LE DISCRIMINAZIONI SUBITE DALLE PERSONE SIEROPOSITIVE NEI SERVIZI SOCIO-SANITARI

data di pubblicazione:

13 Novembre 2014

hivNonostante gli innegabili progressi compiuti negli ultimi anni sul fronte delle campagne di sensibilizzazione e di contrasto alla stigmatizzazione, le persone affette da HIV continuano a essere sottoposte, anche all’interno delle strutture e dei servizi socio-sanitari, a varie forme di discriminazione.
Uno studio compiuto in 14 paesi europei, per un campione complessivo di 1549 persone affette da HIV, ha provato a stimare l’incidenza delle discriminazioni in questa popolazione. E’ stato utilizzato un questionario anonimo e auto-somministrato, in cui oltre a riportare eventuali discriminazioni subite, venivano richieste informazioni socio-demografiche, lo stato di salute, i bisogni relativi alla salute sessuale e riproduttiva.

Nel campione, il 22% delle persone è stata oggetto di discriminazioni legate allo status di sieropositività negli ultimi tre anni; l’11% afferma di essere stato discriminato da personale socio-sanitario. Per quest’ultimo tipo di discriminazione, è stata effettuata un’analisi statistica, che ha rilevato un’associazione fra le discriminazioni alle persone sieropositive poste in essere da personale socio-sanitario con questi fattori: non essere migranti, avere subito rapporti sessuali forzati, riportare nei servizi la mancanza di tempo dedicato a discutere di salute sessuale e riproduttiva e poca apertura dei servizi socio-sanitari rispetto ai temi della salute sessuale e riproduttiva. Appartenere al genere femminile ha un effetto protettivo contro le discriminazioni.

In definitiva, se molta strada è stata fatta verso il superamento dello stigma associato all’infezione da HIV, permangono problemi di discriminazioni delle persone sieropositive anche da parte dei servizi socio-sanitari, problemi che appaiono collegati soprattutto alla sfera sessuale e riproduttiva.  

Nöstlinger C. et alter, 2014, HIV-related discrimination in European health care settings, AIDS Patient Care and SDT,  Vol. 28 (3), pp. 155-61.

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