IL BAMBINO DIGITALE. Le comunità online devianti.

data di pubblicazione:

17 Ottobre 2013

il bambino digitaleIl volume, opera collettiva curata da Daniele Fedeli, ricercatore pedagogista, affronta in una prospettiva interdisciplinare varie tematiche legate al rapporto dei bambini e dei ragazzini con le tecnologie digitali e la rete, specie nei suoi aspetti educativi, psicologici, cognitivi e socio-emotivi.

Dopo un capitolo introduttivo sui principali cambiamenti che il cyberspazio sta determinando nell’educazione e nel comportamento dei bambini digitali, i contributi ospitati si soffermano su aspetti specifici, che spaziano dalle nuove relazioni interpersonali nell’età dei social network alla descrizione del cyberbullismo, dagli aspetti legali in materia di sessualità e di pedopornografia a consigli educativi rivolti ai genitori e agli adulti. Nell’impossibilità di esaminare tutti i capitoli, pare opportuno soffermarsi su due tematiche poco conosciute: le comunità online “devianti” e i cyberpredatori sessuali.

Con l’espressione comunità online devianti si designano tutte quelle aggregazioni online accumunate da identità e interessi devianti, come gruppi razzisti o forum di aspiranti suicidi. L’articolo esamina in particolare la questione della diffusione in rete del movimento pro-ana, cioè pro-anoressia, che anche in Italia ha goduto, attraverso Internet, di un aumento di visibilità. Su blog e forum hanno così preso vita comunità di minori che esaltano gli ideali e i valori del corpo anoressico, e che lo fanno attraverso gli specifici strumenti offerti dalla rete, ad esempio i diari online dove le ragazze postano le proprie foto e pubblicano le proprie riflessioni. Dall’analisi di questi spazi, emerge il fatto che vi è spesso una forte omogeneità ed omologazione, nel senso di presentare un’immagine molto chiusa e auto-referenziale della scelta pro-anoressia, presentata come vero e proprio stile di vita. Il principale rischio messo in evidenza dall’autrice è che in questo caso lo spazio anonimo e protetto online, che favorisce lo scambio di relazioni e di esperienze fra persone che condividono la stessa ossessione, aumenti il senso d’appartenenza alla filosofia pro-ana e l’identificazione del sé con il disturbo alimentare. Ecco così che la creazione di comunità online, una delle maggiori potenzialità della rete, può trasformarsi, per le comunità “devianti”, in qualcosa di inquietante e di pericoloso per i nativi digitali.

Passando ora ai cyberpredatori sessuali, occorre premettere che in genere l’adescamento online di adulti verso minori passa per le seguenti fasi: la formazione dell’amicizia, la formazione della relazione, la valutazione del rischio, l’esclusività del rapporto e l’approccio sessuale. Le strategie degli adulti per approcciare i minori sono variabili e diversificate, così come i loro profili psicologici e psico-patologici, anche se nella maggioranza dei casi si tratta di persone affette da importanti disturbi di personalità, che nell’adescamento online cercano un rimedio ai vissuti di solitudine e di inadeguatezza. Tuttavia, nei casi più gravi, gli adulti tralasciano del tutto le fasi di conoscenza e di seduzione del minore, per passare senza filtri all’invito sessuale. E’ chiaro che l’esistenza di tale fenomeno desta allarme sociale, ma la sua consistenza non va sopravvalutata: piuttosto, sembra necessario mettere a punto interventi specialistici di formazione, specie in ambito scolastico, che forniscano ai minori strumenti e conoscenze utili per tutelarsi dai cyberpredatori.

 Fedeli D. (a cura di), 2011, Il bambino digitale, Carocci, Roma.

Disponibile c/o CESDA

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