CONFERENZA REGIONALE TOSCANA SULLE DIPENDENZE. 1a parte

data di pubblicazione:

10 Dicembre 2015

sstMercoledì 9 dicembre si è tenuta a Firenze la Conferenza regionale sulle dipendenze, che ha visto la partecipazione di un folto pubblico di dirigenti e operatori dei servizi pubblici e del privato sociale che lavorano nel campo delle dipendenze. Di seguito viene sintetizzata una prima parte degli interventi della mattinata.

La mattinata si è aperta con l’intervento di Antonio Lucchesi, Presidente di C.E.A.R.T., che ha posto l’attenzione sull’importanza del modello toscano in termini di integrazione pubblico-privato sociale. Lucchesi ha brevemente illustrato le numerose sfide aperte che il sistema regionale sta fronteggiando, dai cambiamenti delle forme di dipendenza, alle nuove cronicità e marginalità. All’interno delle nuove dipendenze, il GAP (gioco d’azzardo patologico) sta ponendo numerose criticità ai servizi, in termini organizzativi, di cura e di risorse.

Nel suo breve saluto, l’assessore ai servizi sociali del Comune di Firenze Sara Funaro ha citato Firenze e la Toscana come realtà virtuose, sul piano nazionale, per l’avanzata integrazione tra pubblico e privato sociale nelle dipendenze e nella salute mentale. Fra le maggiori criticità presenti, Funaro ha ricordato la necessità, al fine di dare risposte specifiche ai bisogni legati alle dipendenze, di unire maggiormente tutte le politiche attive (sanità, salute mentale, politiche abitative).

Barbara Trambusti, Dirigente del Settore Politiche per l’integrazione socio sanitaria della Regione Toscana, ha sottolineato che la Toscana sta riorganizzando il proprio modello sanitario e ha enfatizzato la complessità posta dal GAP, in quanto problematica che coinvolge molteplici attori (istituzioni, stakeholder, famiglie, industria del gioco).

In seguito, sono intervenuti brevemente i rappresentanti di F.I.C.T. e INTERCEAR che, lamentando la lentezza con cui in Italia si valorizzano le buone prassi esistenti, hanno riconosciuto il coraggio della regione Toscana nell’organizzare una concreta occasione di dibattito e di confronto.

Fabrizio Mariani, presidente del CNCA Toscana, ha da una parte fatto presente le difficoltà vissute dal terzo settore negli ultimi anni legate agli indirizzi nazionali delle politiche antidroga, e dall’altra raccontato la recente conferenza di Milano del terzo settore, che ha elaborato una Carta che sarà presentata alla Conferenza nazionale sulle dipendenze.

Arcangelo Alfano, Responsabile P.O. “Prevenzione e cura delle condotte di abuso e delle dipendenze” della Regione Toscana, ha illustrato nelle sue linee fondamentali il sistema toscano sulle dipendenze. Alcuni dei numeri presentati dal dott. Alfano: i 40 Ser.T toscani hanno un’utenza complessiva di poco inferiore alle 20.000 unità; sono presenti 40 équipe alcologiche e altrettante per il GAP, i servizi a bassa soglia sono 12, i posti totali nei servizi residenziali e semi-residenziali sono 1.092, il personale dei servizi pubblici per le dipendenze è pari a 506 unità.

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