 e mantenere le nuove infezioni infantili al di sotto di 50 ogni 100.000 nati,</strong> anno dopo anno. Il piano è quello di raggiungere la tripla eliminazione completa, aggiungendo l&#8217;epatite B.</p>
<p style="text-align: justify;">È possibile quindi per gli altri Paesi UE seguire le impronte della Danimarca? La risposta si può trovare nelle politiche pubbliche che si vorranno promuovere.</p>
<p style="text-align: justify;">
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			</item>
		<item>
		<title>I disturbi alimentari hanno un genere?</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/02/27/i-disturbi-alimentari-hanno-un-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 09:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DIPENDENZE COMPORTAMENTALI]]></category>
		<category><![CDATA[DISTURBI COMPORTAMENTO ALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[medicina di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi dei comportamenti alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proviamo a chiederci se ci sono differenze tra anoressia maschile e femminile, in termini di presentazione, sintomatologie e trattamenti?</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I disturbi alimentari non fanno distinzione di età, etnia, orientamento sessuale o di genere, si legge in un approfondimento di <em>Lilac, centro DCA, </em>ma è davvero così?</p>
<p style="text-align: justify;">In occasione dell&#8217;avvicinarsi al mese per la prevenzione dei disturbi alimentari proviamo a chiederci <strong>se ci sono differenze tra anoressia maschile e femminile, in termini di presentazione, sintomatologie e trattamenti. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene i dati diffusi in occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla 2025 rivelino come la prevalenza del disturbo coinvolga prevalentemente la popolazione femminile con un rapporto di 1:9, numerosi studiosi sottolineano come <em>&#8220;i tassi di prevalenza dei disturbi alimentari maschili siano una grave sottostima&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La dispercezione corporea, l&#8217;isolamento sociale, i disturbi d&#8217;ansia e depressivi si ritrovano come principali segnali sia negli uomini che nelle donne mentre le differenze si possono riscontrare nella percentuale di insorgenza e in alcune cause legate all&#8217;aspetto fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli uomini riferiscono spesso di avere <b>obiettivi di forma</b><strong> diversi:</strong> la magrezza quindi diventa strumento per l’uomo che soffre di anoressia di <b>ottimizzare la visibilità della muscolatura</b>, tanto da far emergere spesso anche problemi di dismorfismo muscolare. La comprensione di questa ricerca ossessiva della muscolosità richiede una maggiore attenzione ai comportamenti compulsivi legati all’esercizio fisico, alla restrizione alimentare e ai comportamenti compensatori come caratteristica principale della malattia. Per quanto riguarda il maschile, quindi, affidarsi a un quadro tradizionale orientato alla magrezza può essere inadeguato e fuorviante.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;immagine corporea è soggetta al giudizio costante di media, famiglia e amici, soprattutto nella fase giovanile e adolescenziale, oltre ad essere legata a vissuti traumatici come episodi di bullismo ed emarginazione. Una ricerca fa emergere come ci sia <strong>una relazione tra orientamento sessuale e prevalenza di insoddisfazione corporea e dei comportamenti alimentari disfunzionali</strong>, legata anche alla discriminazione e le condizioni avverse subite.</p>
<p style="text-align: justify;">È auspicabile, dunque, stabilire linee guida mediche, psicologiche e psichiatriche che siano più inclusive per l’esperienza maschile. Innanzitutto, è<strong> fondamentale il riconoscimento dei fattori di contesto socioculturale, delle pressioni psicologiche e dell’espressione di genere sui maschi e sulla mascolinità</strong>. Una diagnosi errata, infatti, porta a un maggiore rafforzamento della malattia e a una maggiore durata del disturbo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cosa succede in carcere alle persone LGBTQIA+?</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/02/14/cosa-succede-in-carcere-alle-persone-lgbtqia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 08:15:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CARCERE]]></category>
		<category><![CDATA[medicina di genere]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[LGBTQIA+]]></category>
		<category><![CDATA[politiche sanitarie e sociali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per le persone LGBTQIA+ esistono barriere strutturali quotidiane: dall'invisibilità alle difficoltà di accesso alla salute</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quante sono le persone Lgbtqia+ detenute nelle carceri italiane?<br />
Antigone cerca di fare luce su questa realtà in un report recentemente pubblicato nell&#8217;ambito del progetto finanziato dalla Commissione europea “<em>Strengthening the rights of Lgbtiq detainees in the EU</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un tema poco raccontato, per il quale <strong>mancano numeri, dove le testimonianze sono difficili da raccogliere</strong> e, di conseguenza, <strong>le politiche sono ancora parziali e spesso insufficienti</strong>. L&#8217;assenza dei dati rispetto al tema tuttavia non è neutra, scrive Andrea Oleandri, ma &#8220;<em><strong>rende le persone invisibili, e l’invisibilità diventa il primo ostacolo per riconoscere diritti, vulnerabilità, bisogni specifici</strong>&#8220;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inserimento in carcere rimane radicato al criterio del sesso biologico, ma questo risulta inadeguato per le persone Lgbtqia+. Così una donna trans viene collocata in un istituto maschile e un uomo trans in una sezione femminile, indipendentemente dal percorso personale o giuridico di affermazione di genere.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2018 esistono poi le &#8220;<strong>sezioni protette omogenee</strong>&#8221; dove sono collocate le donne trans (sei in tutta Italia) o gli uomini gay (ce ne sono tre). Il rischio è che <strong>l&#8217;obiettivo della protezione si trasformi in isolamento</strong>. Le opportunità trattamentali e formative sono ridotte, le attività culturali scarse e i contatti limitati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il report curato da Antigone pone poi l’accento anche su altre barriere strutturali quotidiane. Si parla di frequenti episodi di<strong> <em>misgendering</em></strong>, che significa riferirsi alla persona con nomi e pronomi sbagliati che non rispettano l&#8217;identità affermata. A questo si aggiungono<strong> difficoltà di accesso alla salute</strong>: assenza di specialisti, terapie ormonali interrotte o ritardate, continuità terapeutica compromessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante la presenza di alcuni esempi virtuosi sul territorio che promuovono collaborazioni con associazioni, gruppi di supporto e sensibilizzazione sul tema al personale penitenziario, mancano ancora politiche strutturali a livello nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">
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			</item>
		<item>
		<title>l&#8217;impatto delle variabili legate al sesso nelle infezioni da HIV</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/02/12/limpatto-delle-variabili-legate-al-sesso-nelle-infezioni-da-hiv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HIV/AIDS]]></category>
		<category><![CDATA[medicina di genere]]></category>
		<category><![CDATA[dimorfismo immunitario]]></category>
		<category><![CDATA[HIV AIDS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studiare l'impatto delle variabili legate al sesso sull'esito dell'infezione da HIV e sulla risposta alla terapia antiretrovirale (ART) può migliorare la gestione dell'infezione da HIV</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/02/12/limpatto-delle-variabili-legate-al-sesso-nelle-infezioni-da-hiv/">l&#8217;impatto delle variabili legate al sesso nelle infezioni da HIV</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2015, il National Institutes of Health (NIH) ha stabilito che il sesso è una variabile biologica da tenere in considerazione. Numerosi studi illustrano come gli ormoni sessuali svolgono un ruolo importante nella regolazione del sistema immunitario rilasciando citochine coinvolte nella proliferazione, differenziazione e maturazione delle cellule immunitarie, introducendo quindi il concetto di <strong>dimorfismo immunitario.</strong></p>
<p>Alla luce di queste informazioni,<strong> studiare l&#8217;impatto delle variabili legate al sesso sull&#8217;esito dell&#8217;infezione da HIV e sulla risposta alla terapia antiretrovirale (ART) può migliorare la gestione dell&#8217;infezione da HIV.</strong></p>
<p>L&#8217;articolo &#8220;<em>Differenze legate al sesso nei marcatori di attivazione immunitaria nei pazienti infetti da HIV virologicamente soppressi</em>&#8221; indaga l&#8217;influenza del sesso sui livelli di attivazione immunitaria nell&#8217;intestino e nel sangue periferico di individui con HIV trattati con terapia antiretrovirale.</p>
<p>È ipotizzabile che molteplici e complessi meccanismi molecolari, cellulari ed endocrini agiscano sinergicamente nel determinare queste differenze legate al sesso tra uomini e donne HIV-positivi. Le prime evidenze suggeriscono che <strong>gli ormoni sessuali hanno un ruolo importante</strong> nel modulare le variazioni delle risposte immunitarie innate e adattative all&#8217;infezione da HIV.</p>
<p>I dati che emergono dallo studio suggeriscono che i livelli più elevati di attivazione immunitaria osservati nelle donne affette da HIV trattate con ART potrebbero richiedere la valutazione preclinica e clinica di nuove strategie terapeutiche volte a controllare meglio questa attivazione immunitaria-</p>
<p>Infine, il fatto che una maggiore attivazione immunitaria durante la terapia antiretrovirale (ART) persista nelle donne più a lungo rispetto agli uomini fornisce una <strong>motivazione per considerare la possibilità di trattare le persone HIV-positive con regimi terapeutici diversi in base al sesso.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/02/12/limpatto-delle-variabili-legate-al-sesso-nelle-infezioni-da-hiv/">l&#8217;impatto delle variabili legate al sesso nelle infezioni da HIV</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ecuador: tra nuove sostanze e una rete sanitaria al collasso</title>
		<link>https://www.cesda.net/2026/02/07/ecuador-tra-nuove-sostanze-e-una-rete-sanitaria-al-collasso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2026 07:51:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[medicina di genere]]></category>
		<category><![CDATA[OPPIACEI]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[droghe]]></category>
		<category><![CDATA[droghe medicina di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un articolo di Primicias, periodico ecuadoregno, fa luce su come il consumo domestico di droghe in Ecuador sia fortemente legato a una geografia di abbandono.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/02/07/ecuador-tra-nuove-sostanze-e-una-rete-sanitaria-al-collasso/">Ecuador: tra nuove sostanze e una rete sanitaria al collasso</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un articolo di Primicias, periodico ecuadoregno, fa luce su come il consumo domestico di droghe in Ecuador sia fortemente legato a una <strong>geografia di abbandono.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La diagnosi della &#8220;Politica Nazionale di Salute Mentale 2025-2030&#8221;, presentata nel dicembre 2025 dal Ministero della Salute, rivela che il 66% della popolazione nazionale vive in 256 distretti– su 942 del Paese – classificati come in stato di vulnerabilità &#8220;critica&#8221; alle droghe.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma come si determina se un&#8217;area è considerata vulnerabile? Secondo il rapporto del Ministero della Salute si identificano quattro <strong>fattori determinanti: attività illecite, condizioni socio-economiche, condizioni biogeografiche e presenza dello Stato.</strong><br />
I dati del rapporto evidenziano come in queste aree il tipo di sostanze consumate è cambiato drasticamente negli ultimi anni: &#8220;nel 2024, i disturbi da uso di oppioidi rappresentavano il 14,3% dei casi, superando per la prima volta la cocaina (6,1%) e classificandosi solo dopo l&#8217;alcol e il consumo di droghe sia legali che illegali.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a questo scenario la risposta statale rimane inadeguata, tra cui spicca <strong>un divario di genere critico</strong>: &#8220;in tutto l&#8217;Ecuador non esiste un centro pubblico per la cura delle dipendenze per donne adulte&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Come sottolinea la psicologa Mabel Idrobo l&#8217;utilizzo di sostanze, oltre agli aspetti chimici, ha un<strong> impatto sociale importante all&#8217;interno del contesto familiare e nei casi di violenza domestica.</strong> Tale contesto diventa quindi un fattore determinante anche per le nuove generazioni: &#8220;con un  budget per la salute mentale che storicamente si è aggirato intorno al  2,3% del totale del settore  e con le famiglie che spendono in media 75 dollari al mese  di tasca propria per i medicinali, per la maggior parte degli abitanti di quei 256 distretti critici, sfuggire all&#8217;inferno della droga rimane un privilegio irraggiungibile&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2026/02/07/ecuador-tra-nuove-sostanze-e-una-rete-sanitaria-al-collasso/">Ecuador: tra nuove sostanze e una rete sanitaria al collasso</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>aumento dei decessi per malattie epatiche alcol-correlate</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/12/10/aumento-dei-decessi-per-malattie-epatiche-alcol-correlate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 08:04:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[medicina di genere]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTANZE PSICOATTIVE]]></category>
		<category><![CDATA[alcol decessi disperazone usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sulla base di un confronto del rischio tra i gruppi, le disparità di mortalità per malattie epatiche alcol-correlate si sono ampliate in base al livello di istruzione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/12/10/aumento-dei-decessi-per-malattie-epatiche-alcol-correlate/">aumento dei decessi per malattie epatiche alcol-correlate</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<pre><span dir="auto">Una recente indagine attesta una dinamica in apparenza contraddittoria. A fronte di una tendenza generale verso la diminuzione dei consumi di alcol, stanno aumentando i decessi <strong>per malattie epatiche alcol-correlate, soprattutto di persone facenti parte di gruppi socio-economicamente svantaggiati.</strong><strong>

Un aumento sorprendente dei decessi per malattie epatiche alcol-correlate (ALD) sta colpendo in modo sproporzionato le persone senza una laurea</strong>, evidenziando l'elevato rischio a cui sono esposti i gruppi economicamente svantaggiati. Detto questo, quasi tutti i gruppi demografici, compresi quelli con una laurea, stanno registrando un aumento dei tassi di mortalità per ALD, secondo un'analisi </span><a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/acer.70194" target="_blank" rel="noopener"><span dir="auto">pubblicata</span></a><span dir="auto"> su </span><i><span dir="auto">Alcohol: Clinical &amp; Experimental Research</span></i><span dir="auto">.</span>

<span dir="auto">L'ALD è una delle principali cause di mortalità indotta dall'alcol negli Stati Uniti. La sua crescente minaccia non è pienamente spiegata dai cambiamenti nel consumo di alcol, e le disparità socioeconomiche nella mortalità correlata all'alcol si stanno ampliando. Ciò conferma il paradosso secondo cui i danni correlati all'alcol ricadono più pesantemente sulle persone </span><a href="https://medicalxpress.com/news/2024-03-social-status-health-conditions-alcohol.html?utm_source=embeddings&amp;utm_medium=related&amp;utm_campaign=internal" rel="related"><span dir="auto">economicamente svantaggiate</span></a><span dir="auto"> , anche quando i loro comportamenti legati al consumo di alcol sono simili a quelli delle persone più abbienti.</span>

<span dir="auto">Si tratta del cosiddetto<strong> modello delle "morti per disperazione", ovvero la presenza di tassi di mortalità elevati tra gli adulti in età lavorativa senza laurea, derivanti dal deterioramento delle condizioni sociali ed economiche</strong> e che si manifestano come problemi di salute comportamentale.

</span>I ricercatori hanno analizzato i trend di mortalità negli Stati Uniti per gli adulti di 25 anni e oltre, utilizzando un set di dati trasversali ripetuti che combina i dati di mortalità per ALD con i dati sulla popolazione dell'American Community Survey. Sono state esaminate le differenze nei trend di mortalità per età, sesso, razza/etnia e livello di istruzione (laurea o meno).</pre>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">I trend sono stati modellati utilizzando la regressione logistica con l&#8217;età come covariata e termini temporali quadratici. I risultati includevano la variazione proporzionale della mortalità (odds ratio per il 2020 rispetto al 2001), i tassi di mortalità aggiustati per età per il 2001 e il 2020 e la variazione assoluta del tasso di mortalità (Δ).</span></p>
<pre id="acer70194-sec-0003-title" class="article-section__sub-title section1">Ne è risultato che f<span style="font-size: 16px;">ra il 2001 e il 2020, il tasso di mortalità ALD è aumentato del 63% (OR = 1,63; IC 95%: 1,55, 1,72), passando da 8,8 a 16,6 decessi ogni 100.000 abitanti. Gli aumenti sono stati maggiori tra gli individui senza laurea rispetto a quelli con laurea (Δ = 12,7 vs. 2,4 ogni 100.000 abitanti). Le disparità in base al livello di istruzione si sono ampliate in quasi tutti i gruppi demografici.</span></pre>
<pre><span dir="auto"><strong>Gli aumenti hanno interessato tutte le categorie demografiche, ad eccezione degli afroamericani</strong>. I bianchi americani e gli asiaticoamericani hanno registrato forti aumenti. <strong>Le donne hanno registrato un aumento proporzionale maggiore rispetto agli uomini</strong>, probabilmente a causa dei cambiamenti nei loro modelli di consumo di alcol e della maggiore suscettibilità ai danni epatici correlati all'alcol.</span>

<span dir="auto"><strong>Il tasso di decessi per ALD è aumentato più rapidamente tra le donne senza laurea, in particolare tra le donne bianche non ispaniche di età pari o superiore a 45 anni, in linea con i modelli di mortalità per disperazione</strong>. Ma anche tra le donne con istruzione universitaria, i tassi di ALD sono quasi raddoppiati. Tra le persone di età compresa tra 25 e 34 anni, il rischio è quasi triplicato; anche le persone di età compresa tra 55 e 64 anni hanno registrato forti aumenti.</span>

<span dir="auto"><strong>Sulla base di un confronto del rischio tra i gruppi, le disparità di mortalità per ALD si sono ampliate in base al livello di istruzione</strong>, soprattutto tra gli uomini bianchi non ispanici di età compresa tra 55 e 74 anni e le donne di età compresa tra 45 e 74 anni. <strong>Ciò supporta la teoria delle morti per disperazione</strong>. Tra gli uomini di mezza età di età compresa tra 55 e 74 anni senza laurea, i tassi di mortalità hanno raggiunto il 50 per 100.000.</span>

<span dir="auto"><strong>Questi aumenti sproporzionati tra le persone svantaggiate dal punto di vista socioeconomico riflettono probabilmente tassi disomogenei di obesità e diabete, fumo, consumo eccessivo di alcol e altri fattori</strong>. I risultati sottolineano l'importanza di adattare le linee guida e gli interventi sul consumo di alcol ai gruppi ad alto rischio e di affrontare l'intero spettro di fattori medici, comportamentali e sociali che aumentano il rischio di ALD.</span>

 Richard A. Grucza et al, Educational disparities in alcohol‐related liver disease mortality in the 21st century: Beyond deaths of despair?, <i>Alcohol, Clinical and Experimental Research</i> (2025). <a href="https://dx.doi.org/10.1111/acer.70194" target="_blank" rel="noopener" data-doi="1">DOI: 10.1111/acer.70194</a></pre>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/12/10/aumento-dei-decessi-per-malattie-epatiche-alcol-correlate/">aumento dei decessi per malattie epatiche alcol-correlate</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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		<title>non esiste una soglia di consumo accettabile per l&#8217;alcol</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/09/01/non-esiste-una-soglia-di-consumo-accettabile-per-lalcol/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2025 11:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALCOL]]></category>
		<category><![CDATA[GIOVANI]]></category>
		<category><![CDATA[medicina di genere]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICHE SOCIALI E SANITARIE]]></category>
		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[alcol usa danni salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>la tesi che il consumo moderato di alcol sia accettabile è oggi superata, poiché le evidenze scientifiche portano a ritenere che anche un consumo moderato rappresenti un rischio per la salute</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/09/01/non-esiste-una-soglia-di-consumo-accettabile-per-lalcol/">non esiste una soglia di consumo accettabile per l&#8217;alcol</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In un lungo articolo, pubblicato su <strong><span dir="auto"> </span></strong><a href="https://medicalxpress.com/journals/journal-of-the-american-medical-association/"><cite><span dir="auto">Journal of the American Medical Association</span></cite></a>, vengono riepilogati i <strong>dati a supporto della tesi che non esiste una soglia di consumo accettabile per l&#8217;alcol</strong>. A differenza di quanto si riteneva fino a pochi anni fa, <strong>anche il consumo moderato di alcol è oggi considerato potenzialmente dannoso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">&#8220;<strong>Anche a bassi livelli, l&#8217;alcol può avere effetti significativi sull&#8217;organismo</strong>. Uno </span><strong><a href="https://medicalxpress.com/news/2024-08-health-older-adults.html"><span dir="auto">studio del 2024</span></a><span dir="auto"> pubblicato sul </span><i><span dir="auto">Journal of the American Medical Association</span></i></strong><span dir="auto"><strong> ha seguito oltre 135.000 bevitori di età pari o superiore a 60 anni e ha scoperto che anche un consumo moderato di alcol era associato a un tasso di mortalità più elevato</strong>, con un aumento significativo di tale aumento nel cancro e nelle malattie cardiovascolari.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span dir="auto">Un </span><a href="https://cancerprogressreport.aacr.org/progress/cpr24-contents/cpr24-reducing-the-risk-of-cancer-development/#contents6" target="_blank" rel="noopener"><span dir="auto">rapporto</span></a></strong><span dir="auto"><strong> del 2024 dell&#8217;American Association for Cancer Research ha concluso che oltre il 5% di tutti i tumori negli Stati Uniti è attribuibile al consumo di alcol</strong>. Maggiore è il consumo di alcol, maggiore è il rischio di cancro, ma i rischi iniziano con qualsiasi consumo di alcol.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">&#8220;<strong>Qualsiasi quantità di alcol aumenta il rischio di alcuni tumori, soprattutto quelli che interessano il tratto digerente</strong>: bocca, gola, esofago, colon&#8221;, ha affermato Humphreys. &#8220;E per le donne, l&#8217;alcol aumenta il rischio di cancro al seno&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">Un </span><strong><a href="https://www.hhs.gov/sites/default/files/oash-alcohol-cancer-risk.pdf" target="_blank" rel="noopener"><span dir="auto">avviso del Surgeon General degli Stati Uniti del 2025</span></a></strong><span dir="auto"><strong> ha riportato che su 100 donne che consumano meno di un drink a settimana, circa 17 svilupperanno un cancro correlato all&#8217;alco</strong>l. Su 100 donne che consumano un drink al giorno, 19 svilupperanno un cancro, e su 100 donne che consumano due drink al giorno, circa 22 svilupperanno un cancro correlato all&#8217;alcol.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto"><strong>I rischi per la salute derivanti dall&#8217;alcol si sviluppano perché l&#8217;etanolo, il tipo di alcol presente nelle bevande, viene metabolizzato in un composto chiamato acetaldeide, che danneggia il DNA</strong> e altri componenti cellulari. Quando l&#8217;acetaldeide si accumula nell&#8217;organismo, può danneggiare le cellule dell&#8217;intero apparato digerente e oltre.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">I punti di contatto iniziali – bocca, gola, esofago e stomaco – sono i più vulnerabili, motivo per cui queste aree mostrano alcuni dei legami più forti con i tumori correlati all&#8217;alcol. Ma l&#8217;acetaldeide e gli altri effetti metabolici dell&#8217;alcol hanno un impatto anche sul fegato, dove contribuiscono all&#8217;infiammazione e alla steatosi epatica, e sul cervello, dove interrompono i segnali legati all&#8217;umore, alla memoria e al processo decisionale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto"><strong>Studi più recenti stanno inoltre scoprendo come l&#8217;alcol possa interferire con il sistema immunitario e accelerare i segni molecolari dell&#8217;invecchiamento</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">Negli ultimi anni, <strong>anche i legami tra alcol e salute mentale sono diventati più evidenti</strong>. Anche nelle persone che non soffrono di disturbi da uso di alcol, il consumo di alcol può influire su altri disturbi psichiatrici.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">&#8220;<strong>Anche un consumo moderato di alcol può peggiorare l&#8217;ansia e la depressione</strong>, soprattutto in coloro che usano l&#8217;alcol per gestire le emozioni&#8221;, ha affermato Humphreys. &#8220;Ciò che aiuta nel breve termine può danneggiare nel lungo periodo&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;">(&#8230;) <span dir="auto">Con così tanti dati e così tante variabili, l<strong>e raccomandazioni di salute pubblica riguardanti l&#8217;alcol variano in tutto il mondo</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto"><strong>Ad agosto 2025, le attuali linee guida dietetiche statunitensi per gli americani continuavano a raccomandare agli uomini di non consumare più di due drink al giorno e alle donne non più di uno</strong>. Tuttavia, tali linee guida sottolineano anche che le persone che attualmente non bevono alcolici non dovrebbero iniziare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">Nel frattempo, alcuni paesi, tra cui il Canada, hanno adottato raccomandazioni più caute, sconsigliando a tutti gli adulti di consumare più di due drink a settimana.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">&#8220;Stiamo assistendo a un cambiamento nelle politiche man mano che le prove diventano più chiare&#8221;, ha affermato Stafford. &#8220;Organizzazioni come l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità affermano che nessuna quantità di alcol è veramente sicura&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto"><strong>Alcuni legislatori hanno persino proposto di aggiungere etichette di avvertenza sui prodotti alcolici, simili a quelle sui prodotti a base di nicotina</strong>. Chen apprezza l&#8217;idea, dato che </span><a href="https://medicalxpress.com/news/2025-05-americans-unaware-cancer-alcohol.html"><span dir="auto">meno della metà</span></a><span dir="auto"> degli americani è consapevole del legame tra alcol e cancro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">&#8220;Sono d&#8217;accordo al 100%&#8221;, ha detto. &#8220;Dobbiamo trattare l&#8217;alcol più come il tabacco. Questo provoca il cancro, ancora di più tra le popolazioni dell&#8217;Asia orientale, che sono più vulnerabili&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">In definitiva, medici come Stafford e Humphreys hanno affermato di sperare che le persone che decidono di bere alcolici lo facciano consapevolmente, consapevoli dei rischi che comporta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">&#8220;<strong>Non abbiamo prove concrete di alcun beneficio per la salute derivante dal consumo moderato di alcol, ma abbiamo prove concrete di danni</strong>&#8220;, ha affermato Stafford. &#8220;Ogni volta che saliamo in macchina, corriamo un rischio, ma il rischio è compensato dai benefici di poter raggiungere un luogo. Con l&#8217;alcol, si tratta anche di un calcolo su quanto rischio si è disposti a correre&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">&#8220;<strong>L&#8217;unica quantità di alcol perfettamente sicura è niente, ma conoscere i propri fattori di rischio può aiutare a decidere quanta alcol è accettabile per sé, se presente</strong>&#8220;, ha concordato Humphreys. &#8220;Se ci si limita a un drink al giorno e ci si prende qualche giorno di pausa, questo potrebbe rappresentare un livello di rischio ragionevole per la maggior parte delle persone&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">Sebbene l&#8217;idea di astenersi completamente dal bere possa sembrare scoraggiante, si sta assistendo a un crescente cambiamento culturale verso un consumo consapevole, o meglio, verso l&#8217;astensione dal bere. <strong>Le generazioni più giovani bevono meno e le bevande analcoliche stanno diventando sempre più popolari.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span dir="auto">&#8220;L&#8217; </span><a class="textTag" href="https://medicalxpress.com/tags/alcohol+industry/" rel="tag"><span dir="auto">industria degli alcolici</span></a><span dir="auto"> ha passato decenni a convincere la gente che bere fosse glamour e salutare&#8221;, ha detto Humphreys. &#8220;Ora, sempre più persone stanno iniziando a capire il perché.&#8221;</span></p>
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		<title>continua la diminuzione dei fumatori in europa</title>
		<link>https://www.cesda.net/2025/08/31/continua-la-diminuzione-dei-fumatori-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Aug 2025 09:47:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[medicina di genere]]></category>
		<category><![CDATA[TABACCO]]></category>
		<category><![CDATA[fumo tabacco italia eu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>se in media, nel periodo 2017-2023, la quota di fumatori in europa è diminuita, in alcuni paesi come Bulgaria e  Grecia resta molto elevata </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cesda.net/2025/08/31/continua-la-diminuzione-dei-fumatori-in-europa/">continua la diminuzione dei fumatori in europa</a> proviene da <a href="https://www.cesda.net">CESDA</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel <strong>2023 la prevalenza di fumatori in Italia è in linea con quella dell&#8217;Unione Europea, ossia il 24%</strong> della popolazione di età pari o superiore a 15 anni. I nuovi dati di Eurostat confermano dunque la diminuzione della quota di fumatori, scesa di 2 punti percentuali rispetto ai valori del 2017.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Nel 2023, il 24% della popolazione italiana di età pari o superiore ai 15 anni ha dichiarato di fumare</strong>. Un dato che ci colloca esattamente in linea con la media dell’Unione Europea. A fotografare la situazione è l’ultimo <strong>aggiornamento di Eurostat</strong> dedicato al monitoraggio dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 3 (SDG 3), che punta a garantire salute e benessere per tutte le età, anche attraverso la riduzione dei comportamenti nocivi per la salute come il tabagismo.</p>
<p><strong>In Italia, così come nel resto d’Europa, si conferma una differenza marcata tra i sessi: fuma il 28% degli uomini contro il 20% delle donne</strong>. Una forbice che <strong>rispecchia quella registrata su scala comunitaria (28% uomini, 21% donne)</strong>, evidenziando come il genere resti ancora oggi un fattore determinante nella diffusione del fumo.</p>
<p><strong>A livello europeo, si osserva un lento ma costante miglioramento</strong>: <strong>nel 2017 la quota complessiva di fumatori era del 26%, due punti in più rispetto al 2023</strong>. Un calo modesto, ma significativo, se letto nel quadro delle politiche di prevenzione e promozione della salute messe in campo negli ultimi anni.</p>
<p>Tuttavia, la situazione non è uniforme in tutti i Paesi membri. <strong>I dati mostrano infatti una forte variabilità</strong>. In cima alla classifica dei Paesi più virtuosi troviamo la Svezia, dove solo l’8% della popolazione adulta fuma (9% tra gli uomini e 8% tra le donne). Seguono i Paesi Bassi con l’11% e la Danimarca con il 14%.</p>
<p>All’opposto,<strong> i numeri più preoccupanti arrivano da Bulgaria (37% di fumatori), Grecia (36%) e Croazia (35%)</strong>. In particolare, in Bulgaria fuma quasi un uomo su due (49%), mentre tra le donne i tassi più alti si registrano in Grecia (32%), Croazia (30%) e Romania (29%).&#8221;</p>
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