LE POLITICHE DELLA CANNABIS FRA DIRITTO E SALUTE

data di pubblicazione:

5 Dicembre 2014

cannabisInesauribile fonte di dibattito e di scontro, nel piano inclinato fra diritto, salute, sicurezza, la questione della cannabis torna periodicamente a sollevare dubbi e critiche. Franco Corleone, attuale garante dei detenuti nella regione Toscana, da anni impegnato sul tema dei diritti, in un intervento pubblicato sul numero monografico dedicato alla cannabis di “Medicina delle dipendenze”, si sofferma sulle contraddizioni che a suo avviso qualificano il paradigma proibizionista sulla cannabis. Dopo una breve ricostruzione storica dei passaggi che hanno condotto all’affermazione su scala globale del paradigma proibizionista riguardo alla cannabis, Corleone illustra le ragioni scientifiche e ideologiche che sostengono l’impianto proibizionista. La contraddizione principale messa in evidenza è fra il diritto all’auto-determinazione e le esigenze di sicurezza sociale che, nel caso della cannabis, ha portato i legislatori a privilegiare le istanze di controllo sociale su quelle di rispetto del principio liberale di auto-determinazione dei comportamenti individuali. Infatti, argomenta Corleone, non è logico che il trattamento applicato al consumo della cannabis non si verifichi nel caso di altre condotte individuali pericolose o del consumo di sostanze psicotrope legali. Ciò si spiega sulla base del successo riscosso dal modello medico-farmacologico, che si focalizza sull’interazione agente chimico-individuo e mette in secondo piano i fattori psico-sociali del consumo di sostanze.

Nella seconda parte del suo intervento, Corleone ricostruisce i passaggi più significativi, a partire dalla legge Jervolino-Vassalli del 1991 fino ad arrivare alla discussa legge Fini-Giovanardi del 2006, che hanno determinato in Italia la piena affermazione del paradigma proibizionista sulle sostanze psicotrope, inclusa la cannabis. Corleone esprime un giudizio molto severo verso la legge Fini-Giovanardi, affermando che essa ha determinato costi sociali altissimi dal punto di vista dei diritti individuali e sociali. “In pratica la risposta ad un comportamento sociale di massa è stata solo autoritaria e repressiva: carcere e sanzioni. Con un conseguente aumento drammatico del sovraffollamento carcerario, un ingolfamento delle strutture amministrative (prefettura, Organi di Polizia) e senza la minima riduzione del consumo di droghe”. L’articolo si chiude con la ricostruzione dei principali motivi del dibattito, in sede italiana e internazionale, sulle politiche della cannabis, in virtù dell’adozione di politiche di legalizzazione della canapa in alcuni stati, fatto che ha per la prima volta incrinato l’unanimità di consensi attorno al paradigma proibizionista.

Corleone F., 2014, Canapa tra diritto e salute, Medicina delle dipendenze, IV, pp. 59-65.

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