L’impatto dell’endometriosi su percorsi di studio e lavoro

Una questione di genere

L'impatto dell'endometriosi, oltre che invalidante a livello di salute delle donne, diventa una questione di diseguaglianze sociali ed economiche.

data di pubblicazione:

4 Aprile 2026

Nel mese dedicato alla consapevolezza sull’endometriosi esce la ricerca condotta presso l’Unità Cattolica di Milano da Federica Facchin, Associata di Psicologia Dinamica al Dipartimento di Psicologia. Lo studio, ripreso in un articolo di Vita, indaga l’impatto dell’endometriosi sulla qualità della vita delle donne che convivono con tale patologie, e le conseguenze che si riversano sui percorsi formativi e di lavoro. 

L’endometriosi è una patologia caratterizzata dalla crescita di tessuto simil-endometriale al di fuori dell’utero e coinvolge un numero significativo tra la popolazione femminile. L’endometriosi stimata tra il 5% e il 10% nelle donne in età riproduttiva, ma può riguardare il 30%-50% delle donne con infertilità, il 50% di quelle con dolore pelvico cronico e il 65-75% delle adolescenti con sintomi di dolore pelvico. Una delle principali problematiche legate a questa patologia è proprio il ritardo diagnostico (tra i 5 e i 12 anni) e che può causare conseguenze a catena come depressione, stress, compromissione della sessualità e delle relazioni intime. Si aggiunge inoltre un ulteriore livello che riguarda l‘aspetto economico: le spese mediche sono molto elevate, assenze dal lavoro e perdita di produttività.

L’indagine condotta mostra come nel campione complessivo l’endometriosi ha un impatto da moderato a elevato nel percorso di studi in circa una donna su sei, ma la quota sale ad una su quattro su chi ha manifestato i sintomi in adolescenza e ha ricevuto una diagnosi tardiva.

Per quanto riguarda la vita lavorativa il 22% delle donne riporta un impatto moderato-alto sul proprio percorso professionale, si sale al 28% per chi ha subito ritardo diagnostico.
Un altro dato analizzato riguarda l’aspetto delle disuguaglianza sociali: il 24% delle partecipanti, ad esempio, ha riportato episodi di discriminazione sul lavoro, percentuale che sale a circa il 29% nel sottogruppo con esordio dei sintomi in adolescenza e ritardo diagnostico.

Si evidenzia un processo a cascata per cui l’insorgenza dei sintomi in adolescenza danneggia il percorso di istruzione, il quale, a sua volta, pregiudica le opportunità lavorative future.

 

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