STRATEGIE DI ASTINENZA VERSUS STRATEGIE DI RIDUZIONE DEI RISCHI DEL CONSUMO DI ALCOL IN FRANCIA

data di pubblicazione:

15 Dicembre 2014

alcolLa Francia, per ragioni socio-culturali simili all’Italia, è un paese in cui tradizionalmente si consuma molto alcol, e in particolare vino. Come l’Italia, la Francia inoltre è da sempre uno dei principali produttori mondiali di vino. Bastano queste due constatazioni per comprendere i motivi per cui, storicamente, in questi due paesi le strategie di prevenzione e di riduzione del danno associate all’alcol hanno sempre incontrato resistenze di varia natura. Tuttavia, negli ultimi anni il quadro dei consumi di alcol e delle politiche pubbliche sta lentamente cambiando. In Francia, si stima che il consumo medio giornaliero di alcol per adulto sia passato dai 65 g. del 1935 ai 27 g. del 2008. Anche il focus delle campagne sanitarie pubbliche  di sensibilizzazione sui danni associati al consumo e alla dipendenza di alcol sta cambiando, in particolare da un paradigma dell’astinenza rivolto quasi esclusivamente alla popolazione alcol-dipendente a campagne di prevenzione e di riduzione del danno rivolte alla popolazione generale.

L’articolo offre una sintetica ricostruzione delle strategie alcologiche in Francia, e si sofferma su vantaggi e svantaggi dei due paradigmi dominanti, astinenza e riduzione dei rischi. Il paradigma dell’astinenza si basa su cinque assunti: 1) la riduzione dei consumi non offre risultati convincenti, sul piano scientifico, per quanto riguarda l’efficacia sul medio-lungo periodo; 2) i processi degenerativi a livello neurologico e cerebrale provocati dalla dipendenza da alcol hanno effetti a lungo termine; 3) tali modificazioni fanno sì che anche il consumo di piccole quantità di alcol possa riattivare il meccanismo della dipendenza; 4) l’astinenza è la strategia più efficace per contrastare gli effetti avversi dati dal consumo di forti quantità di alcol; 5) l’astinenza è il metodo più indicato per contrastare le co-morbilità di tipo psichiatrico.

Nel paradigma della riduzione dei rischi, basata sulla riduzione dei consumi, invece, l’attenzione come accennato è rivolta a tutta la popolazione. Gli autori mettono in luce dieci elementi caratteristici, di cui i più significativi sono che tale strategia riesce a raggiungere fasce di consumatori problematici che rifiutano il paradigma dell’astinenza, che la riduzione dei consumi di alcol si traduce in un miglioramento della qualità della vita, che le co-morbilità di tipo psichiatrico si riducono con la diminuzione dei consumi di alcol. In sintesi, questo paradigma approccia in modo pragmatico la questione dei danni derivanti dal consumo di alcol, preferendo concentrarsi sul raggiungimento di obiettivi di progressiva riduzione dei consumi e del consenso del paziente, piuttosto che sull’obiettivo dell’astinenza tout-court.

In conclusione, facendo un bilancio delle politiche di contrasto al conusmo di alcol sin qui adottate, gli autori ritengono che “Le strategie per la riduzione dei rischi nell’alcolismo sono possibili. In Francia, cominciano a essere riconosciute. Queste strategie sono diverse da quelle utilizzate per le sostanze illegali, ma presentano delle somiglianze: sono diverse perché l’alcol gode di un’immagine positiva e perché i rischi associati al suo consumo non sono riconosciuti come tali dalla popolazione generale; sono simili perché, al pari di altre sostanze, l’alcol può provocare non solo dipendenza, ma anche un rischio a partire dalla prima assunzione. Noi dobbiamo rivolgerci prima di tutto ai consumatori, ai consumatori a rischio, a coloro che ne abusano e alle persone dipendenti. Le modalità attraverso le quali fare supporto saranno diverse, a seconda del rapporto del consumatore con l’alcol e della sua evoluzione, ma nessun paziente dovrebbe essere lasciato da solo”.

Brousse G. et alter, 2014, Alcoholism Risk Reduction in France: A Modernised Approach Related to Alcohol Misuse Disorders, International Journal of Environmental Research and Public Health, 11, pp. 11664-11675.

L’articolo è disponibile c/o CESDA.

 

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